NOS4A2: recensione della serie horror disponibile su Prime Video

Una protagonista problematica e un cattivo poco incisivo dimostrano che la vita vera, a volte, fa più paura di qualunque mostro

recensione NOS4A2: recensione della serie horror disponibile su Prime Video
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Dolci deliziosi, canzoncine allegre, balocchi sotto l'albero e istanti di serenità in famiglia. Il Natale sembra la festività perfetta, un momento di gioiosa sospensione dalla realtà, ma Nos4a2, serie horror prodotta da Shana Fischer Huber e Colin Walsh (da un'idea di Jami O'Brien), la trasforma in qualcosa di inquietante e grottesco. Nello scenario creato da questa serie tv, tratta dal romanzo omonimo di Joe Hill e disponibile su Amazon Prime Video, un uomo minaccioso di nome Charlie Manx rapisce i bambini per portarli a Christmasland. Ma un individuo dai poteri speciali ha la chiave per fermarlo.

Una serie che decolla (lentamente) dopo un inizio poco promettente

Il nostro commento a caldo dopo il primo episodio non è stato del tutto positivo a causa di un inizio di stagione un po' troppo tiepido rispetto alle aspettative. Fin dai primi minuti di visione è parso chiaro quanto il tono drammatico del prodotto oscurasse quello horror, facendo brillare la puntata molto più per la sua capacità di introdurre con sensibilità una protagonista problematica - invischiata in una vita che non le permette di emergere e di inseguire i propri sogni - più che per il villain della serie, il misterioso Charlie Manx (Zachary Quinto). Uomo sinistro, dalle fattezze di un vecchio inquietante, Manx rapisce i bambini che considera tristi o intrappolati in famiglie disfunzionali, per portarli con la sua Rolls Royce del 1938 nell'immaginaria Christmasland, non prima di aver risucchiato loro l'anima per ringiovanire. A lui erano stati dedicati complessivamente pochi minuti introduttivi, poco efficaci a delineare con successo un personaggio dalle potenzialità enormi.
La preponderanza di scene apparentemente uscite da un teen drama avevano anche contribuito a sfumare le linee di confine tra i target, indirizzando NOS4A2 più verso un pubblico adolescente che agli adulti a cui è dedicato il romanzo di Joe Hill.
Le restanti puntate compiono, come sperato, quel piccolo passo in avanti necessario a risolvere alcuni di questi conflitti, conducendo finalmente lo spettatore in un'atmosfera molto più inquietante di quella che il pilot aveva fatto presagire.

Sebbene i ritmi lenti della serie agevolino il presentarsi di situazioni che si ripetono e tolgano inizialmente un po' di dinamismo al prodotto, essi sono anche in grado di offrire lo spazio ideale per un attento sviluppo psicologico dei personaggi, a partire da Vic (Ashleigh Cummings) e dagli straordinari poteri che scopre di avere, fino alle figure secondarie, dalla complessità molto credibile.
Nonostante le premesse dalla validità ancora incerta, il percorso di Vic (che è al tempo stesso un tentativo di liberazione dalla stasi di una vita che sembra precostituita e una lotta contro un nemico inafferrabile) si snoda tra pericoli di ogni sorta. Tra questi Manx è solo una delle tante manifestazioni e nemmeno la più angosciante.
La scrittura che sta alla base di una serie tv come NOS4A2 dimostra tutta la sua validità nella creazione di elementi soprannaturali affascinanti e originali (alcuni individui speciali riescono ad andare oltre la realtà visibile tramite insospettabili oggetti di uso comune), la costruzione di vicende dalla forte carica emotiva e di personaggi abbastanza sfaccettati da appesantire quel senso di minaccia che si percepisce durante le dieci puntate.

La stessa Vic, messa di fronte alla possibilità di aiutare i bambini rapiti da Manx, si tira più volte indietro, spaventata dalle proprie capacità soprannaturali e sballottata costantemente da un conflitto familiare e l'altro, tra una madre che non rispetta le sue ambizioni e un padre alcolista che la sprona ma non è in grado di proteggerla.
La profondità di NOS4A2 e il senso di angoscia che permea la serie godono anche della validità di queste figure, a cui si aggiunge quella dell'inquietante Bing Partridge (Ólafur Darri Ólafsson). In quanto assistente di Manx, Bing è chiamato a compiere azioni terribili e il suo percorso particolare da uomo mite a spalla criminale passa attraverso la sua voglia di tornare bambino e l'impossibilità di farlo a causa di terribili segreti nel suo passato. Il suo ruolo, la sua "follia" e la sua apparente innocenza sono ancora più agghiaccianti di Manx stesso.

