Legends of Tomorrow: la recensione della quinta stagione

Le avventure delle "Leggende" sono arrivate alla quinta tornata di episodi. Noi l'abbiamo seguita per voi e siamo pronti a parlarvene. Siete pronti?

Legends of Tomorrow: la recensione della quinta stagione
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L'Arrowverse, dopo la conclusione di Arrow in concomitanza con gli eventi del mega spin-off "Crisis on Infinite Earths", sta vivendo forse il peggior momento della sua storia. Complice il burrascoso addio di Ruby Rose, che dopo una sola stagione ha deciso di svestirsi dei panni di Batwoman, e due stagioni di The Flash e di Supergirl lontane dall'essere indimenticabili, il futuro in casa The CW appare tutt'altro che radioso. Per fortuna, a salvare la baracca, quest'anno ci hanno pensato loro, le "Leggende", il cui show di riferimento, da brutto anatroccolo della situazione, ha trovato in questa annata il proprio lieto fine, trasformandosi in uno show nettamente il migliore tra quelli messi in onda dall'emittente a tema DC.

La quinta stagione di Legends of Tomorrow è dunque nel complesso un passo avanti lento ma significativo e, senza troppi affanni, si piazza direttamente tra le migliori (se non la migliore) fino a questo momento. Sia chiaro: non ci troviamo di fronte a nessun miracolo della televisione ma, più semplicemente, a uno show che nella sua autoironia e nella sua consapevolezza dei propri limiti riesce a farsi guardare senza troppe pretese, regalando momenti comunque diverti e qualche spunto interessante.

Alla ricerca del "Telaio" perduto!

Il filone narrativo principale della quinta stagione di Legends of Tomorrow è senza mezzi termini uno dei più interessanti finora. Gli effetti della Crisi (di cui il primo episodio della stagione è di fatto un pezzo importante) si fanno sentire anche sulle Leggende, nonostante queste ultime siano fondamentalmente abituate a sforare i muri dello spazio-tempo con costante facilità.

Se i primissimi episodi rimangono giustamente collegati a quelle che sono le influenze generate dagli scossoni di trama portati in dote dalla precedente stagione, via via le nuove idee si affacciano con convinzione sulla scena, offrendo agli spettatori un comparto tematico decisamente interessante. Stavolta, infatti, il nemico principale dei nostri eroi non è un volto noto "riciclato" né una spaventosa creatura infernale, bensì è qualcosa che, con il destino, ha molto in comune. E, per chi come le Leggende è abituato a sfatare le leggi del fato ogni giorno, quale miglior nemico di chi il destino comune lo "gestisce"? Col passare del tempo e degli episodi si fa sempre più chiaro il percorso intrapreso dagli sceneggiatori per questa stagione, che proprio poco prima della solita "pausa" stagionale sbandiera con forza segreti e rivelazioni scottanti.

Stavolta le Leggende, orfane di un Ray Palmer (Brandon Ruth) che ha definitivamente abbandonato la barca, dovranno fronteggiare delle divinità in carne e ossa, desiderose, appunto, di sovvertire i destino del mondo, in particolare ora che il Multiverso ha cessato di esistere. A minacciare il complesso equilibrio del creato arrivano addirittura le Moire , coloro che sin dall'alba dei tempi, si narra, gestiscono il flusso del destino delle persone.

Come se non bastasse, a complicare ulteriormente le cose ci pensa una scottante rivelazione su uno dei membri più "nuovi" del team, Charlie. La ricerca e la ricostruzione di esso diventa dunque l'oggetto del desiderio non soltanto dei nostri eroi, per ragioni che non vogliamo anticiparvi, ma anche per le temibili Moire, desiderose di riscrivere il corso dell'umanità a proprio piacimento.

Con queste premesse, e con il ruolo di alcuni personaggi sempre più centrale all'interno della storia, la quinta stagione di Legends of Tomorrow si accinge verso una chiusura come al solito a metà tra il comico e il tragico, con tanto di colpo di scena finale che lascia ben presagire per il futuro, seppur bisogna capire come gli sceneggiatori riusciranno a fare tesoro del buon comparto narrativo imbastito con questa tornata di episodi.

