Mr. Robot: recensione della terza stagione

Giunge a conclusione anche la terza stagione di Mr. Robot, in un'annata che ha riabilitato completamente la serie cyberpunk

recensione Mr. Robot: recensione della terza stagione
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Dopo quasi due mesi dall'inizio della premiere, siamo giunti alla conclusione della terza stagione di Mr. Robot. E anche questa volta, forse più che mai, l'annata dell'opera di Sam Esmail è stata molto provante, ma nell'accezione più positiva che il termine può avere. Non gravosa nell'incedere, ma comunque impegnativa; sicuramente di più rispetto alla media dei prodotti seriali odierni. Mr. Robot richiede fiducia, e chi ha avuto modo di andare oltre a certe mancanze della seconda stagione lo sa bene, ma poi ripaga tutto. Anche in questa stagione, che cerca, come già scritto su queste pagine in occasione della già citata premiere, di riprendere un certo tipo di approccio più spettacolare, cifra stilistica della prima annata. Con esiti, però, non propriamente simili. Manca quel tocco di novità, quel quid che fece impazzire pomodorometro e pubblico non più di due anni fa. Eppure dire che non ce l'ha fatta sarebbe ingiusto: Sam Esmail ha piuttosto tentato di reinventare la propria creatura, accontentando i fan delusi dalla stagione precedente ma non scontentando chi, invece, ha sempre apprezzato l'approccio anarchico dello showrunner. E il risultato è stato, al termine del decimo episodio che conclude la terza stagione, estremamente soddisfacente, facendo avanzare la serie in termini di mera trama (rispondendo così a chi imputava a Mr. Robot un certo tipo di immobilismo tipico delle seconde stagioni di prodotti seriali di successo) e, al contempo, dando alla serie TV una propria e caratteristica personalità.


Quando lo showrunner cresce coi propri personaggi

Questa volta più dell'anno precedente, Sam Esmail ha saputo far fruttare bene il netto aumento di budget di cui la serie ha goduto dopo il suo fortunatissimo esordio. Si avverte che alla conduzione del progetto, insomma, c'è un autore molto più consapevole, sia delle proprie capacità che delle potenzialità della sua creatura. E infatti, nei dieci episodi di cui si compone questa annata, i personalismi sì, ci sono, ma in modo meno invasivo, e per certi versi soverchiante, rispetto al passato, razionando gli scorci cyberpunk e facendoli poi esplodere quasi all'improvviso, sublimati grazie alle succitate capacità di budget. E a tal proposito, benissimo hanno fatto alla serie certe nuove entrate nel cast, attori di navigata esperienza e di fama, almeno seriale, più che consolidata. Come Bobby Cannavale, fantastico caratteristica la cui bravura trasuda da ogni scena con lui protagonista, per poi esplodere in occasione del season finale, con delle derive pulp davvero eccezionali.

Un happy ending che chiude il cerchio

In apertura si parlava però di come Esmail sia riuscito a coniugare un ritorno all'amato aspetto eversivo della prima stagione di Mr. Robot a uno più personale, come sua consuetudine. Ciò si è tradotto, senza bisogno di sbilanciarci in spoiler di sorta, innanzitutto in lunghi flashback, che hanno avuto principalmente lo scopo di rendere chiaro il perché di determinate vicende avvenute nella non troppo apprezzata stagione precedente; in secondo luogo, in modo però estremamente più bilanciato rispetto a prima, Mr. Robot è tornato ad avere il suo tipico approccio rivoluzionario, nei suoi protagonisti soprattutto. Evoluti, però. E maturati, soprattutto. Elliot non è più riconducibile ad alcuna macchietta da centro sociale, e le sue turbe psichiche, ormai ben più che sviscerate, si traducono ora in una nuova veste: non una dissociazione schizofrenica delle sue due personalità, quanto due anime che convivono nella stessa persona praticamente da sempre, con ricordi ed esperienze condivise più di quanto lo stesso spettatore si possa aspettare, e con fantastici montaggi paralleli a sorreggere il tutto, per poi far combaciare alla perfezione le varie sfaccettature del main plot. In tutto ciò, forse, si avverte una tendenza un tantino manichea, con un happy ending emozionante, ma comunque edulcorato nelle modalità, quasi a voler concludere in modo positivo a tutti i costi. Va comunque benissimo così, in attesa di una quarta stagione che, a questo punto, mischierà nuovamente le carte in tavola, dopo aver chiuso, come sembra, un cerchio ampiamente esplorato in questi anni.

Mr. Robot - Stagione 3 Questa può definirsi tranquillamente la stagione della proverbiale maturità di Mr. Robot. La serie, dopo una prima annata spettacolare, è riuscita a rimettere al centro della narrazione un plot che nella stagione precedente era invece spesso subordinato all'esercizio di stile del suo creatore, Sam Esmail, che questa volta è riuscito a trovare la quadra nella sua opera, mettendo (forse) l'ultima e definitiva parola a una storia che, a questo punto, potrebbe prendere una piega decisamente diversa.

8.5