Recensione Lost - Stagione 1

La lotta per la sopravvivenza dei sopravvissuti del volo Oceanic 815 inizia qui!

recensione Lost - Stagione 1
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Se si parla di Parigi non si può non nominare la Torre Eiffel, così come se si parla di storia del cinema è impossibile non citare Fellini. Ed allora quando si parla di serial tv, possiamo non pensare a Lost? Il paragone è senza dubbio azzardato - e provocatorio - ma di fatto Lost è diventato nel giro di poco un fenomeno globale che ha finito per influenzare la cultura di un'intera generazione di appassionati. Dobbiamo riconoscerlo, forse non siamo ai livelli di Star Trek, da sempre un punto di riferimento per milioni di persone quando si parla di serie televisive, ma questa prima stagione di Lost fa presupporre un successo clamoroso non lontano da quei livelli.

Storie che si intrecciano

Una foresta inesplorata, una spiaggia caraibica, i rottami di un grosso aereo e decine di persone morte. Questo è lo scenario che si trova davanti Jack Shephard (Matthew Fox) non appena riesce a riprendere conoscenza dopo lo schianto al suolo del volo Oceanic 815.
E questo, è l'inizio di Lost.
Dei 324 a bordo, sembrerebbero esserci solo 71 sopravvissuti e, di questi, impareremo a conoscere alla perfezione ben 14 personaggi principali. Un numero non da poco che ha reso Lost il serial con il secondo cast più grande in una serie americana dopo Desperate Housewives.
L'innegabile coinvolgimento che Lost suscita nei suoi fans è dovuto in buona parte alla voglia di scoprire qualcosa in più sulla storia personale di queste persone. Chi sono? Cosa ci facevano sull'aereo? Dove stavano andando? E come sopravviveranno sull'isola?
Tutte domande a cui J.J. Abrams, vero padre di Lost, risponde centellinando piccoli indizi sparsi nelle diverse puntate (gli stessi nomi dei personaggi racchiudono indicazioni sulla loro natura e, forse, sul loro destino), utilizzando magistralmente flashback e cliffhanger, creando così un senso di attesa e di suspense unico nel suo genere, riuscendo a mescolare storie comuni e problemi decisamente più “umani” con una trama ricca di mistero e di enigmi che lasceranno senza fiato (e talvolta senza risposte).
Ogni puntata ci presenterà meglio un personaggio nuovo, facendoci fare la conoscenza della bella Kate (Evangeline Lilly), in fuga dalla giustizia, di Charlie (interpretato da Dominic Monaghan, volto noto per aver recitato la parte di Merry ne Il signore degli anelli), alle prese con le sue crisi di astinenza, di Sawyer (Josh Holloway), di Sayid (Naveen Andrews) e via via di tutti gli altri.
Se c'è una cosa che si imparerà ben presto di Lost, però, è che nulla è come appare e la presenza fra i sopravvissuti di un uomo che non era nella lista dei passeggeri è solo la prima dimostrazione del fatto che l'Isola non è affatto disabitata come sembra.

I misteri dell'Isola

Fra questa miriade di personaggi, l'unica protagonista assoluta della serie rimane proprio l'Isola. Sin dalle prime puntate si capisce che in essa vi è qualcosa di strano. Tra rumori inquietanti, apparizioni inspiegabili, orsi polari (sì, avete letto bene: orsi polari) e botole sigillate, l'Isola è ricca di misteri che sembrano dover rimanere senza risposta ma che lasciano intravedere un disegno più grande dietro all'apparentemente casuale incidente aereo. È John Locke (Terry O'Quinn) il primo a vedere qualcosa di mistico nella nuova situazione i cui i dispersi si trovano e a supporre che non sia un caso l'essersi ritrovati lì.
Che sia davvero un luogo ricco di magia o una base sperimentale per un'iniziativa scientifica, l'Isola non mancherà di tormentare ogni singolo personaggio, ponendolo davanti agli spettri del passato, alle proprie colpe e ai propri sensi di colpa. Ed è proprio questo che Locke, miracolosamente tornato a camminare dopo lo schianto dell'aereo, arriva a pensare: che l'Isola non sia altro che un purgatorio spirituale in cui poter ricominciare una nuova vita, per redimersi dalla precedente. D'altra parte, nel corso delle diverse puntate, si verrà ben presto a scoprire che tutti hanno i loro scheletri nell'armadio.

