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Love, Death & Robots 2: recensione della seconda stagione su Netflix

La seconda stagione della serie antologica Love, Death & Robots è ora disponibile su Netflix. Scopriamone insieme i pregi e i difetti.

Love, Death & Robots 2: recensione della seconda stagione su Netflix
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Love, Death & Robots, fin dall'uscita della prima stagione, ha saputo catalizzare su di sé l'attenzione per un variegato numero di fattori, tra cui la sua natura antologica e corale, capace di mescolare insieme molti elementi stilistici diversi. L'opera è riuscita a catturare numerosi spettatori per le sue indubbie qualità tecniche, scoprendo però il fianco alcune volte verso una componente narrativa spesso solo accennata. Insomma, come ben riassunto nella nostra recensione di Love, Death & Robots, la prima stagione si è rivelata come una grande miscela di tematiche e stili in grado, forse, di sorprendere a tutto tondo gli spettatori più giovani senza però strabiliare quelli più smaliziati.

Possiamo anticipare con assoluta tranquillità che la seconda stagione di Love, Death & Robots, attesissima tra le uscite Netflix di maggio, ha continuato su questa strada, proponendo vari racconti di qualità uniti però ad altri maggiormente incentrati su semplici virtuosismi tecnici. Nella nostra recensione proveremo ad elencare i maggiori pregi e difetti dell'opera, provando a focalizzarci anche su alcune delle tematiche preponderanti presenti in questa nuova raccolta antologica.

Tra esercizio di stile e sperimentalismo

La seconda stagione di Love, Death & Robots, composta da otto episodi totali (meno della metà rispetto a quelli che componevano la prima season), risulta comunque assolutamente fedele all'impostazione tematica e stilistica del passato. La pluralità di artisti e studi coinvolti ha permesso ai vari creativi di esprimersi a tutto tondo spaziando con disinvoltura tra vari generi, puntando fortemente lo sguardo alla fantascienza senza però disdegnare varie contaminazioni con l'horror, la commedia e in alcuni casi anche il weird. Questa nuova tornata di episodi si presenta come un prodotto solido a livello generale, seppur incapace di stupire soprattutto a livello narrativo, un po' per la perdita del fattore novità che aveva caratterizzato la prima stagione, così come per la scelta di puntare in maniera non così marcata sull'innovazione e la sperimentazione, anche e soprattutto a livello di sceneggiatura.

Alcuni episodi, tra cui ad esempio Servizio clienti automatico, Snow nel deserto e La cabina di sopravvivenza risultano sì godibili, seppur ancorati a un certo tipo di immaginario sci-fi classico che nulla aggiunge o toglie a molte storie simili già viste da altre parti innumerevoli volte. Lodevole comunque il tentativo di omaggiare temi classici come la rivolta delle macchine (tipici della saga di Terminator o iconici come l'Hal 9000 di 2001: Odissea nello Spazio) senza però mai osare davvero; aspetto nel quale un'opera - almeno sulla carta - potenzialmente innovativa come Love, Death & Robots avrebbe dovuto credere maggiormente, soprattutto in questa nuova stagione. Gli episodi fin qui citati risultano in grado di intrattenere senza problemi, strappando nel caso di Servizio clienti automatico anche qualche sorriso, senza però riuscire a rimanere davvero impressi nella memoria.

Discorso diverso invece per opere quali Pop Squad, Era la notte prima di Natale e Il Gigante affogato, capaci - in maniera assolutamente diversa - di dimostrarsi all'altezza delle aspettative anche dal punto di vista narrativo. La particolare società distopica in cui è ambientato Pop Squad, è in grado di fornirci numerosi elementi di riflessione non banali, come vedremo in seguito, così come i temi toccati ne Il gigante affogato, capaci di sfociare senza problemi nell'esistenzialismo. La particolarità dell'antologia è però appunto quella di mettere insieme racconti dalle influenze stilistiche variegate, riuscendo anche nei pochi minuti di Era la notte prima di Natale a sorprendere, divertire e inquietare in maniera soddisfacente. Di notevole impatto anche gli episodi, Erba Alta (seppur non particolarmente originale) e Ghiaccio, quest'ultimo in grado di mettere in scena in maniera soddisfacente il legame tra due fratelli che vivono su una colonia spaziale.

