Pam & Tommy Recensione: la serie che riscrive la figura di Pamela Anderson

Uno show che tratta della privacy eppure non voluta dalla persona che viene ritratta: Pam & Tommy è un serial su cui riflettere, come fa la storia stessa.

Pam & Tommy Recensione: la serie che riscrive la figura di Pamela Anderson
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Pam & Tommy si costruisce su un paradosso. La serie televisiva di Disney+ racconta del momento di intimità sottratto ai due vip e reso virale sul finire degli anni Novanta, mostrando quanto sia stato sbagliato il modo in cui è stato preso e diffuso, ma allo stesso tempo andando contro i voleri dell'attrice di Baywatch. Un riportare il primo grande evento della rete, nonché uno dei più famosi furti di materiale privato delle star internazionali, mettendo sotto i riflettori una storia che Anderson ha sempre e solo voluto dimenticare, come mostrano le puntate, eppure innalzandoci attorno un'intero racconto seriale che avevamo già iniziato ad analizzare nel nostro first look su Pam & Tommy.

Il desiderio e il compimento del lavoro creativo dell'ideatore Robert Siegel potrebbe rifarsi a quel Primo Emendamento che consente la libertà di parola e di cui usufruì il proprietario di Penthouse per riproporre i frame più piccanti del sex tape dei divi. Ma forse, in verità, parte da una delle storie di cronaca peggio trattate dei decenni scorsi cercando di restituire ai protagonisti dell'evento quella dignità che si videro sottratti e che c'è voluta probabilmente una vita a non far più sanguinare. È nel risultato complessivo che Pam & Tommy deve essere inquadrata, trasformando lo scoppiettio degli eccessi e della provocazione iniziale in un abisso distruttivo per un matrimonio e due persone.

La politica attorno al corpo della donna, ieri e oggi

Una messinscena che, a livello emotivo, propone linearmente quello che accade all'interno della storia. Un mutamento nel guizzo degli episodi iniziali che è inevitabile vada trasformando il proprio clima pur mantenendo il medesimo impianto registico. La mano di Craig Gillespie, alle prese con le prime tre puntate, rimane in sottofondo anche quando cede il passo ai colleghi dietro alla macchina da presa, che mantengono uno stile dinamico e frizzante per tutta la durata dello show, donando un'atmosfera coerente all'insieme di Pam & Tommy.

Nel riprendere l'accaduto del furto della videocassetta che ritraeva la coppia in un momento di passione coniugale, la serie ricerca una riflessione critica che possa restituire spessore ad una personalità femminile che venne pesantemente intaccata a causa della circolazione del materiale e che in quei 90s escluse del tutto la protezione e la difesa della privacy.

Non parteggiando per una delle due parti coinvolte, dando medesimo valore al trauma subito da Tommy Lee quanto da Pamela Anderson, lo show non può però che ristabilire degli equilibri per secoli sbilanciati verso la demonizzazione del femminile e il completo assoggettamento all'occhio di una società patriarcale. Mostrando la differente risonanza che i due famosi ricevettero, dove all'adulazione del membro di Lee veniva contrapposto il senso di vergogna da cui venne assalita Anderson, Pam & Tommy si dimostra consapevole degli sbagli compiuti nei confronti dell'interprete e risulta impossibile non comprendere a fondo quanto il titolo lavori proprio su un'oscillazione tra percezione maschile e percezione femminile. Quanto a cambiare sia il punto di vista a seconda dell'individuo che si ritrova al centro di un tale scandalo, dove il consenso di Pamela nell'apparire senza veli su Playboy venne diffusamente divulgato come indecenza salariata, poco distante dalla condivisione di un video che la ritraeva in un amplesso assieme al marito eppure, in realtà, al suo estremo opposto.

La concezione della donna che Pam & Tommy fa passare, facendo sempre in modo che si capisca quanto certi atteggiamenti vengano condannati al posto di altri, viene ripercorsa usando questo caso come esempio cercando a propria volta di mostrare le colpe che furono di tutti, non certo dell'attrice derubata e violata di un suo ricordo privato. La differenza tra scegliere coscienziosamente e attivamente sul come presentare e mostrare il proprio corpo, contro il suo utilizzo meschino e illecito. Un potere decisionale di cui venne privata Pamela insieme a Tommy e che segnò indelebilmente il destino della sua vita e carriera - abbiamo parlato del discorso sul corpo femminile anche nell'intervista alla regista di Pam & Tommy.

È Lily James il catalizzatore dell'umore della serie, che pur nascondendosi dietro il silicone e le numerose ore di trucco riesce a far trasparire dalle lenti a contatto color del mare l'irrequietezza di una donna che ha conosciuto l'amore e, immediatamente dopo, la perdita di ogni fiducia in un mondo in cui ha creduto, ma che ha finito per schiacciarla. Prova attoriale affiancata dalla frenesia del compagno di azione Sebastian Stan, anche lui in grado di perdersi dietro ai tatuaggi del batterista dei Mötley Crüe, facendo trasparire l'incapacità di un maschio alfa di entrare in empatia con la propria partner. Interpreti che ricreano una relazione che ha invaso i tabloid e che è tracollata dietro le mura della loro casa. La nascita, lo sviluppo e l'epilogo di un amore egregiamente riprodotto e intensamente vissuto.

Il mea culpa verso Pamela Anderson

Alla base certamente il dubbio sulla morale o meno dell'operazione di Siegel rimane e si fa spunto interessante sopra cui mettere in prospettiva Pam & Tommy. L'uso di un medium come quello audiovisivo che cerca di scusarsi con l'attrice per ciò che i suoi fratelli digitali hanno fatto (videocassette, ristampe analogiche, diffusione digitali, internet) eppure al contempo sapere di venire alla luce proprio contro la volontà della suddetta.

Se la storia non può però essere modificata, Pam & Tommy fa vedere che si possono almeno cercare di ridistribuire correttamente i peccati, di vedere come i tempi sono diversi per poter giudicare in retrospettiva cosa è accaduto e ragionare affinché si riesca ad essere più sensibili e coscienziosi. O, semplicemente, più umani. La serie ha perciò un decorso che va gradualmente perdendo la trasgressione e il brio delle puntate iniziali, ma con criterio visto che va addentrandosi in problematiche su cui porta a soffermarsi mentre cerca di ricostruire l'immagine sfasciata della donna. Il primo caso virale dal web, ma anche uno dei primi massicci casi di revenge porn. Che il passato possa aiutare a migliorarci. E a farci perdonare da Pamela Anderson.

Pam & Tommy Pam & Tommy, nelle sue prime puntate, è partita come una serie ironica, trasgressiva, sexy e travolgente. Nel proseguire, però, lo show assume una consapevolezza che in quei 90s non era contemplata, anni in cui la privacy di una donna veniva sbattuta in prima pagina e si strumentalizzava per poterle dire cosa fare o meno col proprio corpo. Il prodotto su Disney+, perciò, si addentra mano a mano in una riflessione sul primo grande evento virale della storia, ridistribuendo le colpe e cercando di chiedere scusa ai due divi che ne furono i protagonisti.

7.8