Omicidio tra i mormoni: Recensione del nuovo true crime Netflix

Il documentario approfondisce le esplosioni che sconvolsero Salt Lake City nel 1985 e che coinvolsero la comunità mormone.

Omicidio tra i mormoni: Recensione del nuovo true crime Netflix
Articolo a cura di

Il genere true crime è decisamente in voga in questi anni e per gli appassionati c'è una grande quantità di scelta, visto il numero di produzioni che vengono proposte con una certa regolarità. Fin dall'arrivo di serie come Making a murderer, il true crime è esploso ed è possibile trovare la ricostruzione di una moltitudine di fatti di cronaca, celebri o meno familiari, come è evidente dalla nostra recensione The Jinx. Alcune serie hanno fatto parlare a lungo di sé, basti recuperare la nostra recensione di Wild Wild Country, o la più recente recensione di Tiger King.

L'ultima serie true crime arrivata su Netflix è Omicidio tra i Mormoni, che ripercorre l'incredibile vicenda che sconvolse gli Usa nel 1985 quando, a Salt Lake City, Utah, avvenne l'esplosione di due ordigni che uccisero altrettante persone, entrambe collegate all'ambiente della chiesa mormone. Il giorno successivo, una terza persona restò ferita, sempre a causa di una bomba artigianale. Chi si nasconde dietro questi attacchi? Cosa c'entrano i mormoni e il ritrovamento di testi dal potenziale dirompente come la cosiddetta lettera della Salamandra? Qual è stato il percorso che ha portato una persona a decidere di fare dei simili attacchi?

A dispetto del titolo, nel corso dei tre episodi la storia prende una piega imprevista ma comunque affascinante e che non staremo qui a raccontarvi per non rovinarvi l'effetto sorpresa. Senza dilungarci oltre, però, vediamo nel dettaglio se i due registi Jared Hess (Napoleon Dynamite) e Tyler Measom sono riusciti a proporre uno show soddisfacente e riuscito.

Una storia dai risvolti imprevisti

Il teatro della vicenda è Salt Lake City, capitale dello Utah, stato in cui buona parte della popolazione è di religione mormone. Tra l'altro, la città ospita la sede centrale della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, ossia la corrente maggioritaria del mormonismo, una religione relativamente recente, visto che è nata nel 1830. Una delle peculiarità di questa comunità religiosa è che molti dei suoi membri sono appassionati di storia e di recupero di testi risalenti alle origini, gli anni in cui Joseph Smith pubblicò il Libro dei mormoni dopo aver ricevuto diverse visioni, inclusa quella dell'angelo Moroni, il quale gli avrebbe indicato come ritrovare delle lastre d'oro scritte in egiziano riformato dal profeta Mormon e contenenti una storia diversa del popolo giudaico.

In una comunità così intenta nella ricerca di tesori del passato, non sorprende che si sia sviluppata una fervente attività di collezionisti di libri rari e antichi. Questa indagine incessante, però, può portare alla scoperta di documenti dotati della capacità di scuotere dalle fondamenta tutta la congrega dei mormoni e le credenze su cui si basa. È il caso per l'appunto della già citata lettera della Salamandra, ma anche della collezione McLellin, reperti al centro di una compravendita che vede coinvolta la stessa Chiesa Mormone. Anche le vittime delle esplosioni erano più o meno legate al rinvenimento e alla conseguente vendita di questi testi, che furono subito nel bel mezzo delle speculazioni.

People don't want to know

Omicidio tra i mormoni si presenta come un racconto in tre atti. Il primo episodio contestualizzata la vicenda - poco conosciuta per il pubblico italiano -, introduce la Chiesa mormone e alcuni dei suoi fondamenti e inizia ad instillare i primi dubbi e sospetti circa i possibili colpevoli e il movente, tramite un mix ben riuscito di interviste a diverse delle persone coinvolte più o meno direttamente, immagini di archivio e ricostruzioni.

Il secondo, invece, si concentra sulla fase delle indagini, sulle piste seguite, sui continui ribaltamenti di fronte avvenuti ad ogni nuovo indizio, ogni nuovo dettaglio o a ogni nuova intuizione emersi; il tutto mentre si cerca di capire la legittimità dei documenti ritrovati e delle conseguenze che potrebbero comportare in caso affermativo. Il terzo, infine, fornisce risposte e cerca di indagare l'animo della mente criminale che è stata capace di uccidere usando delle bombe, ma soprattutto il percorso che l'ha portata a quelle tragiche azioni che turbarono non solo la comunità mormone ma gli interi Stati Uniti.

Rispetto a Wild Wild Country e Tiger King - dove tra gli intervistati erano presenti personaggi larger than life come Ma Anand Sheela e Joe Exotic - ci troviamo in un campo decisamente più sobrio e meno folle o eccentrico, ma comunque affascinante, che fa leva sulle varie rivelazioni, poste sempre al momento giusto, per rendere la narrazione quanto più possibile coinvolgente. Uno degli aspetti più interessanti e riusciti di Omicidio tra i mormoni è l'essere riuscito a tracciare un confine su cosa significhi avere fede nei confronti di una religione o di un'altra persona.

Qual è la solidità di una Chiesa - che ricordiamo essere particolarmente ricca - o della fede individuale, se alcune lettere potrebbero mettere tutto in discussione e frantumare quanto è stato costruito? Fino a che punto le persone vogliono credere a qualcosa anche se non è reale, anche se dovrebbero avere dei sospetti? In fondo cosa è reale, cosa è vero? Chi lo stabilisce? "Se una cosa sembra vera e viene accettata come vera, allora lo diventa", cita Shannon Flynn, uno degli intervistati.

Purtroppo, nonostante la bontà degli spunti suggeriti dal documentario, Hess e Meason non sono riusciti a trovare l'equilibrio perfetto. Intendiamoci, la storia è intrigante e con una buona dose di colpi di scena, anche solo per la direzione che prende il racconto a dispetto delle premesse iniziali e del titolo; il tutto è impacchettato bene ma alla fine della visione ci siamo ritrovati combattuti.

Da una parte avremmo voluto una durata più lunga, in modo da approfondire meglio alcune delle tematiche e non limitarsi a scalfirne la superficie; dall'altra, forse, si sarebbe potuto ridurre il minutaggio ed evitare qualche ridondanza nei pensieri espressi dagli intervistati. Nel complesso, comunque, Omicidio tra i mormoni racconta una storia sorprendente e lo fa in maniera adeguata, dimostrandosi così un'aggiunta più che gradita al catalogo Netflix.

Omicidio tra i mormoni Tre esplosioni, due morti, un ferito. E poi la chiesa mormone; collezionisti e rivenditori di antichità; testi che potrebbero minare le fondamenta della religione stessa. Questi sono alcuni degli ingredienti alla base della storia appassionante di Omicidio tra i mormoni, il nuovo documentario true crime targato Netflix. La serie ha una durata contenuta di tre episodi in cui viene svolto un buon lavoro di ricostruzione degli eventi, presentati in modo da spiazzare gli spettatori che non conoscono i fatti su cui è basata. Insomma, è decisamente consigliata agli appassionati del genere.

7.5