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Julie and the Phantoms Recensione: il nuovo High School Musical su Netflix?

Julie and the Phantoms è un prodotto per molti versi sorprendente e curato, con canzoni sempre orecchiabili. Potenzialmente è il nuovo High School Musical.

recensione Julie and the Phantoms Recensione: il nuovo High School Musical su Netflix?
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Permetteteci in apertura una piccola correzione: nella nostra anteprima di Julie and the Phantoms avevamo paragonato la nuova scommessa Netflix ad alcune serie Disney, ormai divenute quasi dei classici per una certa fascia di pubblico, come Hannah Montana o Sonny tra le stelle. Sono similitudini che tuttora reggono, specialmente per certe affinità  tematiche e per i toni leggeri, a tratti persino scanzonati.

Ma più scorrevano le puntate e pi le avventure di Julie (Madison Reyes) ci hanno ricordato qualcos'altro, sempre legato alla casa di Topolino. In poche parole, in Julie and the Phantoms si rivede lo spirito originario - e le canzoni squisitamente orecchiabili - che ha reso High School Musical un fenomeno, catturato in maniera di gran lunga migliore rispetto alla serie su Disney+ che sta tentando di far rivivere il franchise.

Furba, spassosa, priva di cali di ritmo ingombranti e sorprendentemente profonda e commovente in determinati momenti, questa teen-fantasy comedy negli anni può davvero diventare un nuovo punto di riferimento per una generazione di adolescenti. Ma alcune ingenuità  sono assolutamente da evitare.

Tutti ad ascoltare i Sunset Curve

Protagonista indiscussa della vicenda è Julie, una liceale che sta attraversando un periodo tristemente buio della sua vita: da circa un anno ha infatti perso la madre ed è facile immaginare quanto sia incolmabile un buco del genere. Per Julie probabilmente la perdita è stata addirittura ancora più grave, in quanto sua madre è stata la persona che le ha fatto scoprire anche la sua più grande passione, la musica. Talentuosa cantante ed eccellente pianista, la ragazza tuttavia è rimasta bloccata da un simile shock, al punto da non riuscire più a cantare né a comporre, mancanze che le sono costate oltretutto il posto nel programma musicale del suo liceo.

Fortunatamente una via d'uscita da questo tunnel dell'orrore le viene in soccorso nel più inaspettato dei modi, ovvero provando un semplice CD polveroso trovato per caso in garage. E qui emerge in tutto il suo adorabile appeal la natura fortemente giovanile dello show, poiché dal disco fuoriescono tre fantasmi, membri della band che Julie stava ascoltando e deceduti 25 anni prima. Ammirando un talento così puro, Luke (Charlie Gillespie), Alex (Owen Joyner) e Reggie (Jeremy Shada) non possono semplicemente fare finta di nulla e decidono quindi di aiutare la giovane a riacquistare fiducia in sé stessa.

Questo è un po' il vero cuore pulsante di Julie and the Phantoms, quel messaggio che in serie del genere è immancabile e può rappresentare un deciso punto di forza se ben veicolato. E il piccolo grande inno al credere in sé stessi, a seguire sempre le proprie passioni, a non farsi abbattere mai dalle imprevedibili difficoltà  che la vita ci può mettere davanti ha un ruolo meraviglioso e centrale nella produzione Netflix.

Possono sembrare in apparenza temi banali, ma bisogna sempre tenere a mente il target della serie e soprattutto l'universale bontà  di simili messaggi. Un ripasso di tali mantra non farebbe male ogni tanto anche a noi più grandicelli. Eppure le armi di Julie e dei Sunset Curve non sono finite qui.

Sorprese emozionanti e piccole delusioni

La forza di una serie del genere non può non risiedere nei personaggi e in ciò Julie and the Phantoms si esalta, in particolar modo nella caratterizzazione dei 3 fantasmi. Basti anche solo pensare al fatto che ognuno di loro riesce a portare in scena un umorismo unico, che sia l'eccessiva sensibilità  di Alex - noto anche come il fantasma che ha pianto ininterrottamente per 25 anni - o la deliziosa ingenuità  di Reggie. Sono dettagli che rivelano una quasi totale mancanza di superficialità , perché ciascuno dei fantasmi ha una precisa personalità  e modi di fare distintivi e spesso esilaranti.

Ma forse non siamo arrivati ancora all'aspetto più sorprendente: la profondità  dei protagonisti. Che Julie sarebbe stata al centro di alcuni momenti decisivi di formazione e crescita era altamente prevedibile, se non certo. E si tratta di momenti molto toccanti. La sorpresa viene proprio dalle numerose scene - e il relativo approfondimento - che i fantasmi hanno da soli, capaci di sfociare in una sequenza straordinaria per impatto emotivo. Tutto sempre accompagnato dalle piacevoli canzoni della serie, varie e a volte davvero emozionanti.

Insomma, c'è della competenza in Julie and the Phantoms. A cui fa tuttavia da contraltare una discreta dose di ingenuità  e, soprattutto, ripetitività . L'avevamo già  segnalato nella nostra anteprima come potenziale problema e quei timori si sono purtroppo avverati: la gag di Julie che parla con i fantasmi e viene vista parlare da sola stanca in fretta ed è onnipresente; gli stilemi delle produzioni teen già  visti centinaia di volte solo quest'anno si fanno strada anche qui, senza alcune verve o accenno di novità. Fin qui, però, si parla di dettagli che fanno da cornice agli eventi principali, il che è positivo seppur rimanga un background superficiale.

Il reale problema, pure per l'ipotetico futuro della serie Netflix visto il cliffhanger, è una storyline che sembra prendere molta importanza verso il finale, una specie di ampliamento di come vivono i fantasmi. Un'ottima intuizione sicuramente, peccato che il risultato sia una forzatura innaturale ed insipida, volta ad accrescere artificiosamente il coinvolgimento dello spettatore. Julie and the Phantoms rimane un buon esordio con le potenzialità  di trasformarsi in un fenomeno, a patto che si migliorino le ingenuità.

Julie and the Phantoms Julie and the Phantoms è una serie a tratti sorprendente, estremamente spassosa e spensierata e persino commovente. Riassumendo in pochissime parole, è in buona parte ciò che High School Musical - The Musical: The Series sarebbe dovuta essere, ovvero un telefilm capace di catturare immediatamente il fascino e le canzoni meravigliosamente accattivanti del franchise. E potenzialmente ci sono davvero delle possibilità che la nuova scommessa Netflix si trasformi proprio nel nuovo fenomeno musicale per ragazzi: una serie furba, costruita con molto ingegno, idee semplici e funzionali e, soprattutto, dei protagonisti meravigliosi. Julie e i 3 fantasmi rappresentano un set di personaggi principali eccellente, caratterizzati magistralmente e pronti a farci emozionare tramite la musica o le loro vicende personali. Qualche aspetto va ancora limato - un umorismo forse troppo ripetitivo e stilemi da serie teen ormai triti e ritriti - ma l'unico reale problema che desta preoccupazione è una storyline incapace di rivelarsi interessante, spenta e priva di fascino. E che però potrebbe avere un ruolo fondamentale in una ipotetica seconda stagione. Ma il cuore pulsante c'è, un dolce messaggio di sottofondo pure, insieme alla musica e ai personaggi: si può creare qualcosa di importante.

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