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Marvel's Runaways: Recensione della prima stagione su Disney+

Crescere non è mai facile, ma se si scopre di avere superpoteri non troppo controllabili e dei genitori supercriminali, tutto è più difficile!

recensione Marvel's Runaways: Recensione della prima stagione su Disney+
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La Marvel, a differenza della DC Comics, ha sempre prediletto l'utilizzo delle serie tv per seguire le gesta di supereroi di minor rilievo mediatico - ma non certo di minor qualità narrativa, basti pensare a Daredevil o al Punitore - su Netlifx, lasciando al cinema il compito di raccontare le avventure dei suoi personaggi più famosi.

Tra i progetti televisivi, da rilevare c'è sicuramente Runaways, nome oscuro per il grande pubblico, ma che nasconde, dietro il titolo, una produzione fumettistica di gran pregio, acclamata dalla critica, creata da Brian K. Vaughn (testi) e Adrian Alphona (disegni). Con l'arrivo di Disney Plus Runaways è stato compreso nel catalogo con le prime due stagioni, inizialmente trasmesse su Tim Vision e poi in chiaro (tra l'altro, dal 4 aprile Runaways torna su Rai 4).

Leoni vestiti da agnelli

Alex Wilder, Nico Minoru, Chase Stein, Gert Yorkes, Karolina Dean e Molly Hernandez sono sei adolescenti, un tempo amici. Dopo la morte della sorella di Nico, avvenuta due anni prima, si sono persi di vista, ma Alex, tenta, inizialmente invano, di riunire il gruppo, in concomitanza con una riunione del Pride, gruppo cui fanno parte tutti i loro genitori, i quali restano legati da una vecchia amicizia.

I ragazzi, uno ad uno, scoprono di avere dei poteri sovrumani e restano frastornati da questa novità, mentre Nico, ragazza goth che tenta di diventare una wiccan, cerca di evocare lo spirito della sorella; dal canto suo Gert scova nel sotterraneo di casa sua una creatura preistorica, un cucciolo di dinosauro, che evidentemente i suoi genitori tengono in custodia per motivi oscuri. La ragazza scopre anche che può controllare la creatura a cui dà anche un nome: Vecchi Merletti.

Questi accadimenti che lasciano i ragazzi spaesati e frastornati li portano a casa di Alex, il quale, alla ricerca di bevande alcoliche, scopre inavvertitamente un passaggio segreto.Il gruppo, incuriosito, percorre le scale che portano verso il basso fino a scovare, senza esser visti, i loro genitori impegnati in un rituale in cui viene sacrificata una ragazza che loro conoscono, chiamata Destiny.

Presi alla sprovvista ed incerti sul da farsi, non riesco a fare altro che scattare una foto dell'evento, ma il flash della macchina di Gert viene avvertito dai loro genitori, dai quali quindi non possono fare altro che scappare.
Col passare dei giorni il gruppo scoprirà che il Pride non è altro che un'organizzazione criminale e che le fortune dei loro genitori sono tutte legate alla loro attività illegale. Ciò porterà ad uno scontro con persone di cui si sono sempre fidati, che non sono intenzionati a cambiare il loro atteggiamento e la loro condotta, che costringerà i ragazzi ad una decisione drastica: fuggire.

Gioie e dolori della crescita

Runaways è un'opera seriale creata da Josh Schwartz e Stephanie Savage. Chi mastica serie tv da lungo tempo sa che i due sono molto esperti nell'esplorare i problemi di maturazione e crescita degli adolescenti, avendoli diffusamente affrontati in serie come The O.C. o Gossip Girl. In queste i due autori avevano prediletto un'impostazione piuttosto canonica, basata su un archetipo che Darren Star aveva fissato nella sua Beverly Hills 90210, negli anni '90.

Quel tipo di narrazione, però, ha ormai raggiunto la saturazione e gli showrunner hanno inteso chiaramente che andavano percorse altre strade per continuare a stare vicini ai giovani ni momenti più critici della loro maturazione.
Si arriva quindi a Runaways, una serie che, senza girarci intorno, usa la metafora della scoperta dei loro poteri come testimonianza dei cambiamenti che ogni adolescente vede in sé girono dopo giorno, durante la propria crescita. In Runaways viene raffigurato in modo chiaro, anche se simbolico, il senso di disorientamento per i cambiamenti interiori ed esteriori dell'adolescente, simboleggiati dall'emergere dei superpoteri che spaventa i protagonisti.

La strada che Schwartz e la Savage indicano per superare indenni la pubertà ed il passaggi all'età adulta è, paradossalmente, un guardare indietro. I protagonisti sono amici d'infanzia che si sono persi di vista, ma nella loro reunion e, quindi nel confrontarsi con realtà molto simili tra loro, riallacciano i rapporti, avendo già condiviso altre fasi della loro vita ed avendo già affrontato i medesimi problemi assieme.

Scontro generazionale

I Runaways, però, non hanno solo la sorpresa dei superpoteri con cui fare i conti, ma hanno anche la sciagurata scoperta che i loro genitori sono dei supercriminali, che hanno fatto le loro fortune con modalità illegali.

Anche in questo caso, la presa di posizione di contrasto con i loro genitori, da parte dei protagonisti non è altro che una consapevolezza della diversità da essi, la rivelazione che chi ha dato loro educazione, protezione e conforto non è una divinità infallibile, ma solo esseri umani, con pregi e difetti, erratici come tutti sulla Terra e, soprattutto, non esenti dal compiere azoni nefande e criminali.

Andando fuor di metafora lo scontro tra i Runaways ed il loro perfidi genitori non fa che adombrare lo scontro generazionale che, arrivati ad una certa età, ogni figlio irrimediabilmente ha con il padre e con la madre, nell'ottica di un quadro psicologico di superamento di determinate gerarchie, di distacco, e di inevitabile sete di indipendenza che deriva dall'acquisizione dei mezzi per garantirsela.

Marvel's Runaways - Stagione 1 Il fumetto di Runaways si è distinto per un ottimo livello qualitativo ed un modo di raccontare storie di superpoteri differente da quelli canonici. La serie televisiva giova dell’opera da cui trae ispirazione, unendo elementi di coming of age ad un’atmosfera supereroistica. Ciò rende l'adattamento televisivo una serie aperta a tutti i gusti, non solo a quelli che amano la “materia marvelliana”, ma anche tutti quelli che hanno sete di produzioni che vanno oltre i generi e tentano nuove strade per comunicare un messaggio determinato. Runaways ci riesce, con metafore facili, ma mai elementari, unendo la gioia del racconto all’esplorazione dei motivi per cui si vuole raccontare quella storia. Tecnicamente la serie non si distingue, certo, così come la recitazione dei protagonisti, che resta comunque di buon livello, ma ciò non toglie merito ad una produzione che può unire davanti allo scherno genitori e figli nello spirito tipico delle produzioni Disney.

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