Obi-Wan Kenobi 1x05 Recensione: il fine giustifica i mezzi?

Il penultimo appuntamento con Obi-Wan Kenobi è un netto miglioramento rispetto alla parte centrale della miniserie, ma certe cose ancora non tornano.

Obi-Wan Kenobi 1x05 Recensione: il fine giustifica i mezzi?
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C'è uno stacco qualitativo netto tra la storia che Obi-Wan Kenobi vuole effettivamente raccontare e l'inevitabile prender tempo sull'altare del dio minutaggio. E questa settimana ne abbiamo avuto un'ulteriore conferma: non c'è paragone - sul piano narrativo, drammatico e di messa in scena - rispetto al povero inseguimento visto su Mapuzo, nonostante ai nostri occhi la terza puntata avesse comunque concettualmente molto senso; veniva più che altro affossata da una realizzazione mediocre e una superficialità onnipresente, come abbiamo sottolineato nel nostro speciale su cosa non sta funzionando in Obi-Wan Kenobi.

Ciò vuol dire che quasi miracolosamente lo show Disney+ si è rimesso in carreggiata e ha corretto tutte le problematiche? Assolutamente no, ormai è chiaro che certe mancanze ci faranno compagnia fino alla fine, ma perlomeno tornano ad essere - in parte - controbilanciate da qualche barlume positivo. Resta la sensazione che, come miniserie, metta davvero troppa poca carne al fuoco per catturare lo spettatore e gli aspetti di contorno che dovrebbero fungere da cassa di risonanza per gli eventi ne vanno in realtà ad inficiare l'efficacia.

L'impero alle porte

Ritroviamo i nostri protagonisti sul pianeta Jabiim in seguito al salvataggio di Leia (Vivien Lyra Blair) dalla fortezza dell'Inquisitorius su Nur (qui potere recuperare la nostra recensione di Obi-Wan Kenobi 1x04), ignari del localizzatore piazzato da Reva (Moses Ingram) dentro il robottino Lola. Se ne accorgeranno ben presto, in quanto l'Impero e Darth Vader (Hayden Christensen) verranno presto a bussare alle porte della loro base e a Obi-Wan (Ewan McGregor) non rimane altro che il compito di guadagnare quanto più tempo possibile per permettere ai numerosi rifugiati di fuggire e così salvarsi. Puntata alla base di una linearità estrema e piacevole, che oltretutto finalmente ci ridà l'immagine di una ribellione orgogliosa, coraggiosa e, perché no, anche eroica a tratti - un deciso passo in avanti rispetto alla stucchevolezza a caso inserita verso la fine dello scorso episodio.

Esiste sempre quella banale regola secondo la quale per dare un forte colpo emotivo allo spettatore bisogna costruirlo nel tempo e qui è stato fatto, con una semplicità e una franchezza che non riusciamo a non apprezzare. Così come si è trovata una collocazione decisiva di Reva all'interno del tessuto narrativo, una svolta necessaria per un personaggio partito con basi affascinanti e rapidamente diventato una cupa parodia di sé stesso. Il colpo di scena su di lei funziona? Più o meno, ha un certo alone di forzatura un po' sterile (il leitmotiv di molti aspetti in Obi-Wan Kenobi), ma si conferma una potenzialmente interessante incarnazione dell'adagio "il fine giustifica i mezzi" in salsa Jedi.

Un Maestro e il suo Padawan

Molta della sua riuscita dipenderà dal series (o season visti i recenti rumor) della prossima settimana, c'è bisogno di uno sfogo o di una prova per tutto questo background. A non funzionare sono per l'ennesima volta le stesse due problematiche: innanzitutto il colpo d'occhio, esclusa la doppia premiere, continua a confermarsi su livelli alquanto insoddisfacenti e la CGI - specialmente sulle navi - di conseguenza fatica ad ingranare la marcia e a soddisfare. Anche in questo episodio certi movimenti delle astronavi sembrano tutt'altro che naturali, risultando perlopiù ingombranti e in ritardo.

Ed al contempo appaiono ancora altre situazioni che si sarebbero potute risolvere in modi molto più agevoli usando la logica più basilare possibile - perché Reva fa bombardare il portone quando potrebbe aprirlo subito con la spada laser in due secondi come farà dopo? E non è l'unico caso di una serie che troppe volte propone delle forzature pur di uscire da scenari che lei stessa ha creato o allungare il brodo, con il risultato di estraniare più e più volte lo spettatore. E allora tanto vale chiudere con una nota lieta, poiché l'episodio crea un immenso parallelo tra questo scontro tattico a distanza tra Obi-Wan e Vader e un loro duello d'allenamento quando erano ancora rispettivamente Jedi e Padawan, perfetto per incorniciare gli eventi.

Obi-Wan Kenobi Non sarà una puntata travolgente, ma il penultimo appuntamento con Obi-Wan Kenobi centra il bersaglio più volte di quanto lo manca. E già questo è un dato rassicurante rispetto ad una parte centrale di stagione davvero sottotono. Ci riesce con un episodio di una linearità estrema e piacevole, che vuole concentrarsi su pochi elementi per renderli almeno al meglio. Ad esempio ci consegna un ritratto di una ribellione finalmente orgogliosa, coraggiosa e a tratti anche eroica che sa di essere in una posizione di svantaggio ma non per questo vuole arrendersi all'inevitabile. Così come risulta meraviglioso l'enorme parallelo tra lo scontro a distanza tra Obi-Wan e Vader e un loro vecchio duello di pratica: sono due persone che si conoscono alla perfezione e continuano a prevedere ogni loro mossa e ogni loro debolezza. E rivedere l'Anakin di Hayden Christensen fa comunque a prescindere la sua parte, anche se per brevi momenti. I talloni d'Achille sono i soliti, da un colpo d'occhio che continua ad essere insoddisfacente (come la CGI) e le ormai arcinote situazioni forzate al limite dell'inverosimile, facilmente risolvibili in mille altri modi.