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Outer banks: la recensione del nuovo teen drama Netflix

Outer Banks vi porterà nella Carolina del Nord con un racconto diviso tra amicizie, amori proibiti, e un tesoro nascosto da trovare.

Outer banks: la recensione del nuovo teen drama Netflix
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L'universo dei teen drama col tempo ha guadagnato popolarità andando ad incontrare un pubblico sempre più ampio. Partendo da Beverly Hills 90210, passando poi a The O.C., ha continuato a svilupparsi andando a mescolarsi con generi diversi, con la produzione di serie come The Vampire Diaries (del quale vi abbiamo svelato alcune curiosità in questo articolo su The Vampire Diaries) e il recente Riverdale, con una formula in parte innovata e in parte fedele alle sue radici. Netflix, seguendo questo percorso, arriva quindi a proporci Outer Banks, nuovo prodotto originale creato da Jonas e Josh Pate con Shannon Burke, che cerca di seguire la scia degli esponenti di maggior successo di questo genere. Disponibile dal 15 aprile e suddivisa in 10 episodi, Outer Banks mette in scena proprio elementi tipici del teen drama, con la particolarità di quella che è a tutti gli effetti una caccia al tesoro.

Carolina, here we come

La striscia di sabbia delle coste della Carolina del Nord viene definita Outer Banks, ed è qui che John B. (Chase Stokes), in seguito alla scomparsa del padre in mare, vive ormai da solo, passando il suo tempo con gli amici Pope (Jonathan Davis), J.J. (Rudy Pankow) e Kiara (Madison Bailey). Fatta eccezione per quest'ultima, gli altri componenti dei Pogue (questo è il nome che identifica il loro gruppo), provengono da famiglie povere, per una città che vede contrapposti ricchi e poveri sotto diversi aspetti, tra i quali anche una faida tra gli stessi Pogue e i Kooks (gruppo al quale appartengono i ragazzi delle famiglie più ricche).

La casa di John è spesso il punto di ritrovo per il gruppo, con le giornate che scorrono tra la spiaggia e le battute di pesca in barca. Ed è proprio durante una di queste escursioni in barca che i Pogue scoprono un relitto, trasportato dall'acqua dopo che un tornado si è abbattuto sulla loro cittadina. Essere Pogue significa guardare le spalle del proprio compagno, e, allo stesso tempo, vivere diversamente dai Kooks. Proprio per questo, il gruppo, nel trovare il relitto, vede finalmente la possibilità di riscattarsi, con il ritrovamento di un indizio riguardo un tesoro nascosto, che già il padre di John aveva cercato di scovare.

Da questo momento i ragazzi si mettono alla ricerca del tesoro, continuando allo stesso tempo la loro vita di sempre negli Outer Banks, tra relazioni pericolose e storie problematiche, trovandosi immischiati in una vicenda che si rivelerà essere più complessa e pericolosa del previsto.

Relazioni pericolose

Il racconto mette al centro il rapporto di amicizia che lega i ragazzi, in particolare approfondendo il personaggio di John B., che risulta essere il più carismatico del gruppo, protagonista anche di alcune delle scene più intense. Nell'articolo nel quale vi parlavamo delle nostre prime impressioni su Outer Banks, sottolineiamo come gli altri membri dei Pogue godessero di una caratterizzazione piuttosto scadente, che li vedeva rinchiusi in personaggi stereotipati e banali.

Proseguendo con gli episodi, questa sensazione sotto certi aspetti viene confermata, anche se per altri fortunatamente la situazioni migliora. Pope è il classico strambo del gruppo con un'intelligenza sopra la media, e, nonostante il poco spazio avuto nei primi episodi, col proseguo della storia viene approfondito, ed in particolare riemerge lo scontro tra ricchi e poveri, con il padre che lavora per le famiglie più ricche per assicurare un futuro al figlio. La figura di Pope si evolve soprattutto dal punto di vista emotivo, pur restando relegato sempre al ruolo di geek del gruppo. Anche J.J. viene esplorato maggiormente, dando spazio ai problemi col padre che lo spingono spesso al limite. Kiara è forse il personaggio che invece ne esce nel modo peggiore, senza dirci chi è veramente e senza presentare nulla di interessante che possa renderla meno banale.

Le relazioni tra i ragazzi e i loro rapporti con alcuni dei Kooks costituiscono il perno del racconto, e anche l'aspetto più riuscito della produzione, con il mistero del tesoro che viene spesso accantonato, sembrando più un pretesto per mettere in campo un villain che risulta in parte ben scritto, ma anche banale sotto diversi aspetti. La storia infatti vive di cliché e vicende riciclate da altre serie simili, non riuscendo a sfruttare appieno la vicenda relativa al tesoro che invece avrebbe potuto portare Outer Banks su altri lidi, distanziandola da altri prodotti simili.

Luci e ombre

Se sul piano della scrittura dei personaggi ci sono luci ed ombre (con i rapporti tra gli stessi che sono il punto forte della serie), per quanto riguarda il modo in cui si sviluppa la storia principale e riguardo gli eventi che la trascinano ci sono diversi problemi. Le scelte dei protagonisti sono spesso opinabili, e in più situazioni, alcuni punti di svolta della trama sono mal gestiti, con colpi di scena fin troppo telefonati. Anche sul versante della regia e della fotografia si alternano sequenze ben riuscite ad altre realizzate con qualche sbavatura. L'ambientazione è affascinante, e in molti casi predomina una certa atmosfera patinata contraddistinta da colori caldi che segnano i momenti di svago del gruppo.

Purtroppo, però, quando si tratta di inseguimenti o fughe, queste o vengono mostrate solo in parte, o sono confusionarie come accade soprattutto nel secondo episodio, dove la camera tremolante rende i momenti concitati non molto a fuoco. Forse, proprio per questa difficoltà nel mettere in scena l'azione, la serie accantona in gran parte la caccia al tesoro, puntando di più sullo sviluppo degli intrecci tra i personaggi.

Ci sono momenti in cui Outer Banks riesce a coinvolgere ed intrattenere nel modo giusto, ma resta schiacciata dalla mancanza di originalità e da troppi intrecci narrativi mal sviluppati. Il finale stesso non chiude la serie, ma ci lascia in sospeso in attesa di una seconda stagione, con un epilogo che non convince e lascia troppe situazioni irrisolte. Un ultima considerazione verso il cast: la recitazione in alcuni momenti è più che buona, ma è difficile sentir parlare di ragazzi di sedici anni quando vediamo alcuni attori che ne dimostrano quasi trenta, con inquadrature che troppo spesso puntano a metterne in risalto il fisico, cercando del fanservice troppo plateale.

Outer banks Outer Banks è una serie che riesce ad intrattenere e, a tratti, coinvolgere. Le relazioni tra i protagonisti sono il punto forte di una produzione che però mostra diversi limiti, soprattutto riguardo una scrittura non all'altezza con una storia che spesso sembra navigare a vista, proponendo sviluppi poco credibili e dando troppo poco spazio al mistero intorno al tesoro, finendo quindi per assomigliare ad altri prodotti di questo genere.

6.5