L'amica geniale: recensione della prima stagione

La prima stagione de L'Amica Geniale traduce brillantemente sullo schermo l'essenza dei romanzi, ed è attualmente il prodotto migliore della Rai

recensione L'amica geniale: recensione della prima stagione
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L'adattamento televisivo de L'Amica Geniale è un progetto ambizioso e difficile. Non solo bisognava ricreare fedelmente personaggi e ambientazioni descritti da Elena Ferrante con un'attenzione ai dettagli tale che se ce ne fosse stato solo uno fuori posto avrebbe rovinato tutto; la sfida principale della serie era quella di rendere concreto e visibile un mondo di impressioni e sensazioni cruciali per la storia, ma che accadono solo nella mente di Elena. La serie HBO/Rai/Timvision, diretta da Saverio Costanzo e disponibile anche su Timvision oltre che su RaiPlay, ci è riuscita. Vediamo come, cercando di analizzare questo primo ciclo di episodi, che copre precisamente gli eventi del primo romanzo (le prossime tre stagioni copriranno ognuna un volume diverso della quadrilogia, per un totale complessivo di trentadue episodi divisi in quattro cicli).

Il Cast

Quando sono uscite le prime foto delle protagoniste è stato subito chiaro che fossero state selezionate con grande cura, e vederle in azione l'ha confermato: Elena e Lila, sia in versione bambina che adolescente, sono perfette. Elisa Del Genio e Margherita Mazzucco sembrano aver capito esattamente la natura di Elena, la sua apparente passività e la sua forza nascosta, e la restituiscono a ogni sguardo. E Lila, descritta nei libri come un personaggio quasi mitologico, prende vita grazie a Ludovica Nasti e Gaia Girace, entrambe magnetiche, misteriose, apparentemente invincibili. Il resto del cast è altrettanto azzeccato. I personaggi secondari arricchiscono la storia senza mai rubare la scena, ma ognuno di loro ha un carattere che brilla anche nelle poche battute concessegli, e sembra poter reggere un intero episodio da solo.

Napoli

La Napoli dei romanzi è una Napoli fantasma, offuscata e alterata dalla memoria della protagonista. La Napoli della serie restituisce questa impressione. Il rione è un non-luogo, una condizione sociale e mentale che ha poco a che fare con la sua realtà geografica e molto a che fare con chi ci abita e i meccanismi che li governano. La serie ricrea tutto ciò costruendo un luogo grigio e claustrofobico, apparentemente isolato in mezzo al deserto, lontano dal mare e dall'immaginario collettivo legato a Napoli. Eppure la presenza di Napoli è fondamentale, a partire dalla lingua: il napoletano stretto esce, spontaneo e velocissimo dalle labbra di tutti i personaggi e diventa un personaggio a sé, soprattutto tramite Elena, il cui linguaggio cambia a poco a poco e segna la definitiva differenza tra lei e il resto dei personaggi.

Il paio di scarpe più importante del mondo

Il mondo de L'Amica Geniale, filtrato attraverso gli occhi di Elena, ruota attorno ad alcune piccole cose che diventano grandissime. Due bambole, un libro, un paio di scarpe. Sono cose che acquistano un'importanza spropositata nella storia perché Elena ne è ossessionata, ma la serie fa un ottimo lavoro nel trattarle allo stesso modo. La sceneggiatura e la regia sono completamente empatiche, e trasformano, come Elena, fatti piccoli e apparentemente banali in storie di proporzioni quasi epiche. Il paio di scarpe disegnato e creato da Lila, ad esempio, è l'oggetto della drammatica scena finale e diventa, sia agli occhi di Lila che a quelli dello spettatore, il paio di scarpe più importante del mondo, che è un segno del successo e della credibilità della serie. Le interpretazioni e la regia rendono talmente trasparente il mondo interiore dei personaggi da rendere quasi inutile la narrazione in voice-over, che ha la voce della bravissima Alba Rohrwacher ma che è forse l'unico elemento che stona per la sua ridondanza. Ogni elemento è però studiato con estrema cura, rendendo L'Amica Geniale un prodotto di altissima qualità.

Sovversioni

A tutto ciò si unisce il modo in cui riesce a portare una narrazione audace e temi difficili quali l'abuso, il comunismo e il femminismo in prima serata su Rai 1. Nonostante alcune scene siano comunque state giudicate troppo forti e tagliate per la messa in onda sulla Rai (mentre su Timvision resta disponibile la versione integrale), resta il fatto che il potere potenzialmente sovversivo de L'Amica Geniale rimanga intatto, perché si trova nella storia stessa. E soprattutto, conserva la qualità dei romanzi del mescolarlo a una trama coinvolgente e a personaggi interessanti, che rendono la serie, come i libri, un fenomeno di massa dal quale è difficile restare immuni.

L'amica geniale L'Amica Geniale è un'ottima serie, studiata con cura per essere il più fedele possibile al libro di cui conserva le migliori qualità. È il prodotto migliore che la Rai offra al momento, e ha potenziale per crescere e per segnare un punto di svolta.

8.5