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Love & Anarchy: recensione della serie svedese a sfondo sentimentale

Love & Anarchy racconta di una storia d'amore capace di focalizzarsi anche sulla tematica del conflitto generazionale. Scopriamola insieme.

recensione Love & Anarchy: recensione della serie svedese a sfondo sentimentale
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Netflix, puntando ancora una volta nel valorizzare anche prodotti autoriali in tutto il mondo (non solo in America), ha deciso di ospitare una nuova serie svedese, Love & Anarchy, capace di svelare numerosi punti di forza a tratti inaspettati.

L'opera, disponibile tra le uscite Netflix di novembre, mette al centro della scena le dinamiche interne a una casa editrice, e trova la sua forza proprio nei momenti legati all'ambito lavorativo, mostrando invece un po' il fianco in quelli sentimentali, come andremo a scoprire nella recensione qui di seguito.

Un gioco innocente

La protagonista della serie Sofie, una donna in carriera che sembra avere tutto dalla vita, si ritrova all'interno di una casa editrice a ricoprire il ruolo di consulente nel tentativo di salvarla dal baratro, puntando anche nel migliorare il lato legato alla promozione via social della realtà editoriale.
Qui incontra però il giovane Max, un tecnico con cui in un primo momento si scontra apertamente per poi iniziare un gioco di seduzione che porterà entrambi i personaggi a sviluppare un legame molto profondo.
Per quanto riguarda il ritmo degli eventi, l'opera riesce a dare il meglio di sé soprattutto nella prima metà, attraverso una varietà di situazioni tutto sommato soddisfacente in cui vedremo la protagonista barcamenarsi tra una realtà lavorativa non così semplice e il suo sempre crescente affiatamento con Max.

Da un incipit al tempo stesso semplice e piccante i due inizieranno a provare sempre più gusto nell'imporre all'altro sfide di difficoltà crescente, in un'escalation che saprà generare situazioni a tratti ispirate e divertenti.

La serie si pone come una commedia romantica incentrata sul rapporto sentimentale clandestino tra Sofie e Max, senza comunque dimenticarsi dei numerosi comprimari a fare da sfondo alla vicenda.
Se infatti la sintonia in crescendo tra i due è posta da subito come uno dei fulcri tematici della serie, in realtà la dinamica della sfida giocosa risulterà a lungo andare un po' troppo ripetitiva.

La stessa voglia di puntare sulla trasgressione, concedendosi non poche scene di sesso di nudi integrali, risulta, nell'economia generale, qualcosa di superfluo, inserito in modo a tratti forzato. L'opera riesce infatti a reggersi perfettamente sulle proprie gambe (dando luogo anche ai momenti più divertenti) proprio nel momento in cui decide di allontanarsi dalle dinamiche sentimentali per concentrarsi sulle vicende interne alla casa editrice.

Vedere Sofie dibattere con Max per il troppo rumore fatto da quest'ultimo con il trapano, così come osservarla tentare di risolvere numerosi problemi legati all'acquisto della casa editrice da parte di una grande major dello streaming, porterà gli spettatori a identificarsi tanto nella protagonista quanto in questo o quell'altro personaggio, attraverso una struttura talvolta propensa alla coralità. Lo stesso gioco tra i due porterà gli stessi personaggi in situazioni tanto esilaranti quanto, soprattutto verso la fine, davvero spinose.

Generazioni a confronto

Nonostante durante tutta la seconda metà l'opera perda un po' del suo smalto, la tematica preponderante del conflitto generazionale rimane forse l'elemento in assoluto più interessante della serie. Sofie è infatti stata assunta per cercare di impedire il fallimento di una casa editrice dall'impostazione tradizionale, intenzionata più che mai a preservare la qualità senza però vendersi al miglior offerente. Questa scelta risulta comunque complicata, vista anche la poca propensione degli autori ad uscire dagli schermi di un racconto tradizionale.

Durante la serie osserveremo così almeno tre generazioni a confronto, cioè quella di Max, un precario desideroso di farsi assumere in maniera stabile, la determinata Sofie, madre/moglie/donna in carriera non totalmente soddisfatta della sua vita sentimentale, così come i capi della casa editrice, persone di mezza età incapaci di comprendere appieno i cambiamenti del mondo che li circonda seppur talvolta gli unici ancora in grado di voler puntare un minimo sulla qualità rispetto alla quantità.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, Love &Anarchy risulta un prodotto tutto sommato gradevole seppur privo di tocchi autoriali marcati. Peccato solo per la poca propensione nel mostrare gli ambienti cittadini (così come i paesaggi rurali) svedesi capaci, quando presenti su schermo, di conferire un tocco maggiormente originale al tutto.

Love&Anarchy Love & Anarchy risulta in fin dei conti una serie godibile, seppur paradossalmente capace di dare il meglio non tanto nei momenti di stampo sentimentale quanto invece nelle sequenze incentrate sulle dinamiche interne della casa editrice. Un'opera adatta quindi a intrattenere il pubblico in maniera funzionale, senza però puntare a vette d'eccellenza in nessun campo.

6.8