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Oktoberfest Birra e Sangue Recensione: la nuova serie tedesca Netflix

Siete davvero sicuri di conoscere tutti i retroscena che hanno portato alla creazione dell'Oktoberfest per come la conosciamo oggi?

recensione Oktoberfest Birra e Sangue Recensione: la nuova serie tedesca Netflix
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Oktoberfest: Birra e Sangue, fin dal suo titolo permette allo spettatore di capire l'intero mood della serie. Un nuovo prodotto originale Netflix ambientato agli inizi del ‘900, in cui saremo trasportati all'interno di una storia di intrighi e violenza, dove numerosi personaggi si daranno battaglia per ottenere il monopolio della celebre manifestazione che oggi attira ogni anno milioni di persone da tutto il mondo.

I sei episodi che compongono l'opera riusciranno a intrattenere il pubblico in maniera soddisfacente prendendosi comunque tutto il tempo necessario per mostrarci gli eventi chiave del racconto. Il disclaimer all'inizio degli episodi, che rimarca il fatto che l'intera opera sia basa su fatti reali, non potrà che accrescere il livello d'interesse del pubblico che, in una versione seppur romanzata, potrà assistere all'evoluzione dell'Oktoberfest e dei numerosi lati oscuri che si celano nella sua genesi.

L'importanza delle idee

A Monaco di Baviera, il protagonista Curt Prank, un determinato quanto ambizioso birraio, decide di sfruttare appieno il suo carisma per provare ad ottenere il monopolio dell'Oktoberfest, il celebre evento a base di boccali di birra e risa sguaiate. Fin dai primi minuti è possibile constatare l'aura di tragicità che caratterizza il personaggio, segnato da un evento che nel corso degli episodi ci verrà mostrato sempre più chiaramente, capace di condizionarlo anche in età adulta. In una particolare sequenza il protagonista, ritrovandosi a interagire con un losco individuo da lui assunto, comprenderà di non essere in alcun modo diverso dai criminali che si sporcano le mani seguendo le sue direttive. Un semplice dialogo in grado quindi di presentarci Curt come un individuo tanto scaltro quanto arrivista e subdolo, intenzionato a schiacciare qualsiasi avversario si metta tra lui e il suo obiettivo finale.

Le smodate ambizioni di Curt si scontrano così con le persone più altolocate di Monaco, che fin dall'inizio non vedono di buon occhio la sua idea di costruire un enorme tendone capace di contenere al suo interno ben 6000 persone, proiettando l'Oktoberfest verso scenari mai visti prima. Ritrovandosi di fatto contro tutti, il birrario inizia la sua scalata solitaria verso la conquista della città, in una parabola che, con le dovute accortezze, potrebbe in qualche modo richiamare alcune delle situazioni viste in pellicole come Gangs of New York di Martin Scorsese.

La storia che ci viene narrata assume così la valenza di una lenta quanto logorante partita a scacchi nella quale Curt si ritrova a fare i conti con altri birrai rivali (tra cui la famiglia Hoflinger), in un continuo crescendo di tensione e violenza che porterà tutti i personaggi in scena a non capire mai di chi potersi fidare davvero. Il ritmo dell'opera, che talvolta potrà risultare abbastanza lento in alcuni punti, spingerà gli spettatori smaniosi dell'azione a storcere un po' il naso, seppur l'intero blocco narrativo (salvo alcune sporadiche sequenze) riuscirà a intrattenere molto bene per tutta la sua durata, anche per via dei numerosi personaggi secondari che impareremo a conoscere con il proseguimento delle puntate.

La stessa figlia di Curt sarà spesso al centro della scena, impegnata ad emanciparsi dalla figura paterna senza sottostare ai suoi diktat.
Clara dovrà infatti lottare contro il suo stesso padre per non essere data in sposa al nobile di turno per un mero ritorno economico, ritrovandosi a sua volta sola contro tutti all'interno di un ambiente tutt'altro che idilliaco.

Brutalità senza fine

L'opera, pur non puntando sullo splatter puro, si focalizza comunque nel mostrarci la brutalità, a tratti viscerale, dello stesso protagonista che, talvolta impossibilitato a comprare con il denaro gli spazi dei suoi rivali, si adopererà per ucciderli, così da risolvere qualunque tipo di problema. La condotta sconsiderata di Curt lo porterà in questo modo ad addentrarsi in una vera e propria spirale di sangue e morte dove tanto i criminali comuni, quanto le persone più influenti di Monaco, si ritroveranno in qualche modo a doversi scontrare con lui, in una vera e propria lotta senza quartiere dove solo il più forte riuscirà ad avere la meglio. La cornice storica dei primi del '900 fornisce oltretutto numerosi spunti di riflessione anche riguardo gli usi e i costumi dell'epoca, mostrandoci tanto le innovazioni più grandi del periodo (tra cui il cinema) quanto gli scandali suscitati da una gravidanza fuori dal matrimonio o la dichiarazione pubblica della propria omosessualità.

La cornice dell'Oktoberfest diventa così un modo per mostrare lo spaccato esistenziale di inizio '900, un'epoca piena di contraddizioni e di lati oscuri, in cui i sogni, le ambizioni (così come i crimini) dei numerosi personaggi in scena diverranno il collante di una storia di ampio respiro ben narrata quanto soddisfacente.

Anche per quanto riguarda l'aspetto tecnico la serie riesce a difendersi molto bene, attraverso delle ottime scenografie capaci di trasportarci in maniera egregia nella Monaco di inizio '900, così come di un gusto per i costumi in grado di caratterizzare molto bene determinati personaggi, tutti selezionati attraverso un casting soddisfacente. Molto buona la regia, in grado di mostrare con chiarezza anche le scene più concitate relative alle colluttazioni, così come la fotografia, che vive di vistose libertà stilistiche, tali da enfatizzare un singolo colore accesso capace di avvolgere l'intera scena, per far risaltare momenti particolarmente importanti o drammatici.

Oktoberfest: Birra e Sangue Oktoberfest: Birra e Sangue risulta in definitiva una serie solida e ben confezionata, dotata di un ritmo sicuramente non adatto a tutti ma capace di prendersi il suo tempo in maniera intelligente, per dare a ogni personaggio il proprio spazio. Molto buona anche la performance generale di tutti gli attori coinvolti, capace di donare ai propri personaggi un ottimo grado di caratterizzazione. Sul fronte tecnico segnaliamo l'egregio lavoro di scenografia, unito ad una regia capace di restituire atmosfere appaganti, attraverso una fotografia peculiare.

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