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Lucifer 5 Parte 2: la recensione completa della serie Netflix

Dopo la pubblicazione del secondo blocco di episodi legati alla quinta stagione, siamo ora pronti per la recensione completa di Lucifer 5!

Lucifer 5 Parte 2: la recensione completa della serie Netflix
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Superata la prima tornata di episodi, sono infine arrivate le nuove puntate di questa quinta stagione, capaci di rimescolare abilmente le parti in causa cercando il più possibile di puntare sulla varietà contenutistica, attraverso alcune scelte (anche stilistiche) capaci magari di far storcere il naso a qualche fan di vecchia data, ma in realtà in grado di fornire al serial dei nuovi, interessanti, spunti di riflessione. Poco prima delle uscite Netflix di giugno, il colosso streaming ha così voluto puntare al massimo su Lucifer, rendendo disponibili gli otto episodi conclusivi dello show che hanno visto entrare in campo un personaggio estremamente carismatico: nientemeno che Dio. Se vi siete persi quanto avvenuto in precedenza, vi invitiamo a scoprire dove eravamo rimasti con Lucifer 5.

Una cena come tante

La prima puntata di questo nuovo blocco narrativo si apre esattamente dopo la fine della precedente, con Dio arrivato sulla Terra per cercare di placare gli animi dei suoi vari figli, su tutti Lucifer, Michael e Amenadiel. La figura del Padre, a differenza di quanto fatto con il gemello di Lucifer nei primi otto episodi, viene approfondita parecchio durante il corso delle prime puntate, catalizzando in un certo senso l'attenzione su di sé. Ed è proprio l'entrata in scena di Dio in realtà l'elemento più importante di questo secondo blocco di episodi, visto che da un certo punto in avanti la classica struttura di risoluzione dei casi - seppur sempre presente - risulterà marginale se rapportata alla trama orizzontale, capace proprio in questa stagione di fare un sonoro e soddisfacente passo in avanti.

Da questo punto di vista, la sequenza in cui vediamo i vari fratelli a cena con Dio risulta uno dei momenti meglio concepiti della stagione, in grado alle volte di avvicinarsi anche a un tono maggiormente serioso, creando un clima di tensione prolungato ben gestito e appagante. A differenza del primo blocco di episodi, in queste nuove puntate, come anticipavamo, si è deciso di puntare maggiormente su una struttura orizzontale della narrazione, mostrandoci lo stesso Lucifer interagire con suo padre. Vedere il protagonista sfogarsi con e contro di lui, rinfacciandogli tutto ciò che ha fatto di sbagliato nel corso della sua esistenza, risulta liberatorio tanto per Lucifer quanto per gli spettatori, finalmente di fronte alla piena presa di coscienza del personaggio principale, conscio ora di come comportarsi di fronte ai problemi.

Lo stesso Dio, dapprima capace di apparire molto distante e a tratti impassibile, con il proseguire dello show riuscirà a creare un legame empatico sempre più grande con il pubblico, rendendo palese quanto in realtà lo stesso mestiere del genitore (non importa se umano o divino), sia di fatto uno dei più difficili del mondo. D'impatto lo stesso confronto di Dio con Amenadiel, quest'ultimo come sempre preoccupato per il futuro del proprio bambino, in una sorta di struttura narrativa ciclica in grado di aprire vari spunti di riflessione, in realtà neanche così banali, sull'enorme importanza che ricoprono le persone a cui teniamo di più, a cui potremmo addirittura cedere la nostra stessa vita pur di farle stare bene.

Questa quinta stagione, seppur non conclusiva, assume così la valenza di un vero e proprio punto di arrivo per tutti i personaggi che, durante i vari episodi, avranno modo di confrontarsi con tutti i loro dubbi e loro paure, per provare a fare un vistoso passo in avanti dal punto di vista esistenziale. Nonostante una buona solidità narrativa di base, in alcuni punti però qualcuno potrà avvertire un non perfetto bilanciamento tra il tono epico e solenne adottato in alcune fasi con quello più leggero e scanzonato tipico del serial; basti pensare ai brevi momenti musical (talvolta inseriti in maniera intelligente, altre volte con fare invasivo) capaci alle volte di spiazzare lo spettatore in maniera immotivata.

