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iZombie: Recensione della Stagione 4, disponibile su Netflix

Disponibile sulla piattaforma streaming americana dallo scorso 1 ottobre, iZombie 4 ha preceduto di poco l'esordio della quinta stagione.

recensione iZombie: Recensione della Stagione 4, disponibile su Netflix
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All'inizio del secolo, volta per volta, sono tornati in auge i mostri della letteratura e cinematografia horror classica, prima i vampiri, poi, per un attimo anche i lupi mannari, infine, sicuramente più duri a morire, gli zombie. C'è chi ha impiegato ingenti capitali per perdersi in un mondo drammatico in cui l'apocalisse zombie ha cambiato il modo di vivere degli esseri umani (The Walking Dead), chi ha voluto raccontare la medesima storie con tinte trash (Z nation) e chi, con un gusto dissacratorio e smitizzante, ha voluto affrontare la tematica con stile da commedia. Ecco iZombie, serie contenuta nel bouquet Netflix, in cui è recentemente arrivata la quarta stagione.

Esse Zombie o non essere Zombie? Questo è il problema

iZombie, per chi non ne avesse mai sentito parlare, racconta di un mondo in cui sono arrivati gli zombie, ma la loro nascita non ha provocato l'apocalisse che si è sempre paventata, ma anzi, i non morti si sono integrati nella società, mantenendo la loro coscienza e le loro facoltà mentali.

Protagonista della serie è Olivia "Liv" Moore (Rose McIver), medico patologo, ritrovatasi zombie dopo una festa. Mangiando i cervelli delle vittime di omicidi che arrivano sul suo banco delle autopsie può dare una mano al Detective Clive Babineaux (Malcolm Goodwin) a risolvere i casi.
La quarta stagione di iZombie continua questa struttura, ma oltre a Liv, la narrazione segue le storie di tutti i personaggi che, nell'arco delle presenti tornate di episodi, si sono saputi guadagnare una storyline dedicata.

Il Detective Babineaux soffre pene d'amore, in quanto si è innamorato di una zombie, ma l'accoppiamento interspecie non è consentito, in quanto provoca una crisi di rabbia assassina nei non morti, per cui diventa difficile continuare la relazione. Ravi (Rahul Kohli), medico legale e capo di Liv, soffre pene d'amore, mentre Major (Robert Buckley) è preso dal suo ruolo di difensore dell'ordine a Seattle. Intanto la città è diventata la capitale di Zombieville, chiusa all'esterno per contenere il fenomeno dei non morti. All'interno si sono subito create dei microcosmi: da una parte c'è la Chiesa dei Suprematisti Zombie che reputano gli umani cibo e nulla più, dall'altra c'è invece Renegade, altrimenti detta Mama Leone, una donna che fa entrare umani affetti da malattie terminali a Seattle per guarirli, trasformandoli in Zombie.

Il fascino della tradizione

La quarta stagione di iZombie si presenta al pubblico in forma smagliante, i personaggi sono rodati ed ormai girano con disinvoltura per le trame intessute dagli autori. La serie, in sostanza una crime comedy, ha una formula collaudata, ogni episodio presenta la medesima trama verticale, cioè il caso di omicidio che Liv e Babineaux devono risolvere grazie alle visioni che ha la ragazza, quando si ciba del cervello della vittima.

Tale lauto pasto ha però un effetto collaterale che nutre il lato umoristico della serie: Liv assume la personalità altrui, ciò dà la possibilità a Rose McIver di misurarsi con svariate tipologie di personaggi, impresa cui adempie con impegno e talento, anche se, talvolta, scade nel parodistico.

Oltre alle trame verticali, la quarta stagione di iZombie offre anche una forte ossatura di trame orizzontali, che affollano gli episodi per tenere alta l'attenzione degli spettatori. Si può dire che iZombie abbia una struttura che oggi va in controtendenza rispetto alla nuova consuetudine delle serie televisive che prediligono la serializzazione di un'unica trama orizzontale, come se si trattasse di un film più lungo del normale.

Tale impostazione è figlia soprattutto del binge-watching, un fenomeno di cui iZombie non soffre dal momento che ogni nuova stagione viene trasmessa con la cadenza di un episodio alla settimana. Può quindi permettersi di reiterare, di volta in volta, una struttura simile a se stessa che risulta ripetitiva ai limiti della noia, se vista in sequenza.
Il tema portante della stagione è il tentativo di pacifica convivenza tra gli umani e gli zombie, con tutte le difficoltà e le implicazioni morali, umane e sociali che ciò comporta. Gli autori affrontano la tematica in modo leggero senza approfondire la questione, lasciando agli occhi del pubblico una visione ben chiara di ciò che sia giusto e di ciò che è sbagliato senza doppiezze o ambiguità. Per quanto sia proibito dalla legge creare nuovi zombie, non vi sarà spettatore che non sentirà come sua la causa di Mama Leone e nessuno si sentirà di accettare le lusinghe della Chiesa Suprematista degli Zombie, il cui capo si vede lontano un anno luce che è affetto irrimediabilmente da pazzia furiosa. iZombie è una serie di facile comprensione che punta tutto sui siparietti comici della protagonista e delle sue personalità che, di volta in volta, si impadroniranno di lei e sulla questione del rapporto tra zombie ed umani.

iZombie - Stagione 4 Non si può parlare male della quarta stagione di iZombie, le trame sono fitte e ben scritte, tengono alta l’attenzione dello spettatore e risultano divertenti, si sorride per le performance della protagonista e delle sue personalità e si partecipa alla felicità ed alla tristezza dei personaggi. Eppure, ci sembra che iZombie appartenga ad un modo di fare televisione che sta via via scomparendo, con personaggi moralmente ben schierati, quindi eroi e cattivi ben serrati sulle loro sponde. Le serie televisive, però, si stanno spogliando dall’aura di puro entertainment e di struttura narrativa elementare, che avevano fino a qualche anno fa, per assurgere ad una dignità artistica superiore. In tal senso, la quarta stagione di iZombie non si avvicina minimamente alle nuove tendenze sin qui descritte. Gli autori scrivono per svolgere il classico "compitino", seppur facendolo con perizia e conoscenza degli ingredienti che possono garantire lunga vita al prodotto.

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