Irma Vep Recensione: la serie HBO su Sky tratta dal film di Olivier Assayas

Su smathphone, schermi, pellicola: le innumerevoli vite dell'arte, tra autorialità e incassi, nella versione seriale di Irma Vep di Olivier Assayas.

Irma Vep Recensione: la serie HBO su Sky tratta dal film di Olivier Assayas
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Nel 1996 il regista e sceneggiatore Olivier Assayas esplorava le declinazioni del linguaggio cinematografico e della riproposizione dell'immagine con il suo Irma Vep. La pellicola, tangibile in ogni senso, su cui porre dei graffi, tagliare e sminuzzare, scriverci sopra e lasciare il proprio segno, vedeva l'arrivo di Maggie Cheung in Francia, pronta ad affrontare un'inedita versione del classico del 1916 I vampiri di Louis Feuillade, diventando il volto esotico di un cinema europeo fervente e autoriale.

Un'opera bilingue, francese ed inglese, con una riflessione sul cinema che passa proprio attraverso il potenziale comunicativo delle sequenze offerte e dalla neutralità del muto, che mette sulla medesima bilancia i problemi di comprensione tra l'attrice, nel ruolo di se stessa, e le maestranze della produzione, acuendo la ricerca di Assayas attorno la comunicazione assoluta. Il lungometraggio di Assayas diventa ora una serie prodotta da HBO, in onda su Sky e NOW (non perdete le serie Sky e NOW di settembre).

Come adattare le immagini

Un'esplorazione, quella della dualità tra arte e commerciale, specificità del particolare in rapporto all'espansione dell'universale, che il cineasta ha continuato a perseguire sulla scia dei suoi pilastri, François Truffaut e Jean-Luc Godard, in un'indagine che nel suo cinema significa l'interrogazione dei frame tramite l'uso o meno della parola.

Uno scontro che nel cinema di Assayas ha sempre rappresentato il fulcro della propria visione, in continuo contrasto proprio lì dove si trova l'estro creativo. Quello generato dalle differenze e dalle incomprensioni, dalle dualità e dal loro trovare un punto di incontro. Il blockbuster e la raffinatezza delle opere autoriali arrivano fino alla serialità, che vedono il regista tornare sul piccolo schermo proprio con la riproposta di Irma Vep. Un'operazione perfettamente coerente con la costante investigazione dell'uomo e dell'artista, che giunge quasi all'apoteosi. Un remake a puntate di un progetto cinematografico da lui stesso ideato; un adattamento di una sua creazione che porta all'apice l'analisi sulla rivisitazione continua e irrefrenabile delle immagini, di come siano ogni volta malleabili e abbinabili alla loro contemporaneità, anche quando guardano al passato. Un lavoro di immersione che per l'autore indica l'apologia di una teoria del cinema che tocca anche la TV, portando a galla le stesse domande e le infinite potenzialità del racconto visivo. Un creatore che opera sul medesimo materiale da lui inizialmente selezionato, diventando altro a distanza di anni, mostrando un attaccamento al passato mentre cerca sbocco nel moderno, trovando l'animo poetico e studioso del suo cineasta.

L'evoluzione di Irma Vep

Così Irma Vep segue a tratti l'andamento degli eventi che il film degli anni Novanta sciorinava nella sua narrazione, distaccandosene aggiungendo branche inattese e deviazioni sul percorso dei personaggi.

Il primo grande cambiamento è la protagonista, non più una star di Hong Kong, ma un personaggio anche lei di finzione interpretato da Alicia Vikander, intenta a voler approfondire il lato sofisticato della sua carriera e cercando di lasciare indietro prodotti da incassi stellari al botteghino e shooting con caschetti spaziali e pistole laser - non perdete le foto di Alicia Vikander in Irma Vep. Una donna dalla sessualità più sollecitata di quanto fosse stato per la Maggie Cheung del '96, anche questo a rispecchiare una società mutata e più fluida sotto una lente già progressista al tempo della pellicola, ma modificata per attingere ancora maggiormente alla sua attuale realtà. In più un continuo di innesti, artefatti o veritieri, della serie che i personaggi stanno girando o di quell'opera originale degli anni dieci del Novecento che ha saputo esprimere con intensità le questioni e le ombre del cinema. Tutto questo su quanti più device possibili.

Irma Vep, nella sua variante seriale, è un percorso accademico che Olivier Assayas continua a compiere e vede un'ulteriore aggiunta alla sua tesi. Una produzione in tutto e per tutto autentica nella filmografia di un cineasta d'eccezione del panorama europeo, impeccabile nella sua ossessione per l'immagine tanto al cinema, quanto nelle serie TV.

IrmaVep Olivier Assayas continua il suo percorso accademico nel cinema trasportandolo nella serialità. L'autore francese prende il suo capolavoro del 1996 Irma Vep e lo traspone per il piccolo schermo, facendolo diventare una serie per HBO distribuita in Italia su Sky e NOW. Un'operazione che vuole riflettere nuovamente sull'immagine, quella della pellicola diventata oramai digitale, utilizzando strumenti e device, arte e commerciale. Una rivisitazione del passato per vedere come si abbina al presente, e su come i frame possano essere ogni volta ricontestualizzati, in un'indagine sulla potenza comunicativa del audiovisivo costante e sempre in evoluzione.

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