Charlie Manx: una figura sinistra, tra riferimenti culturali e limiti

Gli autori dei romanzi da brivido e gli sceneggiatori horror sanno quanto sia difficile spaventare. Gli esseri umani hanno paura di moltissime cose, a volte anche di quelle che non rappresentano una reale minaccia, ma portare quella paura tra le pagine di un libro o su uno schermo è tutt'altra storia. Non basta uno spavento momentaneo o dei banali schizzi di sangue qua e là per suscitare orrore, ma è fondamentale che il sentimento sia costruito con attenzione. Non c'è nulla come la paura per mettere gli individui di fronte ai propri demoni e per dare loro la possibilità di sconfiggerli. Vic McQueen nper questo rappresenta una grande protagonista, resa ancora più credibile da un'ottima interpretazione di Ashleigh Cumming. Frenata dai limiti sociali, spaventata, ma anche indurita dalla vita, Vic sembra incrociare la strada di Charlie Manx quasi per destino, lei che è una bimba sperduta tanto quanto quelli rapiti dal mostro. Decidendo di affrontarlo, dopo un attimo di titubanza che non le si può biasimare, Vic affronta anche i suoi stessi dilemmi interiori.
Sulla carta anche Charlie Manx avrebbe potuto essere l'antagonista ideale, inquietante - soprattutto nei panni di un vecchio raggrinzito e dai denti aguzzi - e apparentemente inarrestabile. Dicendo di voler salvare i bambini dalle loro famiglie dannose e disfunzionali, Manx ruba in realtà la loro anima per ringiovanire e dà vita a dei piccoli mostri affamati di carne umana, che poi confinerà in un luogo immaginario chiamato Christmasland.

Il suo particolare modus operandi è ricco di affascinanti riferimenti alla cultura horror di massa e al folklore natalizio. Manx rappresenta una rivisitazione della figura del vampiro a cui si fa cenno e omaggio grazie alla targa della Rolls Royce da lui guidata (Nos4a2 si può leggere Nosferatu, inquietante e ormai iconico vampiro protagonista dell'omonimo film muto del 1922), sebbene egli si nutra dell'anima delle sue vittime, invece del loro sangue. A donare a tutto questo un tocco di grottesco è l'atmosfera natalizia, che trasforma a sua volta Manx in una sorta di agghiacciante spirito del Natale. Egli promette ai bambini un luogo idilliaco dove ogni giorno è Natale e l'infelicità è illegale.
Infine è difficile non notare, nella trama costruita da Hill, una forte ascendenza dell'immaginario creato da suo padre, Stephen King, e non percepire in Manx (almeno in parte) l'ingannevole cordialità di Pennywise. Questi riferimenti, benché chiaramente percepibili, sono appena abbozzati e poco approfonditi. Nonostante il talento di Zachary Quinto, Manx rimane una figura troppo poco sviluppata, ingannevole e allarmante, ma mai davvero spaventosa.

Un personaggio che nel romanzo e nella graphic novel risulta crudele e terrificante qui si mostra quasi affascinante in tutta la sua intelligenza ed educazione, e finisce per far paura quasi esclusivamente per il suo essere apparentemente immortale e invulnerabile.
La tanto nominata Christmasland, infine, viene mostrata per un tempo brevissimo, un luogo certamente sinistro, ma che meritava un maggiore approfondimento.

Quando la realtà fa più paura dei mostri

Nonostante il potenziale poco sfruttato di un villain che avrebbe potuto terrorizzare, NOS4A2 è una serie tv che riesce comunque a emergere dalla lentezza del pilot e che è in grado di donare qualche brivido. Paradossalmente l'elemento che più crea un senso d'angoscia non è la componente soprannaturale della serie, ma la minaccia rappresentata dalla vita vera, che si manifesta nei suoi esiti più drastici in figure come Bing Partridge. La fantasia sembra passare in secondo piano, a favore di una scrittura che affronta con sensibilità, rispetto e realismo i problemi con cui Vic - e altri bambini e ragazzi come lei - deve convivere.

L'alcolismo del padre, che sfocia in momenti di inaspettata violenza, l'arrendevolezza di una madre che sente di aver fallito e ha paura di restare sola, la voglia di emergere in un mondo che incatena gli individui a sciocche etichette sociali: sono gli elementi di vero orrore di NOS4A2, ciò che trasforma le persone a volte in vittime e a volte in carnefici, ma che sprona alcune di loro a essere combattenti. Manx è un vampiro di anime, ma anche di emozioni, poiché si serve della vulnerabilità dei più deboli per i propri scopi. Se da un lato dunque NOS4A2 fallisce, ossia nella costruzione di un cattivo davvero cattivo e spaventoso, dall'altro si risolleva con determinazione nella rappresentazione ancora più soffocante della realtà, dalla quale talvolta è difficile salvarsi.

NOS4A2 - Stagione 1 NOS4A2 è in grado di sfruttare a dovere le atmosfere inquietanti del romanzo di Joe Hill, ma accantona troppo spesso i toni horror e fantasiosi per concentrarsi sul dramma dei personaggi e sulle difficoltà della vita reale. Il cattivo, il sinistro Charlie Manx, riesce a emergere poco, a causa di una caratterizzazione troppo debole e di una personalità che inquieta, più che spaventare. La validità della serie tv si riscontra però nella grande sensibilità con cui i problemi familiari e sociali della protagonista vengono affrontati, nella caratterizzazione sfaccettata dei personaggi secondari e nei brividi che un'ambientazione grigia e soffocante riesce a dare. Un prodotto discreto che riesce comunque a emozionare, intrattenere e a suscitare un senso di orrore in alcune scene ben realizzate.

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