Buona comunque la caratterizzazione di Dio, in grado in realtà di risultare del tutto simile a un comune essere umano, visti i problemi familiari e personali che proprio durante questo blocco finale dovrà tentare di risolvere; vederlo seduto in una normale cena con i suoi figli, così come impegnato in una seduta di psicoterapia insieme a Lucifer, saranno solo alcuni degli esilaranti (ma anche riflessivi) momenti che la serie ci proporrà per farci conoscere al meglio questo particolare personaggio.

E guerra fu

Un altro elemento che gioca a favore del serial a livello narrativo riguarda l'aspetto dell'eterna rivalità tra Michael e Lucifer, che proprio alla fine della season troverà il suo apice. Peccato però per la gestione dei tempi e del ritmo; se infatti i vari episodi risultano tutti a loro modo intrattenenti, forse si è cercato di dare troppo spazio a Dio e alle sue interazioni con gli altri personaggi, lasciando esplodere il conflitto tra fratelli solo nelle fasi finali. Nonostante quindi un blocco conclusivo che avrebbe probabilmente meritato qualche episodio in più per essere sviluppato al meglio, nel corso dello show non mancheranno i momenti realmente emozionanti, con addirittura dipartite ad effetto (ovviamente non saremo noi a svelare quali), così come ritorni di vecchi personaggi tutto sommato soddisfacenti.

Questa quinta stagione, se valutata come un unico blocco, risulta sicuramente solida sotto numerosi aspetti, capace in ogni caso di puntare su trovate originali atte a scardinare le classiche formule narrative del serial, spesso incentrate sui casi d'investigazione, come visto abbondantemente anche in passato. Se però nella prima metà dello show si è cercato di investire più su una varietà di situazioni di tipo verticale, ingegnandosi anche a livello visivo per stupire lo spettatore (basti pensare all'episodio in bianco e nero), nel blocco conclusivo si è invece cercato di stupire il pubblico tanto con l'entrata in scena di Dio, che con il chiudere molte delle questioni lasciate in sospeso dai personaggi, soprattutto per quello che riguarda la loro introspezione.

Non perdendo mai di vista infatti il suo lato più leggero e scanzonato, con Tom Ellis ancora una volta mattatore assoluto della scena, le nuove puntate del serial sapranno anche focalizzarsi su momenti più seri e, in alcuni casi, anche drammatici. Dopo quindi alcuni episodi di assestamento, la serie riuscirà a dare il meglio di sé proprio sul finale, focalizzandosi su Lucifer e sui suoi sentimenti, capaci di farlo evolvere a tutto tondo come personaggio una volta per tutte, anche in maniera molto drastica. Più volte viene infatti ribadito il concetto di scelta, capace di rendere qualsiasi personaggio in campo consapevole delle proprie azioni, particolare in grado di rendere gli stessi protagonisti più tridimensionali e approfonditi rispetto al passato.

Ben gestita la stessa battaglia finale, un vero e proprio evento nell'evento (già mostrata per brevissimi tratti nel trailer), in grado di ammantare lo scontro tra fratelli di un mood epico e solenne, in un'escalation capace di propendere molto più verso la direzione del fantasy e del fantastico che del thriller/crime, lasciato da parte proprio durante la conclusione delle vicende. Da un punto di vista tecnico, la serie come sempre riesce a difendersi bene, grazie a una fotografia curata e a una buona varietà di location, il tutto supportato da effetti speciali in linea generale godibili; basti pensare alla sequenza iniziale con il tempo sospeso o alla battaglia finale. Peccato solo per alcuni costumi (tra cui quelli adottati da Maze in alcune occasioni), forse leggermente troppo appariscenti e non in grado di incidere come forse avrebbero dovuto sulla scena.

Lucifer - Stagione 5 La quinta stagione di Lucifer è infine arrivata alla sua conclusione. Nonostante qualche sbavatura di poco conto, l'intero serial si è rivelato infine solido nella sua interezza e capace, finalmente, di cambiare leggermente le carte in tavola così da far evolvere in maniera chiara e netta tutti i personaggi presenti. Forse alcune particolari scelte stilistiche e di trama saranno in grado di infastidire o addirittura sconvolgere alcuni spettatori, ma il continuare a riproporre la stessa identica formula vista in passato avrebbe sicuramente portato l'intero show nel limbo della ripetitività. Un'opera quindi capace d'intrattenere dall'inizio alla fine e, soprattutto, di chiudere molte delle questioni lasciate in sospeso. Ora, non resta che un solo dubbio da sciogliere: la nuova stagione riuscirà a fare di meglio?

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