La forza delle Leggende? Le Leggende!

Inutile girarci intorno: seppur questa stagione rappresenti un passo avanti importante dal punto di vista narrativo e tematico, il vero punto di forza della produzione rimane, oggi come in passato, legato alla gestione del cast. I nuovi volti (pochi), come ad esempio Behrad Tarazi (Shayan Sobian), ma anche quelli vecchi, continuano a giocare un ruolo fondamentale nel funzionamento di una serie le cui fondamenta si basano proprio sulla messa in scena di un quantitativo di personaggi intraprendenti e dal forte carattere. In particolare, in questa stagione, a spiccare sono i volti più "marginali" ma che lentamente hanno iniziato a rivestire un ruolo sempre più rilevante.

Molto buona è, ad esempio, la rivisitazione del personaggi di Mick Rory (Dominic Purcell), da sempre uno dei più amati ma mai investito della carica di protagonista assoluto. In Legends of Tomorro 5 lo vediamo in panni davvero improbabili, risvolti che donano allo show una ventata d'aria fresca molto apprezzabile. Buono, come al solito, è l'apporto di John Constantine (Matt Ryan) ormai idolo indiscusso della serie targata Greg Berlanti.

In questa season, poi, a John si lega uno dei "nuovi" volti più interessanti, ossia quello di Astra (Olivia Swann), che man mano inizia a familiarizzare con le Leggende al fine di perseguire un obbiettivo comune, diventando una della più piacevoli aggiunte al cast, seppur non sappiamo ancora se sarà o meno un elemento definitivo del "nuovo" corso. Ottima è anche la nuova veste di Charlie (Maisie Richardson-Sellers), che nel rivelare il suo vero volto ha iniziato a porsi in modo diverso allo spettatore, risultando così un personaggio molto più equilibrato, altruista e soprattutto stratificato, fugando così i dubbi sulla sua costruzione eccessivamente frettolosa e poco chiara fino a questo momento.

Chiosa finale anche sulla "nuova" Zari (Tala Ashe), sempre più centrale e soprattutto le cui gesta hanno saputo regalare momenti molto divertenti nel loro essere attuali e scanzonati.

Meno viaggi, più tempo per parlare

Se questa stagione di Legends of Tomorrow risulta certamente migliore rispetto alle precedenti, il merito è forse anche legato al cambio di direzione, seppur leggero, in termini strettamente "tecnici". In questo blocco di episodi, infatti, si è assistito a molti meno viaggi dimensionali e nel tempo, con conseguenti meno casi "secondari" e più rilevanza data al plot narrativo principale e all'approfondimento del cast e delle loro emozioni.

E, come dicevamo poco sopra, ciò ha avuto degli ottimi riscontri, poiché gli Showrunner hanno saputo accrescere e migliorare non poco il background di quasi tutti i personaggi della serie, apparsi ora sotto una luce diversa dal passato. Ci è piaciuta la scelta di dare più rilevanza al presente, insomma, una mossa che dal nostro punto di vista ha saputo dare quella giusta spinta in avanti sotto il profilo della narrazione, da sempre l'anello debole di tutto l'ecosistema.

Legends of Tomorrow - Stagione 5 La quinta stagione di Legends of Tomorrow, pur lontana dall’essere un prodotto di primissima fascia, risulta un passo avanti importante nell’economia dello show. Ciò è dovuto in particolare dalla voglia degli sceneggiatori di mettere in piedi una storia più centrale e meno frammentata e di dare maggiore spazio al dialogo a discapito dell’azione, passata leggermente in secondo piano in questi quindici episodi. Ne consegue una sorta di rivoluzione interna all’emittente, in cui quello che è sempre stato il brutto anatroccolo è finito, in questa turbolenta annata, col diventare il cigno più "bello" del lago.

6.7