James May: Our Man in...Japan, recensione della docu-serie su Prime Video

Da The Grand Tour al Giappone: James May è il protagonista di una docu-serie targata Amazon Prime Video interamente dedicata al Paese del Sol Levante.

recensione James May: Our Man in...Japan, recensione della docu-serie su Prime Video
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Reduce dall'avventura in Cambogia e Vietnam con The Grand Tour - Seaman, James May ha temporaneamente abbandonato i colleghi Jeremy Clarkson e Richard Hammond per dedicarsi ad un nuovo progetto targato Amazon Prime Video. Il conduttore e giornalista britannico è dunque partito alla volta del Paese del Sol Levante, determinato ad esplorarne città, scenari naturali, cultura e tradizioni. Da tre intensi mesi di riprese che l'hanno portato ad attraversare l'intero Stato da nord a sud, è nato James May: Our Man in...Japan, docu-serie composta di sei episodi di un'ora circa ciascuno.

La produzione è approdata nel catalogo del servizio streaming di Amazon all'alba del nuovo anno, tra le novità Prime Video del mese di Gennaio 2020. Nella nostra penisola, il titolo è stato convertito in James May - Il nostro inviato in Giappone. Per la serie non è stata realizzata un'opera di doppiaggio ed il comparto audio offre dunque come unica opzione la lingua inglese. Ad accompagnare l'elegante accento british di James May, sono comunque ovviamente disponibili sottotitoli in lingua italiana. Ma cosa aspettarsi da questo peculiare diario di viaggio? Dopo un'attenta visione, siamo pronti a presentarvene le principali caratteristiche.

Dall'Hokkaido al Kyushu: viaggio in un Giappone che sfugge alle definizioni

Il Giappone cela in sé un universo di località incantevoli, ed ognuna delle sue quattro isole principali ha qualcosa di unico e peculiare nella propria essenza. In quest'ottica, risulta sicuramente apprezzabile la volontà di James May di accompagnare lo spettatore in un viaggio attraverso una miriade di luoghi e contesti differenti, alcuni dei quali lontani dalle rotte turistiche più battute.

Il primo dei sei episodi della serie non conduce dunque né al cuore di Tokyo né ai templi di Kyoto, ma alle gelide spiagge dell'Hokkaido, nell'estremo nord della terra del Sol Levante. Nei panni dell'esploratore, il conduttore britannico non esiterà a porsi alla (difficile) guida di una slitta trainata da cani o a provare un bizzarro sport invernale: lo yukigassen, ovvero...professionali battaglie di palle di neve!

Una breve tappa a Sapporo, la più grande città dell'Hokkaido, rappresenterà un'opportunità per dedicarsi alla produzione di birra artigianale, mentre lungo il tragitto non mancherà l'occasione per far visita ad un artigiano dedito all'affascinante processo di forgiatura di tradizionali spade giapponesi.

Ed è con il medesimo approccio che prosegue l'intero viaggio di May e della sua troupe, che peraltro non sarà affatto insolito veder apparire nell'inquadratura al fianco del presentatore. In un'inesorabile avanzata verso il Kyushu, paradiso naturale nel sud del Giappone, la serie farà tappa presso concerti di musica J-Pop, locali di Karaoke, Cat-café o rumorosissime sale Pachinko.

Numerosi ospiti faranno la propria comparsa nel corso dell'avventura: maestri nell'arte della calligrafia giapponese, esperti di haiku (tradizionale forma di poesia nipponica), massaggiatori o ingegneri dediti alla costruzione di colossali robot pilotabili.

Dopo le battaglie di palle di neve affrontate nell'Hokkaido, James May avrà inoltre modo di tornare a destreggiarsi in ulteriori discipline sportive. Tra Tokyo, Kyoto ed Osaka, il pubblico potrà apprendere qualche dettaglio sull'Aikido, tradizionale arte marziale, il tiro con l'arco giapponese o il celebre sumo. Presente all'appello anche l'anima tecnologia del Sol Levante, con test dedicati a traduttori automatici e ad una bizzarra guida turistica robot, tra gadget e prodotti delle più disparte tipologie.

