Obi-Wan Kenobi 1x04 Recensione: un episodio sottotono

Il quarto appuntamento con Obi-Wan Kenobi è un concentrato di déjà-vu piuttosto povero e di passaggio, con troppi pochi spunti interessanti.

Obi-Wan Kenobi 1x04 Recensione: un episodio sottotono
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Dopo quattro puntate ci sentiamo piuttosto sicuri nell'affermare quanto anche Obi-Wan Kenobi, al pari di diverse serie Marvel, mostri in modo lampante le cicatrici di un processo gestionale non proprio a fuoco: la nuova produzione a tema Star Wars doveva infatti essere un film e, a due appuntamenti dal termine, la sensazione è davvero quella di star assistendo ad un lungometraggio allungato. Non è sicuramente il prodotto peggiore ad aver mostrato un simile decorso, poiché ci sembra calcolato un po' di più intorno alla formula seriale in particolar modo per quel che riguarda l'evoluzione graduale dei protagonisti e del loro rapporto, ma la sua genesi resta palese e la dimostrazione più efficace è il secondo salvataggio di Leia. E su una miniserie avere già ora una sensazione di déjà-vu non è mai una buona notizia, è inutile girarci intorno.

Anzi, avere in generale un senso di déjà-vu su una durata totale del genere va considerato come un errore da matita blu su un format che teoricamente dovrebbe trarre la propria forza dall'opposto, dall'opportunità di non ripetersi mai e sfruttare i vantaggi offerti dalla serialità. Detto ciò, il quarto episodio di Obi-Wan è certamente il più debole, alquanto povero di cose da dire e che alla fine rappresenta un mero momento di passaggio, dove al massimo si possono notare dei dettagli intriganti ma nulla più.

Salvare Leia...di nuovo

In seguito alla scorsa puntata (qui potete recuperare la nostra recensione di Obi-Wan Kenobi 1x03), ritroviamo il nostro Cavaliere Jedi (Ewan McGregor) in condizioni abbastanza delicate per le ustioni che lo scontro con Darth Vader (Hayden Christensen) gli ha provocato. Giusto il tempo di un meraviglioso parallelo proprio con il suo ex-allievo e di un ulteriore assaggio dei terribili sensi di colpa e incubi che perseguitano Obi-Wan e poi l'episodio vero e proprio prende il via: Leia (Vivian Lyra Blair) è infatti prigioniera di Reva (Moses Ingram) e bisogna salvarla a tutti costi prima che la temibile inquisitrice le sottragga informazioni vitali sulla posizione dei ribelli. Ed ecco arrivare immediatamente il senso di déjà-vu, perché è di nuovo un salvataggio di Leia, senza però le rivelazioni - per il protagonista a dir poco scioccanti - che avevano accompagnato la missione su Daiyu.

Quindi cosa resta? Una "semplice" infiltrazione - neanche tanto ricca di suspense - in una location dal grande fascino, cioè la fortezza dell'Inquisitorius su Nur, e poco altro. Un intreccio narrativo che purtroppo non fa altro che evidenziare al massimo grado le mancanze logistiche, per così dire, che la serie si porta dietro fin dall'esordio, quella mancanza di cura in alcuni dettagli che fa storcere un po' il naso. Ad esempio l'abusato cliché dell'aiutante carico di risentimento che prima non vuole soccorrere l'eroe ma due secondi dopo lo fa, la preparazione inesistente per un'impresa quasi insperata o anche il modo in cui fuggono dalla base, veramente goffo da vedere su schermo.

Qualche fioca luce

Nelle scorse puntate erano aspetti controbilanciati, se non proprio surclassati, dalla bontà del resto, ma stavolta c'è semplicemente troppo poco. E quel poco rimane comunque affascinante, non lo neghiamo: l'evoluzione di Obi-Wan ci sembra ancora perfetta; il Jedi sta lentamente riacquisendo familiarità e fiducia con la Forza, nonché le sue abilità da spadaccino, spinto anche dalle necessità del momento. Il suo rapporto con Leia si fa via via più intenso e aperto; la fortezza di Nur nasconde qualche sorpresa e Reva mostra una crudeltà assolutamente intossicante, che speriamo verrà a prescindere accompagnata da qualche rivelazione sul suo passato.

Insomma, alcuni spunti soni presenti, però non vanno a formare le componenti principali dell'episodio e ciò che li rimpiazza non ha lo stesso effetto, anzi, è un climax dei punti deboli dell'intera miniserie. Obi-Wan Kenobi è in pratica attesa al varco decisivo, perché necessita di un'accelerata sostanziosa sotto qualunque punto di vista - narrativo, creativo, emotivo - per non rischiare un finale non solo eccessivamente rapido e superficiale, ma anche insoddisfacente, che non dia il giusto merito ad un personaggio iconico.

Obi-Wan Kenobi Il quarto appuntamento con Obi-Wan Kenobi si rivela ad ora il più debole. Il che non equivale a dire terribile; è solo che si tratta di un episodio un po' troppo pieno di déjà-vu (il che in una miniserie è piuttosto grave) e di quegli aspetti logistici poco curati che il prodotto si porta dietro dagli esordi. Non è altro, infatti, che un nuovo salvataggio di Leia, senza però le rivelazioni scioccanti per il protagonista ricevute durante la missione su Daiyu. E quindi cosa resta? Una puntata con troppi cliché, con una missione insperata eseguita quasi senza preparazione e portata avanti troppo a caso, con degli escamotage troppo goffi da vedere su schermo. Permangono sempre delle intuizioni intriganti (l'evoluzione sempre perfetta di Obi-Wan, il rapporto crescente con Leia, Nur come location, la crudeltà di Reva), solo che non sono i protagonisti assoluti dell'episodio come capitato fino ad ora. Quando vengono messi in secondo piano, purtroppo Obi-Wan Kenobi cala alquanto drasticamente come qualità. Una serie che è attesa al varco, non ci resta che attendere.