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Lucifer 5x03 Recensione: un'indagine metatestuale

Continuano le peripezie di Lucifer, l'iconico personaggio interpretato da Tom Ellis, questa volta alla prese con un caso dalle sfumature metatestuali.

recensione Lucifer 5x03 Recensione: un'indagine metatestuale
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Lucifer, l'iconico personaggio DC Comics portato alla ribalta sul piccolo schermo dall'attore Tom Ellis, torna a riprendersi la scena nel corso del terzo episodio del serial, capace di mescolare sapientemente gli elementi attraverso un'intuizione spassosa quanto riuscita, concentrandosi sul concetto di metatestualità. L'opera, salvata dai fan quanto da Netflix, dopo la cancellazione da parte di Fox, si è dimostrata capace di rinnovarsi, riuscendo nuovamente ad incontrare il favore del pubblico. La recensione di Lucifer 5X02 aveva sollevato qualche dubbio, ma siamo felici dei numerosi punti di forza di questo terzo episodio, ben strutturato sia per quanto concerne il caso di puntata, sia per alcuni risvolti di trama interessanti.

Il diavolo detective

Quello che poteva sembrare il fulcro di questa quinta stagione, ovvero il confronto tra il falso Lucifer e i numerosi comprimari intenzionati a smascherarlo, si è in realtà rivelato come un semplice incipit delle vicende. Il vero Lucifer Morningstar, e con lui tutti gli altri personaggi, sono infatti riusciti a scoprire l'inganno di Michael in modo molto rapido, riuscendo per fortuna ad evitare che il subdolo gemello creasse problemi all'apparenza irrisolvibili. L'episodio accantona per buona parte parte della sua durata i risvolti narrativi di matrice orizzontale, concentrandosi invece su una struttura verticale incentrata su un caso poliziesco che vede il vero Lucifer - tornato in fretta e furia a Los Angeles per cercare suo fratello - indagare insieme alla fidata partner Chloe Decker sull'omicidio di uno showrunner televisivo.

La particolarità della puntata è quella di riuscire a prendere in giro in maniera convincente lo stesso serial Netflix, mettendo fondamentalmente in scena una versione stereotipata di Lucifer chiamata Diablo, che richiama direttamente alcune serie tv americane degli anni '80 e 90. Il protagonista si ritrova così su un set televisivo degli studi della Warner Bros, in cui vediamo numerosi attori impersonare - in una versione ovviamente estremizzata - numerosi cliché narrativi appartenenti allo stesso Lucifer, virando con decisione sull'elemento comedy di matrice metatestuale.

Vedere infatti il protagonista, così come Chloe, interagire con i propri "doppi", non potrà che strappare un sincero sorriso tanto ai fan dell'opera quanto a chi non la conosce del tutto, soprattutto per il modo realmente sopra le righe con cui sono stati caratterizzati i protagonisti del serial Diablo. Molto spassoso anche riferimento al fatto che l'attore della meta-serie sia la punta di diamante dello show - e che, di conseguenza, tutti ruotino in un modo o nell'altro attorno a lui -, quasi a voler rompere la quarta parete e rimandare direttamente allo stesso Tom Ellis, sul quale gli autori hanno deciso, nella realtà, di puntare in maniera ancor più decisa.

Altrettanto divertente è la scena nella quale Chloe si ritrova davanti alla sua versione esageratamente sessualizzata, chiedendosi a più riprese se sia stato lo stesso Lucifer a descriverla in quel modo; dato che lo showrunner assassinato ha preso ispirazione proprio dalla sua vita per creare Diablo. La stessa componente crime risulta sicuramente più marcata rispetto ai due episodi precedenti; merito di un caso originale non privo di colpi di scena tutto sommato soddisfacenti, seppur prevedibili. Ben gestito in generale anche il ritmo degli eventi, soprattutto per merito delle sequenze legate ai combattimenti corpo a corpo, ben coreografate, per quanto brevi.

Un confronto doveroso

Se il terzo episodio di questa stagione risulta perfettamente godibile anche solo per la spassosa linea verticale, gli autori hanno comunque deciso di puntare in maniera marcata sul rapporto conflittuale tra Lucifer e Michael. Quest'ultimo infatti, seppur presente solo per un breve frangente, riesce a donare nuova profondità al personaggio che, a tutti gli effetti, diventerà il villain principale di Lucifer 5.

In virtù di ciò l'episodio riesce ad inserirsi molto bene nella continuity delle puntate precedenti, soprattutto grazie alla parte finale, che regala colpi di scena ben gestiti, capaci di porre lo stesso Lucifer sotto una luce completamente diversa rispetto a quanto visto in precedenza. Notevole anche il lavoro svolto sul personaggio di Chloe che, proprio in questo episodio, scoprirà nuovi importanti dettagli legati al suo passato. Di grande impatto scenico lo scontro sia fisico che psicologico tra Lucifer e suo fratello Michael, che getta le basi per il futuro di questa prima tornata di episodi, fin qui soddisfacente e capace di riservare ancora molte sorprese.

Lucifer - Stagione 5 La terza puntata della quinta stagione di Lucifer ha saputo amalgamare molto bene la componente crime, privilegiando nella prima parte un caso di puntata riuscito e originale, e riuscendo al contempo a far avanzare la trama orizzontale grazie ad alcuni colpi di scena efficaci. Molto divertente l'idea di puntare sulla metatestualità, attraverso la serie fittizia Diablo, focalizzarsi su una componente comedy mai invasiva ma, anzi, funzionale ai fini dell'intrattenimento.