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La regina degli scacchi, Recensione della serie disponibile su Netflix

In questa serie poetica e ispirante vengono raccontati la vita, la genialità e i tormenti di una giovanissima campionessa di scacchi

recensione La regina degli scacchi, Recensione della serie disponibile su Netflix
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Quali sono gli ingredienti segreti per stregare il pubblico? È fondamentale inventare una storia originale e avvincente, fatta di eventi scioccanti e imprevedibili o è più importante saper raccontare una vicenda semplice, ma ricca di sfumature e di significati? La regina degli scacchi (The Queen's Gambit), nuova uscita Netflix di ottobre 2020 ha una trama che non si fonda su grandi trovate fantasiose, ma riesce a tenere alta l'attenzione dello spettatore in poche mosse.

E non parliamo di mosse in modo casuale, perché è proprio l'affascinante - ma spesso sconosciuto - mondo degli scacchi il protagonista di questa serie tv, visto però da una prospettiva nuova e imperdibile. La storia della piccola Beth e del suo talento rappresentano proprio la semplice vicenda necessaria per creare un prodotto commovente e accattivante.

La regina degli scacchi: storia di una bimba prodigio

Dopo la morte della madre, la piccola Beth Harmon (Anya Taylor-Joy) viene affidata negli anni '60 alle cure di un orfanotrofio, in attesa di essere adottata. La bambina rimane stregata quando nel seminterrato della struttura vede il custode giocare a scacchi in solitaria. Quel gioco le rimane nella testa e fa di tutto per farsi insegnare dall'uomo, che vede in lei un vero e proprio prodigio della disciplina. Di notte Beth rivede ogni partita sul soffitto della propria camerata, anticipa le mosse, vive gli scacchi in un modo mai visto prima e in poco tempo impara la teoria e la pratica del gioco, sbalordendo gli adulti.

La passione non l'abbandona nemmeno anni dopo, quando trova il modo di accedere alle prime competizioni, fino ad arrivare ai tornei più importanti del settore. Ma la mente geniale di Beth è anche una mente tormentata, che non le dà tregua e la porta a inseguire il proprio talento fino a raggiungere il limite.

Tratta dall'omonimo romanzo del 1983 di Walter Trevis, La regina degli scacchi è un drama biografico ben realizzato e ben raccontato, con personaggi che funzionano e un'attrice protagonista che sa vestire bene i panni del giovane talento tormentato.

Beth Harmon è al tempo stesso eroina e antagonista, alleata e nemica di se stessa ed è proprio la vicenda che ruota strettamente attorno a lei ad appassionare. Pur scontrandosi con situazioni familiari difficili, traumi del passato e un mondo che per un sessismo diffuso ancora fatica a fidarsi delle capacità intellettive delle donne, il conflitto di Beth è soprattutto interiore e dà vita a fantasmi difficili da scacciare.

Tutto questo viene reso magnificamente dalla regia di Scott Frank, che muove scacchi sul soffitto, sottolinea in ogni puntata la brama di conoscenza e di vittoria di Beth e chiude su di lei dei serrati primi piani come a volerci far sentire da vicino il macinare del suo cervello e il turbinio delle sue emozioni. A fare da contrappunto alle vittorie e alle sconfitte di questa bambina prodigio - divenuta poi giovane donna prodigio - è la colonna sonora emotiva e motivazionale di Carlos Rafael Rivera, che accompagna lo spettatore per tutta la serie fino a un crescendo finale che non può non appassionare.

Quando gli scacchi diventano poesia

È difficile pensare agli scacchi come a una competizione avvincente, soprattutto se non si fa parte del mondo scacchistico. Fatta di lunghe attese e di infinite riflessioni su quale sia la mossa vincente con cui sbaragliare l'avversario, questa disciplina sembra essere riservata a menti brillanti e a individui dotati di enorme pazienza. La regina degli scacchi ribalta quest'opinione certamente riduttiva e trasforma gli scacchi in una materia non solo interessante, ma elettrizzante. Tra le mani di Beth Harmon, pedoni, cavalli, alfieri e sovrani sono dei veri e proprio guerrieri, le cui gesta sono impossibili da non osservare con attenzione. Grazie a una regia che sa gestire bene i tempi narrativi e sa dosare sapientemente istanti di lentezza e montaggi frenetici, questa serie promette allo spettatore una biografia - seppur frutto di finzione - mai noiosa e soprattutto mai ripetitiva.

Nonostante il gioco degli scacchi si fondi proprio su un'iterazione di gesti apparentemente simili tra loro - a maggior ragione a un osservatore esterno - non c'è partita di Beth che non si guardi con piacere, e non c'è sfida che non rappresenti per lei un'evoluzione, positiva o negativa che sia. La storia di Beth Harmon ci viene presentata con un tono maturo, mai esagerato o ridondante, ma con gli stilemi tipici di una vicenda di formazione.

Beth, geniale fin da piccola, si porta addosso il fardello della propria intelligenza e le responsabilità che ne derivano. Costantemente sotto pressione, Beth si perde lungo la via per la grandezza, mentre tenta di tenere stretta a sé la chiave della propria particolare capacità di vedere, prevedere e vivere gli scacchi.

Forte di una buona interpretazione della protagonista e del resto del cast, di una regia capace, di uno stile che non sfiora mai l'eccesso e che si mantiene poetico e motivazionale fino alla fine, La regina degli scacchi è un drama che si divora in un attimo, che commuove e motiva e che fa venir voglia di giocare a scacchi anche senza conoscere le regole.

La regina degli scacchi La regina degli scacchi è una serie tv che gode di una regia delicata e sensibile e di una narrazione emozionante. L’attenzione dello spettatore viene catturata fin dal primo episodio e si mantiene alta per tutta la serie, grazie a una solida scrittura e a una storia che non può che coinvolgere. Il gioco degli scacchi, noto per essere fatto di lunghe attese, silenzi e una pazienza infinita, viene qui presentato come una battaglia serrata e appassionante che accompagna la protagonista nel corso della propria travagliata vita. Con un ottimo cast, un uso sapiente dei costumi di scena e una colonna sonora che mette i brividi, La regina degli scacchi è una serie da non lasciarsi scappare!

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