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Murderville Recensione: il crime improvvisato di Netflix

Il game-show con Will Arnett è irresistibile quando gli ospiti speciali danno il loro meglio, ma soffre la ripetitività e i rischi dell'improvvisazione.

Murderville Recensione: il crime improvvisato di Netflix
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Abbiamo già varcato le soglie del 2022, e il settore cinematografico vive ancora sulla scia di una delle sue più grandi trasformazioni commerciali ed artistiche, con le piattaforme streaming che hanno addentato una grossa fetta delle produzioni sfornando titoli a cadenza regolare da più di dieci anni. Dopo un era d'oro di instancabile creazione era scontato che si arrivasse ad una fase di stanca intellettiva: le idee realmente originali vengono centellinate dai produttori per confezionare due/tre titoli di punta all'anno, mentre la stragrande maggioranza degli spettacoli in streaming ripropongono i temi che hanno ottenuto successo nel breve periodo, modificandoli quel tanto che basta per creare qualcosa di nuovo.

L'innovazione e il coraggio sono quindi elementi essenziali per solleticare la curiosità degli abbonati, che adesso possono contare su un catalogo sconfinato di titoli immediatamente disponibili, e Murderville - sebbene non si possa definire originale, visto che è tratto dalla serie inglese Murder in Successville del 2015 - va apprezzato per la temerarietà con la quale propone le sue scene comiche, improvvisate da una guest star sempre diversa per ogni episodio. Lo show di Krister Johnson apre il nuovo mese su Netflix - e non perdete tutte le altre serie tv Netflix di febbraio 2022 - con gli immancabili alti e bassi che contraddistinguono l'improvvisazione, ma quando tutto funziona a dovere Murderville riesce davvero a colpire grazie alla bizzarria delle sue scene.

Un altro giorno, un'altra spalla

Il concept di Murderville è spiegato chiaramente all'inizio di ognuno dei sei episodi che compongono questa prima stagione: un personaggio famoso affianca Will Arnett - che interpreta Terry Seattle, il detective protagonista della serie - durante le investigazioni su un caso di omicidio sempre diverso.

Il twist comico è dato dal fatto che le guest star non hanno nessun copione da seguire, e si ritrovano quindi ad improvvisare scene demenziali durante lo sviluppo delle indagini seguendo le indicazioni di Will Arnett. Alla fine di ogni puntata tocca all'ospite speciale indicare il colpevole, dopo aver raccolto gli indizi sulla scena del crimine e aver interrogato i sospettati. Il tono dello spettacolo è scanzonato e farsesco, e questo coinvolge anche gli aspetti tecnici del titolo: la confezione artistica è volutamente posticcia e irreale, con la scena del crimine che straborda di indizi per aiutare l'ospite a risolvere il mistero, mentre la macchina da presa traballante, con i suoi zoom improvvisi sui volti, fa il verso ai titoli di punta del genere crime. Terry Seattle si considera un classico detective hard boiled, scontroso ed efficace, ma la sua stupidità è ripetutamente sottolineata dall'inadeguatezza della sua vita solitaria, e le battute ad effetto che puntellano gli episodi sono così imbarazzanti da risultare divertenti.

La trama è povera di guizzi

Will Arnett e i personaggi secondari fissi seguono un copione, ovviamente, ma le scene obbligate dalla trama non riescono sempre a suscitare l'ilarità sperata. Sorprende la totale assenza di narrazione orizzontale all'interno di Murderville: ogni episodio è fine a se stesso, strutturato intorno ad un gioco nel quale la guest star può sbizzarrirsi, e ciò impedisce alla serie tv di ricercare la profondità tematica che avrebbe migliorato la visione a lungo termine.

La ripetitività di alcune situazioni, come gli interrogatori e le indagini sotto copertura, fiacca il ritmo dell'avventura ed esige una fruizione dello show diversa da ciò a cui siamo sempre più abituati: è infatti altamente sconsigliato il bingewatching di Murderville, l'esperienza è molto migliore se ci si accontenta di un episodio alla volta, gustandosi tutto lo show con la dovuta calma. Analizzate in questo modo, anche le circostanze ripetute riescono a divertire: gli ospiti si sottopongono ad un gioco di ruolo assurdo e demenziale, sotto la guida decisa di Will Arnett, e viene lasciato un ampio margine di individualismo per approcciare a modo loro la comicità della situazione.

I rischi dell'improvvisazione

Rendere lo sviluppo così libero ed immediato ha i suoi pregi, ed è uno spasso vedere i protagonisti trattenere a stento le risate perché presi alla sprovvista da un evento a cui non erano preparati, ma si trascina dietro alcuni preoccupanti difetti insiti nell'improvvisazione stessa.

Non tutti gli ospiti speciali riescono ad afferrare il tratto comico dello show: alcuni si lasciano guidare da Will Arnett senza fornire nessun guizzo personale, altri invece si godono il gioco architettato per loro senza nemmeno provare a calarsi nel ruolo del detective. Questi sono i rischi obbligati da uno sviluppo improvvisato, ma bisogna ammettere che quando tutto funziona a dovere Murderville riesce davvero a far ridere. Il primo episodio, nel quale il comico e conduttore Conan O'Brien fa da spalla ad Arnett, è semplicemente fantastico nel suo nonsense, mentre le capacità attoriali di un'infinita Sharon Stone rendono la sua puntata davvero intrigante e piacevole. Sotto i riflettori rimane sempre Will Arnett, che continua a legare il suo nome alle produzioni Netflix dopo Arrested Development - serie salvata dall'oblio proprio dalla piattaforma di Reed Hastings - e Bojack Horseman (riscoprite qui la nostra recensione della sesta stagione di Bojack Horseman, una delle serie tv migliori dell'intero palinsesto streaming), perfetto nel ruolo di detective sregolato con la sua voce profonda, e sempre puntuale nel restituire allo spettatore quella comicità che a volte sfugge agli ospiti.

Murderville Murderville non è una serie davvero originale perché il format è stato già esplorato sette anni fa, ma è coraggiosa e completamente diversa dai soliti show che vengono ormai proposti a cadenza regolare. Il suo affidarsi all'individualismo di una guest star sempre diversa gli fa accogliere tutti i pregi e i difetti che sottendono l'improvvisazione: gli ospiti a volte sono un po' fiacchi nel seguire le linee comiche, ma quando si impegnano la demenzialità di Murderville riesce a strappare più di qualche risata. La serie è impostata come un gioco di ruolo, e sorprende la mancanza di una sottotrama che unisca gli episodi, ma è resa viva ed organica da un Will Arnett che fa da mattatore assoluto: il suo detective hard boiled è imbarazzante quanto basta e la sua bravura lo porta spesso a dover sopperire alle mancanze causate da alcuni ospiti speciali privi di guizzi umoristici.

6.5