Leonardo: recensione della serie RAI con Aidan Turner e Matilda De Angelis

Si è conclusa la prima stagione della serie evento targata Rai 1. Ecco nostra recensione per scoprirne pregi e difetti.

Leonardo: recensione della serie RAI con Aidan Turner e Matilda De Angelis
Articolo a cura di

Quando arte, intrighi, storia e fantasia si intrecciano in un racconto seriale, i tanti ingredienti messi in campo possono risultare un azzardo, ma al contempo una scelta vincente. Eppure, stavolta, il responso è sorprendente. Si è conclusail 13 aprile, infatti, la serie evento Leonardo, trasmessa in prima tv assoluta su Rai1 ogni martedì sera. Il consenso da parte del pubblico è indiscutibile, così come la curiosità e l'attenzione scatenate intorno all'immortale imponenza che il solo nome di Leonardo da Vinci porta, indissolubilmente, legata a sé. Vale la pena, dunque, analizzare pregi e difetti di queste otto emissioni nella nostra recensione, ricordandovi che potete anche recuperare il nostro video sulle differenze tra la serie e la vera vita di Leonardo.

Firenze, Hollywood

Partiamo da un presupposto: quando si realizzano miniserie incentrate su un personaggio della storia, è tremendamente facile cadere nella trappola dell'agiografia, così come, d'altro canto, in quella della totale inaffidabilità storica dettata dall'estro. Gli otto episodi di Leonardo riescono nella funambolica impresa di collocarsi esattamente a metà strada tra Zeffirelli e Lynch, strizzando l'occhio sì al classicismo del più fedele dei racconti, ma partendo da presupposti più squisitamente hollywoodiani, legati ad espedienti narrativi e a personaggi totalmente di fantasia, ma sapientemente innestati nelle maglie del plot televisivo.

Protagonisti di questo efficace mix sono gli attori reclutati per i ruoli da protagonisti, tra i più promettenti del panorama catodico nostrano e d'Oltreoceano (pensiamo non solo al Leonardo di Aidan Turner, ma anche alla bravura tutta tricolore di Matilda De Angelis e al sorprendente Freddie Highmore). Volti, facce, espressioni e gesti che, sulla carta, sono più vicini ad un medical drama ambientato negli Stati Uniti. Eppure, questo insolito connubio ha funzionato notevolmente, senza lasciar sfociare il risultato finale in una parodia all'americana del nostro Rinascimento (impossibile non pensare, a tal proposito, ad un confronto con Da Vinci's Demons, di prospettiva diametralmente opposta).

Il Rinascimento di un genere

Milano, 1506. La narrazione parte dall'espediente del racconto noir. Ed è una chiave di lettura intrigante quanto inaspettata, perché riesce sapientemente a fondere il mood classico della messinscena zeffirelliana al sensazionalismo del "...chi ha ucciso Laura Palmer?" (qui diventata Caterina da Cremona). Le indagini che porteranno allo scioglimento di ogni nodo (con un finale a sorpresa, che non riveliamo per chi non avesse visto l'episodio conclusivo) sono il binario su cui corre il racconto, sebbene la sceneggiatura non viaggi sempre ai ritmi impeccabili dell'episodio di apertura.

Il multiforme ingegno di Leonardo viene esaltato con moderata generosità, conferendo il giusto spazio al racconto della nascita di ogni opera. Particolarmente emozionante è la genesi dell'Ultima Cena che, oltre ad essere feticcio iconografico dell'intero franchise, finisce per diventare il crocevia di storie ed emozioni. Sul fronte del comparto tecnico, bisogna menzionare l'ottima colonna sonora e la poderosa ambientazione scenografica. Quest'ultima, in particolare, ha convinto soprattutto nel frangente meneghino del racconto, quando a far da cornice alla vicenda sono stati scomodati nientemeno che gli ambienti di Palazzo Farnese, utilizzato "sotto mentite spoglie" per ricreare la fortezza degli Sforza.

Il passato, il presente, il futuro

Il bilancio di questa prima serie di Leonardo non può che essere assolutamente positivo. Lux Vide ha centrato ancora una volta l'obiettivo, differenziando la sua produzione main stream, regalando a Rai1 il pieno di ascolti. Tutto ciò ha automaticamente blindato il brand per una seconda serie, già annunciata in via ufficiale dai vertici della società di produzione italiana. Ci sono, tuttavia, dei rischi che vanno gestiti.

La storia, per quanto le contaminazioni da elementi di giallo e fantasy non abbiano intaccato la qualità finale del prodotto, rischia di divenire il vero anello debole, se non sorretta da attori e sceneggiatura di livello. C'è da scommettere, tuttavia, che la lunga gestazione dei nuovi episodi porterà al mantenimento di un elevato livello qualitativo, come spesso accaduto per prodotti del genere. Perché, del resto, la storia di Leonardo può offrire ancora infiniti spunti e nuovi appassionanti enigmi.

Leonardo - serie tv La storia di Leonardo da Vinci viene rivisitata con un pizzico di fantasy e noir per questa serie targata Lux Vide. Il risultato è un prodotto assolutamente godibile, che ha giustamente ottenuto un ottimo riscontro sia di pubblico, sia di critica. C'è da augurarsi che il successo ottenuto non metta in crisi l'ottimo lavoro che ha condotto alla gestazione di questo piccolo gioiello dell'intrattenimento seriale generalista.

8