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Ozark 4 Parte 1 Recensione: l'inizio della fine per la famiglia Byrde

Arriva su Netflix la prima parte della stagione conclusiva della pluripremiata serie prodotta e diretta da Jason Bateman, ancora con qualcosa da dire.

Ozark 4 Parte 1 Recensione: l'inizio della fine per la famiglia Byrde
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A cinque anni di distanza dal suo debutto su Netflix, con due Emmy Award conquistatati da Julia Garner come Miglior Attrice non Protagonista e svariate e importanti nomination nei premi più importanti del settore, Ozark di Bill Dubuque e Mark Williams si appresta alla sua naturale conclusione. La prima parte di Ozark 4 debutterà infatti il 21 gennaio tra le serie Netflix di gennaio 2022.

Uno show che ha sempre dimostrato una progressione saggia e coscienziosa dei suoi personaggi e degli eventi criminali ambientati nella West Coast degli Stati Uniti d'America, cui centro narrativo sono stati e sono tutt'ora i Byrde, una famiglia della middle class di Chicago che si trova suo malgrado coinvolta nei traffici illegali di un pericoloso cartello di narcotrafficanti messicani (vi consigliamo di ripartire dalla nostra recensione di Ozark).

Se in una prima fase il piano era riconsegnare il denaro perso da Martin per tornare poi alla vita precedente, col passare delle stagioni i Byrde si sono dimostrati - chi più e chi meno - un vero portento nel riciclaggio di denaro e nel più ampio spettro della delinquenza, compresi tradimenti e omicidi, finendo infine a collaborare a stretto contatto con il capo del Cartello dei Lagunas, Navarro, che in questa prima parte della stagione conclusiva pretende che i coniugi Byrde lo aiutino a ripulire la sua immagine per avere definitivamente salva la vita e godersi il loro sporco e duro lavoro negli Ozarks (recuperate anche la nostra recensione di Ozark 3 per un veloce ripa

Disastri ambulanti

Bisogna ammettere che la serie prodotta, interpretata e in parte diretta dal bravo Jason Bateman ha sempre qualcosa da regalare. In termini specifici, le sorprese non sono mai poche durante gli episodi di Ozark, e l'affastellarsi e incrociarsi dei protagonisti e dei vecchi e nuovi personaggi non dà quasi mai modo di prevedere attentamente e con sicurezza i plot twist ben imbastiti dalla scrittura, che anche in questo inizio della fine resta puntuale e ben calibrata, centrata sull'evoluzione in stile breaking bad di Martin e Wendy - soprattutto - e sulla distruzione a tutto tondo di un nucleo familiare ormai irrecuperabile, divenuto venefico e costrittivo per tutti, nonostante l'inossidabile amore che lega i principali coinvolti.

La situazione non è delle più rosee, d'altronde: i coniugi Byrde devono in tutti i modi convincere l'FBI a raggiungere un accordo con Navarro, che vuole tirarsi fuori dai giochi del narcotraffico, dovendosela al contempo vedere con le mire dell'avido, giovane e pericoloso nipote di quest'ultimo, Avi, e riuscire a far cessare ogni attività di spaccio alla tenace Darlene. I jolly in campo sono poi diversi: abbiamo la sagace e agguerrita Ruth (una sempre incredibile Julia Garner) che va a piazzarsi dove meglio conviene, Jonah Byrde ormai cresciuto e consapevole dell'anima più spregevole della madre (Laura Linney resta nata per questo ruolo) e un detective privato tossico e insistente messo a indagare sulla scomparsa di Helen Pierce.

L'anima nera dell'America

Il metro cinematografico del prodotto resta solido e indiscutibile, centrato in senso bicefalo sull'introspezione drammatica dei protagonisti ma anche sullo spettacolo di qualità, interessato a costruire spesso ottimamente (alcune volte molto meno) sequenze intrise di tensione e sorpresa che ogni affezionato dello show saprà riconoscere come l'inizio di un tragico domino di conseguenze che in un modo o nell'altro non porteranno a nulla di buono.

E in fondo, con circospezione e carattere, Ozark tenta di addentrarsi con personalità nell'anima nera dell'America, in una corruzione morale di ideali e umanità che recide quasi ogni legame positivo ed etico per mirare a qualcosa di più concreto ma concretamente distorto. Una serie punitiva dove nessuno è mai al sicuro, in questa ultima stagione persino chi si pensava intoccabile.

Al netto di una successione di sorprese alimentata da una buona scrittura, puntuale e concentrata sulla giusta evoluzione delle relazioni e degli elementi narrativi in gioco, a mancare è forse quella marcia in più capace di modificare in senso diverso e "nuovo" l'incedere della storia e delle situazioni, qualcosa di realmente avvincente in grado di iniettare forte adrenalina nel corpo di un racconto che rimane tutto sommato un more of the same delle precedenti stagioni, seppure in crescita mirata. Resta inoltre da vedere come terminerà effettivamente questo ciclo conclusivo con i restanti 7 episodi, anche se poi il piccolo prologo con cui si apre la stagione lascia intravedere la mano di un fato negativo per i Byrde, in attesa di capire come terminerà l'ascesa criminale di una delle famiglie più contorte dell'attuale generazione seriale.

Ozark - Stagione 4 Ozark torna su Netflix con l'intenzione di portare a compimento la storia criminale dei Byrde con coerenza, qualità e cognizione, dando il calcio d'inizio a un finale dove forse sarà pressante la mano del destino. La serie continua a dimostrarsi uno dei prodotti seriali con più carattere e contenuto del listino Netflix, forse privo di una significativa anima umana ma freddo, diretto e concreto come i migliori thriller sanno essere, figlio della gelida ambientazione ozarkiana, ancora interessante e valido. Resta forse un more of the same narrativo delle precedenti stagioni, nonostante l'evoluzione in itinere delle relazioni interpersonali dei protagonisti coinvolti e dei rapporti collaborativi con il cartello di Lagunas, ma siamo davvero curiosi di scoprire come terminerà questa avventura dall'anima nera di questa corrotta, intraprendente e distrutta famiglia di Chicago.

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