Invincible 2 Parte 1: sempre più ambiziosa, ma con qualche inciampo

La seconda stagione di Invincible, in questa prima parte, mostra dei decisi passi in avanti sotto ogni aspetto, ma continua a inciampare su difetti noti.

Invincible 2 Parte 1: sempre più ambiziosa, ma con qualche inciampo
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"Potreste aver bisogno di una pausa", così Kirkman commentava l'annuncio della divisione in due tronconi della seconda stagione di Invincible. Iniziamo a chiederci un po' se questo tipo di retorica tanto sfrontata e sicura di sé porti realmente dei frutti, specialmente perché proprio in casa Prime Video non è affatto una novità - Kripke con The Boys lo fa di continuo, alza l'asticella dell'hype sempre e comunque in prossimità di alcune puntate. La domanda che ci sorge spontanea è di conseguenza una soltanto: è appunto una strategia che funziona o non fa altro che sminuire il potenziale impatto di determinati episodi sovraccaricandoli di aspettative? Perché, da un punto di vista esterno, è molto facile dare per scontato che sia un modus operandi vincente, sia The Boys che Invincible rappresentano due dei migliori successi qualitativi e di pubblico dell'intera piattaforma.

D'altro canto, senza avere il tam-tam mediatico di anticipazioni e assidua sfrontatezza, non ci saremmo goduti di più Eroegasmo? Non avremmo assaporato ancora di più la brutalità e il dramma di questo midseason finale di Invincible? Forse è una comunicazione che vive su un equilibrio sottile, che prima o poi verrà spezzato una volta per tutte, in quanto semplicemente non è possibile giocare all'infinito con le aspettative del pubblico.

C'è vita dopo Omni-Man?

Lo sappiamo, sembra il preludio a un articolo incredibilmente negativo mentre in realtà si trattava soltanto di una riflessione generale, una sorta di predizione su un rischio futuro. La prima parte della seconda stagione di Invincible, infatti, ci ha soddisfatto - quasi- appieno, mostrando decisi passi in avanti dove era più che necessario, sebbene alcuni fantasmi del passato siano infine ricomparsi.

Ma facciamo un passo indietro e partiamo, come al solito, dalla trama: la serie Amazon riprende circa un mese dopo il terribile scontro tra Mark/Invincible e suo padre Nolan/Omni-Man, una battaglia che ha lasciato il nostro protagonista in fin di vita e prevedibilmente devastato sul piano emotivo. Ma nonostante una rabbia che sembra non placarsi e il terrore di un giorno diventare esattamente come il suo genitore, la vita di Mark non può fermarsi e, anzi, deve trovare al più presto un equilibrio soddisfacente tra la sua carriera da supereroe e quella universitaria.

Una misteriosa minaccia legata al multiverso, tuttavia, si avvicina sempre di più e, con i Guardiani del Globo ancora in fase di riassestamento, toccherà proprio a Invincible farsi trovare in prima linea. E come avevamo sottolineato anche nel nostro first look di Invincible 2, sono evidenti le migliorie apportate alla struttura della prima stagione, a partire dall'estetica con animazioni molto più fluide e naturali - e dunque spettacolari - rispetto all'esordio targato 2021. Ma è l'apparato narrativo ad aver ricevuto le attenzioni maggiori, con una storia che si dipana in maniera estremamente più scorrevole, pur mantenendo in parte il ritmo elevato tipico del fumetto di Kirkman.

Fantasmi dal passato...

Ciò è evidente soprattutto da come vengono affrontati i postumi dell'abbandono di Omni-Man non solo da Mark, bensì anche dalla madre Debbie, in procinto di affrontare la spaventosa realtà di aver passato 20 anni in un'angosciante menzogna. In generale, però, quasi tutte le varie storyline vengono portate avanti con naturalezza, fascino e buone tempistiche, potendo contare su un cast fantastico di personaggi e su sequenze d'azione di una squisita crudezza.

Ecco, purtroppo l'attenzione adesso deve concentrarsi su quel quasi, perché Invincible non ha ancora perso in toto il vizio di interrompere drasticamente la narrazione per portare avanti in scene lunghissime una storyline secondaria e poi riprenderla chissà quando, forse dopo un paio di puntate o forse direttamente nella prossima stagione.

Una scelta stilistica fortemente ancorata al tipo di racconto del medium fumettistico, che però non si lega per niente una volta trasposta in un telefilm. Può sembrare un'affermazione banale eppure è adatta: non si può scrivere una serie tv come un fumetto. Invece Invincible continua su questa strada - comunque molto di meno rispetto alla prima stagione - che la fa a volte apparire come una produzione divisa in compartimenti stagni non comunicanti, quando avrebbe potuto centellinare le varie storyline nei diversi capitoli.

Invincible - Stagione 2 La prima parte della seconda stagione di Invincible è, in definitiva, una produzione di elevata qualità, inutile girarci intorno. I postumi dell'addio di Omni-Man/Nolan, i sensi di colpa che attanagliano la famiglia Grayson, la squisita crudezza che emerge a ogni sequenza d'azione, storyline sempre interessanti che allargano a dismisura l'universo narrativo, tutti i pregi che abbiamo imparato a conoscere durante la prima stagione sono qui e sono moltiplicati. Se a ciò aggiungiamo poi delle animazioni fortemente migliorate e una narrativa che procede in maniera molto più naturale e fluida, il gioco è fatto e Invincible si candida come una delle migliori serie animate sul mercato. Peccato che a volte ricada negli stessi errori, ovvero interrompere improvvisamente il flusso della narrazione per esplorare in scene lunghissime una storyline secondaria che poi verrà ripresa solo episodi dopo o addirittura nella stagione successiva. Una scelta stilistica a compartimenti stagni che proprio non riusciamo a promuovere, nonostante la seconda stagione faccia molto meno affidamento rispetto al passato su una struttura del genere.