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Mr. Iglesias 3 Recensione: umorismo e non solo nella sitcom Netflix

Mr. Iglesias si conferma ancora una volta una sitcom esilarante e leggera e ora anche furba, capace di affrontare tematiche delicate e non solo.

Mr. Iglesias 3 Recensione: umorismo e non solo nella sitcom Netflix
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Uno dei tratti che ha contraddistinto fin dagli albori le sitcom è quella sensazione di comfort e accoglienza che riescono a suscitare. Incontri dei personaggi, col passare degli episodi e delle settimane impari a conoscerli, li osservi affrontare situazioni quotidiane o assurde ma sai perfettamente che alla fine dei 20-25 minuti ogni cosa tornerà allo status quo. Le liti rientreranno, gli imprevisti scompariranno e tutto si concluderà nel migliore dei modi - o quasi. Nel ciclo vitale di una sitcom, infatti, sono pochi i momenti che rompono drasticamente quell'equilibrio e ad un certo punto vengono comunque superati - basti pensare in How I Met Your Mother alla rottura tra Marshall e Lily o il litigio temporaneo tra Barney e Ted.

Mr. Iglesias, sitcom tornata con la sua terza parte tra le novità Netflix di dicembre, è l'incarnazione più recente di un simile comfort: divertente, leggera, capace di affrontare qualche argomento delicato senza snaturarsi e intelligente al punto da sapere precisamente quando cambiare un minimo le carte in tavola.

Esami e balli scolastici

Ambientata nel liceo Woodrow Wilson di Long Beach, California, la serie ha come protagonista il professore Gabe Iglesias (interpretato dal comico Gabriel "Fluffy" Iglesias), certamente il docente più amato della scuola. Il buon Gabe, d'altronde, ha un metodo di insegnamento molto peculiare, nel senso che il suo interesse è sì preparare accademicamente gli studenti, ma anche aiutarli nella vita di tutti i giorni.

Dal dare una mano ad una ragazza eccessivamente timida fino a fare addirittura da mediatore affinché la sua alunna preferita abbia un rapporto con il proprio padre, non c'è in pratica nessun problema che il signor Iglesias non attacchi con la sua dose di bontà ed ottimismo. E poco importa se volesse essere effettivamente coinvolto o no, l'importante è far crescere questi studenti soprattutto dal punto di vista di umano, anche quando la missione sembra impossibile. Questo è Mr. Iglesias e nient'altro, nella sua dolce ed esilarante semplicità perfettamente adeguata ad una sitcom.

Nella terza parte, però, è presente una certa dose di arguzia. Parlando di sitcom ripetiamo spesso che ad un certo punto i protagonisti si esauriscono, scadono, poiché non hanno più nulla da dire e di conseguenza crolla il prodotto stesso. Non è ancora il caso di Mr. Iglesias e, nonostante ciò, gli sceneggiatori hanno ben pensato di iniziare a ravvivare in anticipo la formula, introducendo nel corpo docenti un nuovo membro, Jackie (Elora Casados), che al contempo rappresenta l'interesse amoroso di Gabe.

Un cambiamento che dall'esterno può sembrare marginale e di poco conto, ma che nell'economia di una sitcom può fare la differenza se il personaggio è funzionale e caratterizzato degnamente. E Jackie viene introdotta con una naturalezza meravigliosa ed è semplicemente esilarante, nonché diversa dagli altri professori spesso cinici, sfrontati o fin troppo ingenui.

Un limite insormontabile

In fondo è questo che dichiara il successo o il fallimento di una comedy: la qualità dei personaggi e la diversità dell'umorismo che riescono a portare in scena. Un campo in cui Mr. Iglesias già eccelleva grazie agli studenti, alle battute e gag continuamente diverse, tra l'affabile insicurezza di Mikey (Fabrizio Guido) e la strampalata paranoia cospirazionista di Lorenzo (Coy Stewart) - e persino tra di loro qualche furba sorpresina accade.

Il pizzico di novità introdotto con Jackie ed altro che non spoilereremo non fa che rendere questo insieme già ottimo ancora più fresco, imprevedibile e dotato di una timida trama orizzontale. Siparietti di ogni genere si susseguono senza soluzione di continuità e il buon umore abbonda, non rinunciando a trattare nemmeno stavolta argomenti complessi. Il rapporto con la tecnologia, la spinosa questione dei favoritismi che abbiamo purtroppo osservato un po' tutti nei nostri anni liceali, l'angoscia per un futuro tutt'altro che roseo; può sembrare bizzarro, ma anche questo è Mr. Iglesias.

Sin dalla prima stagione c'è sempre stata una sorta di selezione di tematiche ardue da mettere in scena e qui nasce quello che è probabilmente il limite più ingombrante della sitcom Netflix. Lo avevamo sottolineato già nella nostra recensione di Mr. Iglesias 2 e ci dispiace essere costretti a ripeterci: non sempre ad argomenti del genere viene data la giusta dimensione. È affascinante notare come tra le mani di "Fluffy" Iglesias il razzismo, l'appropriazione culturale, la dipendenza dalla tecnologia e simili riescano a diventare delle genuine lezioni di vita, facili da assimilare e mettere in pratica. Un'operazione che contestualizzata ha totalmente senso e rientra di diritto nel sentimento di comfort cruciale per l'apprezzamento di Mr. Iglesias in qualità di sitcom.

D'altro canto, però, a tratti sembra di assistere ad una generale banalizzazione di questioni ancora oggi irrisolte, proprio per la loro complessità. Il voler essere accessibile ad ogni costo è un marchio da sempre presente nello stile di Iglesias, ma necessariamente porta dei vantaggi e svantaggi fastidiosi, limitanti la portata del prodotto. Mr. Iglesias è questo e forse è meglio goderselo nella sua spensieratezza.

Mr. Iglesias Mr. Iglesias continua la sua corsa e si conferma ancora una volta una sitcom encomiabile, fresca e divertente. La meravigliosa varietà comica che gli alunni del liceo Woodrow Wilson riescono a portare in scena non perde un colpo, risultando sempre godibile e a tratti esilarante, guidata oltretutto dalla sapiente esperienza - nonché talento innegabile - di un comico come Gabriel "Fluffy" Iglesias. Questa terza parte, oltretutto, si arma di una notevole arma in più: una generosa dose di furbizia, incarnata dalla riuscita new entry Jackie e qualche altra novità che lasciamo a voi il piacere di scoprire. Mr. Iglesias è tuttora una sitcom ancora piuttosto lontana dall'esaurirsi, eppure gli sceneggiatori hanno ben pensato di iniziare a mischiare le carte in tavola e giocare un po' con i diversi ruoli. L'unico limite - naturale ma pur sempre un limite - è il modo fin troppo semplicistico con cui vengono trattate tematiche molto delicate. Niente di offensivo, non fraintendete, anzi, ma è semplicemente da sempre nello stile di Iglesias puntare ad un'accessibilità totale. Una scelta che inquadrata all'interno di una sitcom funziona ed è sfruttata benissimo, ne nascono in continuazione gag e interessanti lezioni di vita. In generale, però, è forse troppo ridurre così tanto l'impatto di simili problemi sociali. Questo è Mr. Iglesias, prendere o lasciare. Il nostro consiglio rimane tuttavia quello di goderselo.

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