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October Faction: la recensione della prima stagione della serie Netflix

La nuova serie sovrannaturale di Netflix non convince malgrado un cast di buon livello e qualche spunto interessante

recensione October Faction: la recensione della prima stagione della serie Netflix
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Il primo episodio di October Faction, serie tratta dal fumetto di Steve Niles e Damien Worm, ci era sembrato interlocutorio, spesso divertente e ricco di buoni spunti ma anche con molti difetti evidenti. Abbiamo analizzato gli altri nove che compongono la prima stagione, per comprendere se le potenzialità della storia sono state sfruttate o se l'adattamento a opera di Damian Kindler (già al lavoro su Krypton) può essere definito una nuova occasione perduta.

Una normale famiglia di cacciatori di mostri

October Faction ha come protagonisti gli Allen, una antica e ricca famiglia americana che sotto un'apparente normalità nasconde molti segreti. Fred e sua moglie Deloris (J.C. MacKenzie e Tamara Taylor) girano il mondo come cacciatori di mostri per la potente organizzazione segreta Presidio, un mestiere ereditato dal padre Samuel, appena deceduto. I due coniugi tornano alla storica residenza di famiglia di Barington per il funerale, insieme ai figli diciassettenni Geoff e Viv (Gabriel Darku e Aurora Burghart), i quali non sono ancora a conoscenza del vero lavoro dei genitori ma stanno cominciando a sviluppare a loro volta degli strani poteri paranormali.

Come già scritto nel first look, la serie dimostra fin dal principio di volersi affidare a numerosi cliché narrativi per raccontare una storia che ha ben poco di originale: le dinamiche dei personaggi assomigliano molto a quelle di The Umbrella Academy, lo spunto ha molto di Supernatural. Le migliori frecce all'arco di October Faction sono un cast di protagonisti decisamente azzeccato e il tono ironico che caratterizza i migliori momenti dello show.

Fin dalla prima apparizione gli Allen vengono identificati come una normale famiglia di cacciatori di mostri, e proprio su questo doppio binario sono costruiti i primi quattro episodi. Da un lato ci troviamo di fronte al disagio di due adolescenti costretti a continui traslochi, al difficile inserimento in una nuova scuola, alla difficoltà di stringere nuove amicizie, a complicati rapporti tra genitori e figli e a un passato difficile da dimenticare.

Dall'altro ci sono i mostri da cacciare: vampiri, licantropi, creature più o meno note e pericolose mimetizzate tra gli esseri umani, ognuno con i propri poteri e scopi diversi. È proprio questo contrasto tra realtà così complesse da far coesistere che crea, in particolar modo all'inizio della serie, i momenti più riusciti, con un umorismo garbato ma d'impatto e dialoghi frizzanti che rendono piacevole la visione.

Sprazzi di orrore

La novità degli episodi successivi è che, pur senza abbandonare questa vena ironica, lo svelarsi dei misteri della famiglia Allen porta con sè anche dei momenti più puramente horror. October Faction non lesina sangue e spaventi ogni volta che ve ne sia necessità, e tenta anche la carta del dramma quando la verità sulla storia dei protagonisti comincia a venir fuori. Purtroppo è proprio quando la serie dovrebbe tentare il cambio di passo che i difetti diventano più evidenti. Le scene d'azione sono filmate in maniera piatta e poco incisiva, gli effetti speciali sono di livello piuttosto basso, i colpi di scena che avrebbero potuto risultare fondamentali sono spesso sprecati, presentati frettolosamente e banalizzati da dialoghi senza alcuna verve.

La serie a fumetti aveva uno dei propri punti di forza nell'atmosfera gotica che i disegni riuscivano a creare, ma che la serie di Netflix non riesce proprio a replicare. La scenografia è sufficiente, ma la fotografia non fa mai abbastanza per farsi notare e sfruttare le potenzialità dell'ambientazione.

È un peccato perché il cast di October Faction avrebbe meritato maggior fortuna. A brillare è soprattutto Tamara Taylor, già nota per l'interpretazione di Camille Saroyan in Bones, che qui riesce a dar vita a una Deloris carismatica, risoluta ed elegante, il vero e proprio motore della serie. Anche il marito interpretato da J.C. MacKenzie ha il volto giusto per funzionare come professionista della caccia al mostro, pronto ad affrontare qualsiasi pericolo ma con la flemma di un normale impiegato di provincia.

La storia del figlio Geoff, apertamente omosessuale alle prese con l'omofobia dei compagni, è narrata col giusto grado di delicatezza e realismo, mentre le vicende della sorella Viv, introversa e dalla vena artistica, appaiono spesso un po' artefatte e scontano dialoghi poco incisivi.

October Faction Purtroppo i dubbi che avevamo sollevato in occasione del first look non sono stati fugati. October Faction spreca un buon cast con una realizzazione tecnica piatta e una sceneggiatura non all'altezza. Anche la conclusione, che avrebbe avuto le potenzialità per aprire nuove prospettive per una seconda stagione già confermata, appare fiacca e affrettata. Il tono leggero mantiene la serie in linea di galleggiamento, ma non è abbastanza per arrivare a una sufficienza piena.

5.7