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Lupin Recensione: Omar Sy è il ladro gentiluomo nella serie Netflix

Netflix si ispira ai racconti di Leblanc in una storia originale ambientata ai giorni nostri: scopriamo questa versione inedita del ladro gentiluomo.

Lupin Recensione: Omar Sy è il ladro gentiluomo nella serie Netflix
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Tra le principali uscite Netflix di gennaio c'è Lupin, nuova serie originale francese targata Netflix ispirata al celebre ladro gentiluomo, divenuto popolarissimo nell'immaginrio collettivo grazie al personaggio d'animazione nato nei fumetti di Monkey Punch. Il titolo di questo show, tuttavia, non deve confondersi: la produzione non è un adattamento live-action dell'amatissimo Lupin III in versione anime, e nemmeno una trasposizione diretta dei romanzi originali di Maurice Leblanc, seppur questi ultimi rappresentino la principale fonte di ispirazione del prodotto.

Lupin di Netflix è dunque una serie TV che recupera lo spirito del personaggio letterario, prendendo spunto da alcuni dei più famosi racconti di Leblanc e calandoli in un contesto moderno, in una storia interamente originale. Abbiamo visto in anteprima la prima stagione dello show, e ad embargo scaduto siamo pronti a raccontarvi se vale la pena dare una chance al ladro gentiluomo.

Un uomo dai mille volti

A vestire i panni di questa moderna versione di Lupin è Omar Sy. L'attore francese interpreta Assane Diop. Apparentemente, Assane è un "normale" uomo fallito: vive alla giornata, si barcamena tra un lavoro e l'altro per guadagnarsi da vivere, ha una moglie che non lo ama più e un figlio di cui non si occupa abbastanza. Ma dietro questa facciata da nullità qualsiasi si nasconde qualcos'altro: un ladro abilissimo e uno stratega sopraffino, un uomo intelligente e calcolatore che per mettere a segno i suoi colpi si ispira a quelli del suo romanzo preferito, Arsène Lupin di Maurice Leblanc. Un libro che gli fu donato in gioventù dal padre, Babakar Diop, un immigrato senegalese alle dipendenze della facoltosa famiglia Pellegrini.

Ma il ladro gentiluomo è anche un individuo dai mille volti. Proprio come Arsenio Lupin, Assane cambia continuamente volto, origini e nome. A volte è Luis Perenna, altre volte è Paul Serinne. Tutti anagrammi di Arsène Lupin, facce di una stessa medaglia che nasconde un ulteriore strato di segreti. Perché dietro le azioni di Assane c'è, da molto tempo, la vendetta: vendetta nei confronti della famiglia Pellegrini, che 25 anni prima fu causa della rovina di suo padre, accusato ingiustamente di un grave furto e suicidatosi in prigione.

Per il protagonista, quando un antico oggetto prezioso ritorna sulle scene riaprendo il mistero sull'arresto di suo padre, inizia una lunga caccia tra gatto e topo, tra lui e il signor Pellegrini, che dietro la facciata di un amabile filatrono nasconde i segreti di un uomo spietato e avido. In mezzo. le forze dell'ordine, spiazzate e messe in confusione dalle azioni di un'ombra dalle mille facce.

Un buon inizio

Per le avventure del suo ladro gentiluomo Netflix vi proporrà, a partire dall'8 gennaio, una "Parte 1" composta di soli 5 episodi, ma il racconto incluso all'interno di questo primo blocco può essere considerato di per sé abbastanza conclusivo se lo si intende come una lunga introduzione alle vicende future.

In effetti ci sono tutti gli elementi che fanno pensare a tutti gli effetti ad una "Stagione 1": un racconto che, tutto sommato, inizia e finisce, ma non si completa del tutto, con un cliffhanger finale che proietta verso il secondo blocco di episodi (di cui ancora non abbiamo una data di uscita).
Per quel che abbiamo visto, comunque, dobbiamo dire che nel complesso il Lupin targato Netflix funziona piuttosto bene, seppur la brevità del racconto e alcuni passaggi di trama un po' sbrigativi non facciano gridare al miracolo.

L'esperimento francese del colosso streaming è però un prodotto di qualità discreta, che richiama con spirito filologico le avventure romanzesche di Arsène Lupin calandole in un contesto moderno: nei 5 episodi della prima parte, infatti, numerosi sono i riferimenti ad alcuni dei racconti più celebri di Leblanc, e l'approccio creativo del prodotto potrebbe ricordare ad alcuni quello di Sherlock della BBC.

Una trasposizione contemporanea, dunque, con elementi moderni, delle avventure più famose scaturite dalla penna dell'autore classico originale.
Con Lupin, tuttavia, non siamo sullo stesso livello qualitativo dell'investigatore di Cumberbatch, soprattutto nella struttura di un racconto tanto breve quanto reiterativo, fatto di continui flash avanti e indietro nel tempo per giustificare o spiegare il modus operandi dello scaltro protagonista.

In ogni caso, tutto è giustamente al suo posto, e in linea generale il prodotto riserva qualche sorpresa interessante anche sul piano della scrittura, con personaggi interessanti e recitazioni convincenti, il tutto arricchito da una regia scolastica ma supportata da un montaggio avvincente e frenetico. Il ladro gentiluomo targato Netflix, insomma, ha soltanto iniziato a scalfire la superficie delle sue reali potenzialità, ma la strada imboccata all'inizio del suo cammino potrebbe essere quella giusta.

Lupin Netflix Lupin di Netflix è un racconto molto introduttivo, una prima parte per il cui epilogo è necessaria assolutamente una seconda stagione. Tuttavia, nei soli 5 episodi che compongono la Parte 1, la nuova serie originale francese del colosso streaming si rivela piacevole ed efficace, poco originale nella struttura del racconto e nell'approccio creativo, ma rispettosa nei confronti della "mitologia" letteraria, che ripercorre con spirito filologico trasponendola nella modernità in una narrazione orizzontale piuttosto avvincente. Siamo di fronte ad un'operazione che potrebbe ricordarvi "Sherlock" di BBC, ma servirà una scrittura ancor più solida e convincente perché il ladro gentiluomo targato Netflix eguagli le incredibili avventure del detective britannico.

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