Paradisi Inesplorati, la nuova docuserie Disney di National Geographic

Nessuna spiegazione didattica, solo musica, immagini meravigliose e la sensazione di essere un esploratore privilegiato del mondo.

Paradisi Inesplorati, la nuova docuserie Disney di National Geographic
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Da tempo le piattaforme streaming ci hanno abituati ad apprezzare le meraviglie delle docuserie naturalistiche. Con produzioni ad alto budget e riprese dalla notevole qualità, ci hanno dato accesso ai lati più nascosti del pianeta, per noi normalmente irraggiungibili. Su Netflix ha spopolato il documentario Il nostro pianeta e Notte sul pianeta Terra (leggete qui la nostra recensione di Notte sul pianeta Terra!) ha conquistato gli spettatori con le sue avanzate riprese notturne. Ma anche Disney+ non è stata da meno, con una serie di prodotti targati National Geographic davvero degni di nota, tra cui è in arrivo (tra i titoli in uscita su Disney+ ad aprile) Nat Geo: Paradisi Inesplorati, un prodotto che desidera distinguersi dagli altri e imporsi come esperienza visiva e uditiva, più che didattica. Vediamo come!

Una vera e propria esperienza sensoriale

Che National Geographic abbia voluto creare una docuserie diversa dal solito lo si capisce fin dai primi istanti di visione, che abbiamo avuto modo di effettuare in anteprima. Lo spettatore si aspetta subito l'arrivo di una narrazione o di una spiegazione fuori campo, ma questa non arriva mai, sostituita da una leggera musica che dà vita a un contesto piacevole e rilassante. Gli scorci dei ghiacciai e le distese nevose del primo episodio non vengono introdotti da nessun intervento didattico o da ammonimenti su quanto l'inquinamento stia purtroppo rovinando il patrimonio naturalistico della Terra, ma l'atmosfera che si crea è quella di una delicata esplorazione del mondo.

Non è la prima volta che le piattaforme streaming hanno intuito l'importanza del connubio tra immagini e musica. Interpretando un bisogno quasi meditativo dell'osservatore, hanno dato vita a semplici riprese di caminetti accesi o aquari, da mettere in sottofondo durante una cena o una serata rilassante, oppure a veri e propri documentari basati solo sulla sfera uditiva e visiva. Con Paradisi Inesplorati siamo spettatori silenziosi di panorami tutti da scoprire. In cinque episodi, National Geographic descrive senza bisogno di parole i diversi volti della Terra - i ghiacciai, le metropoli notturne, i paradisi tropicali, i deserti e tutti quegli scenari che dall'alto formano pattern spettacolari - sulle note della colonna sonora prodotta da Neil Davidge.

Presa come esperienza sensoriale Paradisi Inesplorati è una docuserie che funziona e che non può non conquistare, grazie a una scelta musicale che fa da contrappunto a ogni scena. Compositore e orchestra sono in grado di accompagnare con attenzione gli ambienti presentati puntata dopo puntata, scivolando facilmente da un genere musicale all'altro. Se le silenziose atmosfere glaciali dell'Artico si adattano bene a una musica dal taglio cinematografico - a tratti delicata e a tratti intensa - le luci notturne delle frenetiche città hanno invece un sapore jazz.

Una fuga dalla vita di tutti i giorni


Paradisi Inesplorati non è tuttavia un'esperienza priva di difetti. Se considerata nella sua veste di titolo documentaristico si lascia andare a qualche debolezza. Fatta di immagini ed emozioni, la serie poco si presta non solo a educare lo spettatore, ma anche solo a informarlo su ciò che sta vedendo scena dopo scena. Ogni scorcio naturalistico si presenta in modo piuttosto generico, e non si specifica mai con apposite didascalie in quali Paesi del mondo il drone sia stato mandato a riprendere panorami così mozzafiato. Tutto ciò che possiamo sapere grazie ai titoletti di ogni episodio è il tipo di ambiente che stiamo per esplorare, un'informazione sufficiente se ciò che ci aspettiamo da questo titolo è la meraviglia delle immagini e della musica, nonché un'occasione per fuggire dalla vita di tutti i giorni.

Il titolo originale di Paradisi Inesplorati, "Earth Moods" avrebbe forse saputo descrivere meglio il concetto stesso alla base del prodotto. Senza seguire un ordine preciso, ma rispettando piuttosto una differenziazione tematica condotta da un episodio all'altro, questa docuserie sembra la rappresentazione visiva e musicale dei "capricci della Terra", di tutto ciò che di meraviglioso e particolare il nostro Pianeta può offrirci.

Paradisi Inesplorati è a tutti gli effetti un'esperienza visiva e sonora, rilassante e appassionante al tempo stesso, grazie alla quale lo spettatore può sentirsi un viandante anche senza muoversi da casa, un esploratore del mondo comodamente seduto sul divano. Questa serie intreccia il bisogno dell'essere umano di scoprire il luogo in cui vive, ma anche di trovare una sorta di pace sensoriale attraverso immagini e note. Un esperimento dall'impatto minore rispetto a un classico documentario basato su riprese, musica e storytelling, ma sicuramente ben riusciuto!

Paradisi Inesplorati Scegliendo di presentare allo spettatore solo il connubio tra immagini e musica, National Geographic effettua una manovra diversa dal solito. Paradisi Inesplorati è diverso dagli altri documentari e per questo forse meno d'impatto se paragonato alle grandi produzioni degli ultimi anni. Riesce però a raggiungere degnamente l'obiettivo di rilassare, meravigliare e commuovere l'osservatore, con riprese di qualità e una scelta musicale azzeccata.

7.5