Ms. Marvel 1X01 Recensione: dal New Jersey a Disney+, ecco Kamala Khan

L'esordio di Ms. Marvel prova una volta per tutte la bontà dell'introduzione di Kamala nel MCU, con un teen drama dal comparto estetico meraviglioso.

Ms. Marvel 1X01 Recensione: dal New Jersey a Disney+, ecco Kamala Khan
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Lo abbiamo ripetuto con entusiasmo e convinzione fin dal momento dell'annuncio: Kamala Khan è una new entry a dir poco perfetta per l'MCU attuale, ad oggi una delle aggiunte più naturali possibili al macro-tessuto narrativo dell'universo condiviso. E la nostra anteprima degli adorabili primi due episodi di Ms Marvel non ha fatto altro che confermarcelo, poiché la genuinità e l'innata simpatia di Ms. Marvel con le sue peripezie che ricalcano la celebre formula dei supereroi con superproblemi si mescolano - come in fondo fece Spider-Man a suo tempo con Homecoming - a pennello con il tono che i Marvel Studios danno di base alle loro produzioni.

Quindi Ms. Marvel si è presentata oggi su Disney+ con le idee ben chiare, con un'impostazione marcatamente da teen drama, con un'anima leggera e divertita che vuole citare - e meta-citare - cose in continuazione e soprattutto con un delizioso stile colorato che sta rendendo la serie già unica. Una formula seriale inoltre scelta saggiamente, non solo per il banale motivo di tastare il terreno sull'hype per il personaggio, ma proprio perché rende possibile approfondire Kamala il più possibile, di far esplodere l'insieme di quelle piccole grandi tematiche cui magari nel fumetto non venivano dedicate più di un paio di pagine. Insomma, sembra una ricetta per il successo studiata a puntino e, per quanto qualche dubbio ci assilli ancora, il risultato è molto soddisfacente (se volete un assaggio, trovate l'ultimo trailer di Ms Marvel).

Dal Jersey con furore

La serie ci presenta subito la protagonista, la 16enne pakistana-americana Kamala Khan (Iman Vellani) con sequenze d'apertura che riassumono magistralmente il cuore pulsante del personaggio: disegni a mano che raccontano la battaglia degli Avengers contro Thanos narrata da lei stessa e il suo amore incondizionato per Carol Danvers con tanto di canale YouTube dedicato agli eroi più potenti della terra colmo di teorie e fan fiction. Ma Kamala è anche un'adolescente nerd, impacciata ed emarginata che, insieme al migliore amico Bruno (Matt Linz), vorrebbe ardentemente andare al primo AvengersCon, impresa ardua vista il controllo assiduo che i genitori e la madre soprattutto esercitano sulla sua vita. Vita che è destinata a mutare interamente in seguito al ritrovamento di un misterioso bracciale che sembra donarle poteri....cosmici.

Un esordio che, se inquadrato per ciò che è, ovvero un semplice e diretto primo sguardo al personaggio, svolge il suo compito con una squisita precisione da orologio svizzero e una creatività fuori dal comune, incentrata proprio sulle caratteristiche principali di Kamala. Ad esempio, è una nota lunatica, che vive costantemente tra le nuvole immaginando gli scenari più folli e allora molte scene giocano visivamente sul suo estraniarsi dalla conversazione, sempre in modi diversi e colori sprizzanti stile da ogni poro. Un uso quasi diegetico della componente visiva, che eleva quello che in realtà è un teen drama molto standard che non vuole mai prendersi eccessivamente sul serio - non è, non vuole essere e non deve essere un Euphoria, per intenderci.

Tra cosplay e fan fiction

Un primo assaggio incorniciato infine da una narrativa tanto basilare quanto funzionale al contesto, poiché non vuole guidarci in qualche mistero o farci dubitare della realtà di ciò che vediamo: Kamala acquisisce dei poteri che verranno subito messi in mostra e Ms. Marvel vuole concentrarsi su come la giovane riuscirà a gestirli, dividendosi tra quella che sarà la sua attività da supereroina e l'essere una normale adolescente musulmana intenta a capire cosa voler fare della propria vita dopo il liceo - come detto, è esattamente la stessa idea alla base dell'Uomo Ragno con qualche tematica sociale contemporanea in più.

E, al pari del fumetto, anche in forma televisiva funziona egregiamente e le potenzialità sono strepitose. Un solo dato ci assilla ed è la natura differente dei poteri di Kamala, che nei fumetti è un'Inumana e si rendeva partecipe di un bizzarro ma affascinante parallelo di essere un'emarginata sia nella vita di tutti i giorni che come supereroina. Ms. Marvel non può contare su questo e di conseguenza viene aumentata a dismisura la parte puramente da teen drama, che ha comunque un quantitativo considerevole di frecce al suo arco. Basterà per forgiare un personaggio convincente e coinvolgente per una serie e dei lungometraggi? Ai posteri l'ardua sentenza.

Ms. Marvel Ms. Marvel esordisce su Disney+ con una prova di forza esaltante, che dimostra una volta per tutte quanto Kamala Khan sia un'aggiunta perfetta all'attuale MCU. Per atmosfere, tipologia di prodotto e personaggio, toni e naturale creatività da cui si può trarre una componente estetica da capogiro (e la serie ci riesce alla perfezione), l'adolescente pakistano-americana entra nell'universo condiviso come se ci fosse sempre stata. E lo fa con un teen drama molto semplice e diretto, guidato interamente dal carisma e la simpatia della protagonista, dal suo meraviglioso rapporto col migliore amico Bruno, con una semplicità di fondo che - similmente ad Hawkeye - ci allontana per un istante da mondi e multiversi a rischio ogni 5 secondi. Una ventata d'aria fresca su cui aleggia un singolo dubbio, poiché la serie non può contare sulla natura Inumana di Kamala e tutte le cose che ne conseguono, ma che per adesso sembra essere sicura e convinta delle sue grandi potenzialità. Vedremo cosa ci si riserva il futuro.