La Guerra dei Mondi: Recensione della miniserie trasmessa su La EFFE

Il tentativo della BBC di adattare uno dei capisaldi della letteratura fantascientifica inciampa in qualche errore di troppo, pur nella sua godibilità

recensione La Guerra dei Mondi: Recensione della miniserie trasmessa su La EFFE
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Quando si tenta di riportare un classico della letteratura sullo schermo, subito ci si scontra contro una lista infinita di sfide, dalla difficoltà stessa del cambio di medium fino alla questione spinosa della fedeltà all'opera. La voglia che ovviamente guida questa immane fatica è il voler comunicare ad una nuova generazione l'importanza che un libro ha avuto al momento della sua uscita, ma anche qui si aprono una miriade di problemi. Ogni adattamento de La Guerra dei Mondi deve affrontare precisamente questo tipo di scogli: come si può mostrare la straordinaria influenza di un testo quale quello di Wells quando il contenuto è ormai scontato a causa dello sviluppo del genere fantascientifico? Allo spettatore odierno la storia di un'invasione da parte dei marziani è un'entità nota, già vista e rivista. Non c'è nulla di sorprendente.

La BBC, con una miniserie in Italia trasmessa su La EFFE, ha tentato da un lato di aderire al riferimento in maniera energica adottando l'ambientazione e l'epoca immaginate da Wells e dall'altro di dare un tocco più profondo e contemporaneo, proponendo una nuova coppia di protagonisti. Se non si possono modificare le vicende, che ad oltre un secolo dal loro debutto su carta risultano un po' stantie e prevedibili, allora sarà meglio inquadrarle da un punto di vista fresco. Un'operazione che, purtroppo, non ha dato i risultati sperati.

It all works out in time

L'Inghilterra edoardiana di inizio XIX secolo, e di riflesso il mondo intero, viene sconvolta dall'arrivo di misteriosi oggetti dallo spazio, non racchiudenti altro che una forza di invasione giunta direttamente dal pianeta rosso, Marte. L'incipit cardine della fantascienza, d'altronde La Guerra dei Mondi è uno dei padri dell'intero genere. La lotta contro gli extraterrestri viene raccontata dal punto di vista di Amy (Eleanor Tomlinson) e George (Rafe Spall), una coppia non ben vista dalla società londinese dell'epoca per i trascorsi complicati di lui. Ecco, forse meglio partire dalla pillola più amara da accettare: proprio Amy e George e il voler dare un volto e una storia a quel protagonista senza nome, in procinto di affrontare una simile odissea, era uno degli aspetti più intriganti di tutta la miniserie.

In realtà è esattamente qui che la produzione della BBC crolla fragorosamente sotto il peso delle sue - nemmeno così ingombranti o deliranti - ambizioni: i due personaggi sono vittime di una caratterizzazione mediocre e tediosa che occupa gran parte della prima puntata, ma che alla fine si rivela quasi inutile perché non ha effetti sul loro comportamento. Insomma, conoscere il loro background e quel sentimento di anticonformismo che si portano dietro non rende più vivace l'intreccio e, anzi, amplifica un retrogusto di una buona intuizione sprecata.

You know we're gonna be just fine

Se quindi la novità principale cade a causa di una gestione svogliata, La Guerra dei Mondi riesce almeno a trasmettere l'importanza del nome che reca con sé? In buona parte sì, ci sono note particolarmente positive. In primis, l'atmosfera è quella giusta, il terrore di aver a che fare con forme di vita sconosciute, di ignorare tutto su di loro e di non saper reagire sono presenti. Così come sono presenti gli immancabili tripodi, le mastodontiche macchine aliene impiegate nello sterminio dell'umanità e nella terraformazione del pianeta, uno dei simboli immortali lasciati in eredità da Wells, realizzati squisitamente in questa miniserie. Promossa anche la ricostruzione storica che, seppur non raggiungendo vette di altri drama storici, fa la sua parte ed è stata svolta con una certa cura, come dimostrano alcune piccole finezze, dal linguaggio alle opinioni espresse da determinati personaggi - a suo modo è meravigliosa la scena in cui viene rimarcato tramite un delirio di onnipotenza il desiderio di impossessarsi delle macchine aliene e conquistare lo spazio per la madrepatria. I punti di forza ci sono eppure non tutto funziona come dovrebbe.

Ad esempio, è vero che il terrore nato dall'incapacità di affrontare una minaccia del genere ricopre un ruolo importante, ma è anche un sentimento che si perde letteralmente da una scena all'altra. La risposta dell'umanità non arriva nel momento di massima disperazione in seguito ad un climax costruito con savoir faire, bensì in un momento quasi casuale. Ed ecco che si apre l'altra pericolosa voragine della miniserie: non sempre l'impatto emotivo trasmesso corrisponde alla gravità di ciò che sta accadendo.

Il dramma di una possibile estinzione di massa, di perdere la vita così come la conosciamo, lo sterminio di migliaia e potenzialmente milioni di persone a causa di una forza bruta e ignota che non vuole sentire ragioni, è tutto veicolato troppo in piccolo, poiché la narrazione non si allarga e non si stacca mai da quei pochi attori che compongono il cast della produzione. Personaggi che, lo ribadiamo, non sono propriamente capaci di bucare lo schermo. Allora La Guerra dei Mondi della BBC è un'occasione gettata alle ortiche? No, perché restituisce tutto sommato un'immagine fedele di uno dei padri della letteratura fantascientifica. Si, perché nel 2019 si dovrebbe fare di più.

la guerra dei mondi-bbc La Guerra dei Mondi della BBC è un adattamento che non centra perfettamente il bersaglio. Senza ombra di dubbio ha dalla sua alcuni aspetti particolarmente riusciti, come l'atmosfera e una buona ricostruzione storica, oltre a ridare comunque un volto fedele all'opera immortale di Wells - dopotutto gli altri adattamenti erano ambientati in America o in altri momenti storici. Non si tratta di una miniserie sconsigliata in toto, eppure è impossibile non notare come l'unico vero e deciso cambiamento rispetto all'opera, ovvero la sostituzione del protagonista senza nome con una coppia di personaggi, non abbia dato i frutti sperati e, anzi, rappresenti il punto debole di tutta la produzione. Inoltre, lo show non riesce a trasmettere quei sentimenti di terrore e di incapacità fondamentali per un intreccio del genere. Nel 2019 si può e si deve fare qualcosa in più.

5.5