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Into the Night 2: l'avvincente serie survival torna su Netflix

E se la luce del sole diventasse fatale? La seconda stagione di Into the Night torna a regalarci un po' di tensione su Netflix

Into the Night 2: l'avvincente serie survival torna su Netflix
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Non è un mistero che Netflix sia la piattaforma streaming che più punta sulla quantità dei titoli proposti. In un catalogo così vasto il rischio - talvolta scongiurato, altre no - di incappare in prodotti già visti può essere alto, ma assieme ad altre serie interessanti, si è distinta Into the Night, grazie a una trama accattivante e una buona realizzazione. Questo titolo belga, ideato da Jason George, è approdato sulla piattaforma a maggio del 2020, ponendo un semplice interrogativo allo spettatore: che cosa succederebbe se la luce del sole diventasse improvvisamente fatale?

Da questo what if? - peraltro nato nel romanzo The Old Axolotl di Jacek Dukaj - ha inizio la narrazione di Into the Night, una serie che regala tensione a ogni episodio e che permette allo spettatore di vivere (al sicuro sul divano di casa), un'avventura survival ad alti livelli di adrenalina. Dopo più di un anno di attesa, Into the Night è finalmente tornato l'8 settembre con la sua seconda stagione assieme a molte altre uscite di settembre di Netflix. Ecco cosa pensiamo della prima puntata!

Into the Night: dov'eravamo rimasti?



Prima di buttarci a capofitto nei nuovi episodi, facciamo il punto della situazione e rivediamo gli eventi che abbiamo analizzato nella recensione della prima stagione di Into the Night. Un aereo in partenza per Mosca viene dirottato a Bruxelles da quello che a tutti gli effetti sembra un terrorista. L'uomo afferma che la luce del Sole, nella parte illuminata del mondo, ha già iniziato a uccidere gli esseri viventi, e che è necessario quindi viaggiare rincorrendo il buio. Le folli convinzioni dell'uomo, che in realtà si rivela poi essere un maggiore della NATO, diventano presto una certezza, man mano che una serie di prove dimostrano la veridicità dell'evento.

Ma come si fa a fuggire dalla luce del sole? Mossi da questo inquietante interrogativo, i protagonisti di Into the Night mettono in atto un meccanismo di fuga e ricerca di indizi che riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo per tutta la rapida prima stagione, in un crescendo di tensione che non può mancare in un prodotto dal forte stampo thriller come questo. La corsa contro il tempo conduce infine verso un bunker occupato da soldati e altri sopravvissuti, dove la ricerca di una risoluzione può essere portata avanti in sicurezza, ma che non garantisce davvero una via di salvezza.

Un attimo di tranquillità?

Proprio dal bunker inizia la seconda stagione di Into The Night, un luogo che nella prima stagione è stato percepito dai sopravvissuti come un baluardo di salvezza, ma che fin dai primi minuti di visione si rivela essere una soluzione tristemente precaria. La tensione cresce tra gli ospiti della struttura, così come il bisogno di scoprire qualcosa di più sulla pericolosità del sole e sul trovare al più presto un rimedio alla catastrofe.

Come è avvenuto per la prima stagione, anche i nuovi episodi lasciano poco spazio alla gradualità, ma gettano subito lo spettatore in una situazione difficile e lo introducono il più in fretta possibile in quello stato di tensione che tanto ha caratterizzato la serie. Questa fluidità narrativa e il susseguirsi rapido di svolte e colpi di scena ha permesso a questa produzione belga di imporsi in un panorama seriale dominato spesso da titoli americani o inglesi.

Se l'incipit dell'episodio poteva far pensare a una situazione di assestamento all'interno del bunker, l'illusione è presto spezzata, quando si rende necessario uscire all'aria aperta per risolvere un problema sorto proprio all'interno della struttura. Delle vite vengono subito messe a repentaglio, così come la già precaria stabilità raggiunta con il rifugio trovato nella stagione precedente. Seppur ancora in stato embrionale, queste premesse narrative sono dunque buone e in linea con il mood della prima stagione.

Un sistema di personaggi che si sta ampliando

Con la visione del primo episodio è ancora presto per capire se i nuovi personaggi introdotti dalla trama saranno all'altezza del buon approfondimento fatto nella prima stagione. La scrittura della serie mirava infatti a una conoscenza delle figure in gioco tramite situazioni personali e flashback volti a mostrarci chi erano prima del dirottamento dell'aereo. Abbiamo fatto la conoscenza con un sistema di personaggi molto variegato, con alle spalle storie diverse e visioni differenti del mondo.

Questa natura sfaccettata, che ancora potrebbe rivelarci delle sorprese, si è ottenuta anche grazie alla multietnicità del cast. Sebbene il doppiaggio italiano sia ben realizzato, è la visione in lingua originale ad arricchire lo spettatore, che si trova a osservare scambi, interazioni e anche discussioni animate in idiomi molto diversi tra loro, dal francese all'inglese, dall'arabo al russo; una diversità che non può essere esaltata dal doppiaggio.

Into the Night è una serie nata da un'idea semplice, ma accattivante e che dovrà scontrarsi con la difficoltà di mantenere alta la qualità della scrittura nella seconda stagione, cercando anche di rispondere agli interrogativi posti all'inizio dell'avventura dei protagonisti.

Into the night Il primo episodio della seconda stagione di Into the Night ci getta subito in una situazione difficile, per mantenere alta l'attenzione dello spettatore. La tensione è alle stelle fin dai primi minuti di visione, in parte per la catastrofe che i personaggi si trovano ad affrontare, in parte per i rapporti complessi che si stanno instaurando all'interno del bunker. Ai prossimi episodi saranno affidate le sorti di questa buona serie Netflix, nata da un'idea semplice ma efficace.