Tra azione e introspezione

La seconda stagione di Love, Death & Robots ha saputo amalgamare molto bene episodi dal ritmo indiavolato con altri maggiormente incentrati sulla riflessione, seppur in taluni casi si sia riusciti, all'interno dello stesso episodio, a trovare un'ottima via di mezzo. Nel caso di Pop Squad, vediamo infatti il protagonista, un agente di polizia, combattuto tra ciò che è giusto fare per lo stato e per se stesso; il racconto, che ad alcuni potrà ricordare le atmosfere viste nel cult Blade Runner, risulta ancorato a un forte pathos emotivo, in grado di lasciare il segno in più occasioni.

Ne Il gigante affogato invece, ci ritroviamo davanti a una situazione singolare, in cui il cadavere di un ragazzo alto più di duecento metri (un gigante, appunto), viene ritrovato arenato su una piccola spiaggia. L'episodio, più che puntare alla scoperta delle origini della straordinaria creatura, decide invece di soffermarsi sui pensieri dello scienziato protagonista, focalizzandosi in maniera originale sulla tematica della morte e su determinati aspetti della nostra società moderna, tra cui il culto delle mode spesso passeggere. Un episodio sicuramente originale e diverso dal solito, che magari farà storcere il naso agli amanti dell'action ma che saprà probabilmente conquistare varie persone in cerca di introspezione.

Nonostante quindi la natura corale dell'opera, la seconda stagione di Love, Death & Robots riesce a far risaltare con decisione vari macrotemi, su tutti quello dedicato all'importanza delle generazioni future, approfondendo il concetto su più livelli. Lo stesso mondo infantile (declinato sia nella sua dimensione più ludica che maggiormente filosofica e drammatica) viene spesso posto come nucleo centrale di vari episodi, dal già citato Pop Squad a Era la notte prima di Natale, dove sono proprio i bambini a diventare protagonisti della storia, così come in Snow nel deserto, in cui si è deciso di puntare anche sul concetto dei legami interpersonali. Molto buoni anche gli spunti presenti in Ghiaccio, capaci di mettere l'accento non solo su dinamiche spettacolari, ma anche di stampo riflessivo, riuscendo a inserire la dinamica del razzismo all'interno di una storia che assume i connotati di una bravata giovanile declinata in un contesto diverso da quello terrestre. La componente prettamente orrorifica, capace di amalgamarsi molto bene all'intero contesto sci-fi risulta, negli episodi dove presente, ben implementata e capace di fornire ancora più varietà.

Nonostante quindi qualche incertezza narrativa generale, la seconda season di Love, Death & Robots, come la prima, risulta davvero inattaccabile sul comparto tecnico, questo sì davvero in grado di stupire per il grado di dettaglio raggiunto, sia che si tratti di grafica fotorealistica che di altri stili di animazione. In questa seconda stagione si è anche forse cercato di puntare meno su virtuosismi tecnici fini a se stessi, cercando il più possibile di sfruttare lo strabiliante comparto animato in funzione della storia, senza inondare quindi gli spettatori di esplosioni fuori scala, pur presenti, o altri effetti pirotecnici roboanti, cercando il più possibile di ridurre l'impressione - almeno rispetto alla prima stagione - di trovarsi davanti a delle semplici tech demo di studi grafici e d'animazione.

Il minor numero di episodi totali ha sicuramente contribuito alla buona riuscita dell'opera in un'ottica generale, visto che riproporre lo stesso numero di corti della season precedente avrebbe sicuramente portato lo spettatore a provare una forte sensazione di già visto, cosa che, fortunatamente, in larga parte non è avvenuta.

love death & robots stagione 2 La seconda stagione di Love, Death & Robots si presenta come un prodotto solido tutto sommato in linea con quanto visto in precedenza, capace di focalizzarsi su alcune storie d'impatto e su un comparto grafico davvero fuori scala. Peccato solo che gli autori non abbiano voluto calcare la mano sullo sperimentalismo e l'innovazione dal punto di vista narrativo, puntando talvolta su episodi sì soddisfacenti, ma in linea generale non così originali. Un prodotto comunque consigliato a tutti gli amanti della fantascienza, capace sicuramente di sorprendere in positivo i neofiti del genere e d'intrattenere in maniera soddisfacente gli spettatori più smaliziati.

7.8