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La casa di carta Parte 4: Recensione finale della nuova stagione su Netflix

Dopo aver valutato i primi cinque episodi, arriva ora l'esame degli ultimi tre e del finale di una stagione che farà sicuramente discutere.

recensione La casa di carta Parte 4: Recensione finale della nuova stagione su Netflix
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Dopo la recensione dei primi cinque episodi de La casa di carta, visti in anteprima, finalmente Netflix ha distribuito per tutti la quarta stagione, o meglio la quarta parte, della serie spagnola. La fine del quinto episodio ha rappresentato una sorta di mid-season finale, lasciando chi l'avesse visto con il cuore in gola per le ultime puntate. Questo testimonia che Alex Pina ed il suo team di autori riescono ancora, dopo tre stagioni ed il rischio di ripetersi, a mantenere alta l'adrenalina, ma sarà tutto oro ? La visione degli ultimi tre episodi fa riflettere sulla direzione che ha preso la serie.

La Banca di Spagna: rifugio o tomba?

Il colpo alla Banca di Spagna si sta rivelando molto più complesso di quanto la banda pensasse. Il Professore sembra aver perso lucidità perché pensa di aver perso Lisbona, ma Raquel è stata solo imprigionata dalla polizia e portata al cospetto della crudele ed anaffettiva Alicia Sierra, con cui inizia un confronto serrato. Nairobi, colpita gravemente da un arma da fuoco, riesce a salvarsi grazie alla bravura dei suoi compagni che, praticamente da soli, la operano e le estraggono il proiettile. Le vere insidie arrivano però dall'interno della Banca di Spagna: Palermo si ribella dopo che Tokyo lo depone dal comando, sostituendolo.

Questo lo porta ad aiutare Gandìa, il capo della sicurezza interna, a liberarsi e ad iniziare da solo ad opporsi ai rapinatori. Sarà lui il vero pericolo. Addestrato e privo di scrupoli o pietà, prende in ostaggio Nairobi e Tokyo. Il Professore si trova in enormi difficoltà, dovendo controllare più fronti e soprattutto degli antagonisti che sono pronti a tutto pur di prendere lui e la banda. Solo con l'aiuto di alcune "riserve" della banda e con tanta determinazione riuscirà a risollevare le sorti del colpo, ma stavolta non sarà come alla Zecca...

l'Amore e la debolezza

Come rilevato in sede di recensione dei primi episodi, il colpo alla Banca differisce dal precedente per la presenza di un nemico che si insinua nelle spire del piano, risultando potenzialmente peggiore della crudeltà cinica di Alicia Sierra o della cieca determinazione di Gandìa: l'Amore.

Più volte, durante il piano ed anche con alcune sequenze ai limiti dello stucchevole, emergono le beghe d'amore, le gelosie ed addirittura le ripicche che si manifestano in tutta la loro potenza dannosa, minando l'attenzione e facendo abbassare la guardia ai protagonisti. Ancora una volta sembra prevalere un rovesciamento etico: essere anaffettivi, freddi poco passionali è la strada del perseguimento dell'obiettivo, il resto è fallimento.
Con il sesto episodio la banda tocca il baratro, umiliata e dominata da un nemico che va oltre le previsioni.

La vulnerabilità che si è palesata si dall'inizio del colpo raggiunge l'apice, con la cattura da parte di Gandìa di Tokyo e di Nairobi, grazie alla quale riesce a tenere sotto scacco i protagonisti, il cui senso di disorientamento e di confusione è catalizzato dallo scollamento con il loro leader, il quale risulta lontano, alle prese con le sue insicurezze.

Il Professore è incapace di mantenere il controllo e risulta ridimensionato, anche se solo temporaneamente. Sarà la morte di uno dei Dalìa dargli la scossa, come un proiettile in piena fronte.

Infine, negli ultimi episodi viene rafforzata l'aura rivoluzionaria ed antiautoritaria delle azioni dei Dalì, che, con la loro attività illegale riescono a dissotterrare le malefatte e gli abusi di diritto di chi si fa, al contrario, portatore di giustizia e legalità, divenendo veri e propri eroi ed addirittura divi. Lisbona non è più una rapinatrice, una criminale, ma una combattente dalla parte del popolo, raggirato dai potenti.

L'oro è divenuto piombo?

La quarta parte de La Casa di Carta reca con sé elementi che ne hanno decretato il successo e tenta di estremizzarli al fine di non cadere nella ripetitività e di cercare il colpo di scena che aumenti la suspance ed il pathos. In effetti il compito lo porta a termine, introducendo, come si diceva, le vulnerabilità e le debolezze nella banda, inserendo nella storia degli antagonisti che davvero mettono in difficoltà il Professore ed i Dalì.

Da una parte Alicia Sierra, che unisce un cinico perseguimento del suo obiettivo, come solo Henrich Himmler riusciva a fare, ad un acume degno di un genio del male. Dall'altra Gandìa, un pazzo assassino addestrato come John Rambo al suo periodo migliore. Insomma, il pubblico inizia legittimamente a dubitare del risultato della banda.

D'altronde La Casa di Carta inizia a risentire di una formula fin troppo rodata che tranquillizza comunque lo spettatore circa il destino dei suoi amati personaggi, anche laddove la situazione sembra senza via d'uscita. In tal senso, alcuni passaggi, nella foga di rendere ancora più complessa la risoluzione dei problemi, ci sono sembrati forzati e rendono difficile sospendere l'incredulità, elemento fondamentale per una serie come La Casa di Carta, in cui, il rischio di scadere nelle esagerazioni è dietro l'angolo. Altro punto critico sono i flashback: inizialmente, con il matrimonio di Berlino, risultano divertenti e costituiscono una buona pausa all'adrenalina delle sequenze principali, ma con il tempo diventano monotoni e riempitivi, inseriti per creare maggiore tensione per la risoluzione di un colpo di scena.

La casa di carta La visione completa della quarta parte de La Casa di Carta riesce a modificare in parte il giudizio positivo che si è potuto dare in sede di recensione dei primi cinque episodi. È comunque una stagione che non farà dispiacere i tanti fan della serie: è un action appassionante, costruito su tempi narrativi appropriati e con tecnica derivativa, ma efficace. Si nota anche la volontà degli autori di unire il vecchio al nuovo, ma ci riescono fino ad un certo punto. La volontà di aumentare il ritmo del racconto e di complicare ancora più la vita ai Dalì li ha portati a rischiare di arrivare troppo in là rispetto al verosimile, per dare credibilità alla sceneggiatura. Ora c’è da attendere una nuova stagione per il Professore e i Dalì. Stavolta con le armi puntate non ci saranno solo le forze dell'ordine, ma anche gli spettatori, che non vogliono vedere finir male una serie tanto amata.

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