I luoghi di Lost

Lost è stato girato interamente nell'isola hawaiana di Oahu, dove ad oggi, per scopi turistici, sono state poste delle statue a dimensione naturale dei vari attori in pose che ricordano quelle viste in alcune puntate.

4, 8, 15, 16, 23, 42

Uno dei temi ricorrenti del serial, che ha fatto impazzire i milioni di spettatori facendoli sbizzarrire in ipotesi quanto mai fantasiose, è la ricorrenza continua di alcuni numeri.
La prima volta che i questi appaiono sono in un biglietto vincente della lotteria. A mostrarcelo è un flashback sulla vita di Hugo (un bravissimo Jorge Garcia) in cui si scopre anche che i numeri hanno portato sfortuna al povero ragazzo, tanto da fargli credere che sia a causa loro che l'aereo è caduto.
Ma i numeri compariranno in ogni puntata, rendendo impossibile pensare ad una mera casualità. E così si scoprirà che il volo dei sopravvissuti è l'Oceanic 815 (8, 15), che era il quarto volo (4) della giornata e che è partito alle 14:55 (1+4+5+5 = 15) dall'uscita 23. Inoltre le file dell'aereo erano 42, i sopravvissuti della sezione centrale sono 48 (4, 8) ed i sopravvissuti della sezione di coda erano 23.
Si tratta solo di coincidenze? Davvero difficile dirlo con certezza, ma il bello di questa serie è proprio la mancanza di certezze ed le continue ambiguità che ci vengono proposte.

Il perché di un successo che ha del clamoroso

Ma come è stato possibile costruire un successo così eclatante, basandosi su un'idea già vista in passato (da “il signore delle mosche” in letteratura a “il prigioniero” in televisione)?
Semplice: fornendo molte domande ma poche risposte.
La struttura a nido d'ape di Lost, in cui ogni singola puntata si conclude con un aggancio invitante alla seguente, finisce per invischiare lo spettatore in un labirinto contorto e all’apparenza insolubile, in cui è davvero facile perdersi. Via via che la prima stagione si avvia alla conclusione, non si può fare a meno di chiedersi il perché di molte cose, finendo per trascurare alcune domande forse anche più importanti. Perché l'aereo è precipitato? Perché nessuno è venuto a ricercarne i resti? Perché vi sono orsi polari nella giungla? Perché i numeri di Hugo ricorrono in tutto ciò che accade?
Tutte ottime domande alle quali si tenterà di rispondere in altre cinque stagioni.
A tutto questo, ovviamente, vanno aggiunti alcuni elementi più “tecnici”, quale una gran mano alla regia, una colonna sonora capace di enfatizzare ogni momento drammatico e, cosa di enorme importanza, un cast di livello, capace di rendere credibile ogni singolo personaggio.

Il successo in numeri

La prima stagione di Lost è stata trasmessa in 207 paesi di tutto il mondo, la seconda in 202. È la serie televisiva venduta più velocemente nella storia della Buena Vista International. Diversi membri del cast sono stati nominati e premiati ma Terry O'Quinn (John Locke) è l'unico attore ad aver vinto un premio Emmy.
L'episodio pilota della serie è stato quello più nominato con ben quindici nomination, di cui 6 vinte. Ad aprile 2009, Lost è stato nominato per quasi duecento premi vincendone 49.

Lost - Stagione 1 Qualunque segreto nasconda l’isola di Lost, sarà rivelato entro il 2010, anno in cui verrà trasmessa la sesta ed ultima stagione. Alla fine della prima serie non è nemmeno lontanamente possibile immaginare cosa l’Isola rappresenti (forse non è nemmeno un luogo reale ma una dimensione della mente?) né quale sia il percorso che i sopravvissuti del volo 815 dovranno fare per poter tornare a casa. L'unica cosa di cui si può essere davvero certi di Lost è che, con il suo giocare con il tempo e lo spazio, si tratta di un fenomeno che ha rivoluzionato il mondo dei serial (ed il recente Flashforward ne è una dimostrazione lampante). Se non siete mai entrati nel mondo di Lost vi consigliamo vivamente di rimediare al più presto. Attenzione solo alla dipendenza che può causare. Se poi vi doveste trovare con una matita in mano a scrivere numeri sul muro della vostra camera non venite a dirci che non vi avevamo avvisati.