Immancabili anche le molteplici esperienze culinarie, tra udon, esperimenti a base di sushi e wasabi, takoyaki e molte altre prelibatezze. Abbonderanno infine anche gli scenari naturali mozzafiato, altra costante dei sei episodi che compongono James May - Il nostro inviato in Giappone.

Tra tutti, possiamo ad esempio segnalare il meraviglioso Santuario di Ituskushima, sito patrimonio dell'UNESCO sull'isola di Miyajima (di questo stupendo luogo vi avevamo peraltro parlato in uno speciale dedicato alla ricerca delle atmosfere di Sekiro: Shadows Die Twice nel Giappone di oggi).

Un diario di viaggio, tra ironia, leggerezza e spunti di riflessione

"Il mio scopo nell'essere qui, in un luogo che mi affascina, non è semplicemente visitare i posti turistici per poi dire: 'Bello, vero?' o 'Che stranezza'. Intendo scoprire l'essenza del Giappone e dell'essere giapponesi. Probabilmente è il posto in assoluto più diverso dalla realtà in cui vive un cittadino britannico. Qui tutto è vagamente alieno, un po' sorprendente e, oserei dire, disorientante".

È con questa premessa che ha inizio il viaggio di James May attraverso l'intero Paese. Tuttavia, non aspettatevi di assistere ad un documentario: la produzione si presenta con la struttura e le caratteristiche tipiche di un diario di viaggio dai toni leggeri.

L'intrattenimento risulta un obiettivo primario, ma l'efficacia dei contenuti proposti in tal senso risulta piuttosto altalenante. Nel corso dei diversi episodi, vi è modo di assistere a momenti e sequenze sinceramente divertenti, se non esilaranti.

Purtroppo, accanto a queste ultime trovano spazio anche gag decisamente meno riuscite, che ci sono apparse piuttosto forzate ed artificiali. Un peccato, soprattutto se si considerano le notevoli doti narrative di James May, che ci sono apparse talvolta compresse in favore di una comicità meno genuina.

È ad ogni modo necessario riconoscere il concreto impegno del conduttore britannico nel cercare di offrire al pubblico anche alcuni interessanti spunti di riflessione. Nel corso della serie Amazon Prime Video ci sarà ad esempio modo di accennare a temi quali il significato e lo scopo dell'arte, la capacità della poesia di immortalare istantanee di vita vissuta in poche sillabe o le origini e caratteristiche della spiritualità giapponese.

Si propone anche un piccolo spaccato sulla scena economica e industriale del Paese, con visite agli stabilimenti di Yamaha e Honda, oltre ad una riflessione sul rapporto tra individuo e lavoro all'interno della società nipponica. Alcune sequenze saranno infine dedicate all'incidente di Fukushima o al dramma dell'attacco nucleare su Hiroshima. Tutte queste tematiche saranno affrontate in forma di approfondimenti "in pillole", non sufficienti ad offrire una panoramica completa sull'argomento, ma comunque abbastanza efficaci nel suscitare nello spettatore un'eventuale volontà di approfondimento autonomo.

James May - Il nostro inviato in Giappone James May - Il nostro inviato in Giappone costituisce un'interessante vetrina sul complesso universo nipponico. Pur offrendo alcuni spunti di riflessione, la produzione Amazon Prime Video non vuole in alcun modo porsi come un documentario, ma piuttosto come il racconto di viaggio di un europeo alla scoperta di una realtà e di uno stile di vita molto lontani dal proprio. I toni leggeri e l'ironia sono una presenza costante nei sei episodi che formano la serie, durante i quali si alternano situazioni genuinamente esilaranti a gag decisamente meno riuscite o spontanee. Tra i pregi di James May - Il nostro inviato in Giappone troviamo comunque la grande varietà di ambientazioni e contesti, in grado di incuriosire sia chi ha già avuto modo di visitare il Giappone sia gli aspiranti viaggiatori.

7.3