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Paranormal recensione: la nuova serie horror egiziana di Netflix

Paranormal, nuova serie Netflix, vi porterà a seguire il viaggio di Refaat nell'Egitto degli anni '60, tra pericolose creature, miti ed epidemie.

recensione Paranormal recensione: la nuova serie horror egiziana di Netflix
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Mentre il cinema vede le proprie sale chiudere e i grandi blockbuster rinviati, il mondo delle serie TV, nonostante qualche ritardo, sembra essere sempre in grande fermento. Riguardo Netflix è indubbio che questi siano mesi importanti e, dopo avervi portato nei campi di battaglia della seconda guerra mondiale con la recensione di The Liberator e avervi parlato della famiglia reale con la recensione di The Crown 4, cercheremo ora di fare tappa in Egitto. Paranormal, serie egiziana da poco approdata su Netflix, ci porta a seguire una storia nella quale mito e realtà si fondono, in un'avventura che, seppur imperfetta, si è rivelata piacevole.

Oltre la ragione

Diretta da Amr Salama e tratta dai romanzi di Ahmed Khaled Tawfik , Paranormal, ambientata nell'Egitto degli anni '60, ha come protagonista Refaat Ismail (Ahmed Amin), ematologo che vede la sua vita basata su di una fede incrollabile verso la scienza e una incapacità emotiva irrisolta, che lo rende incapace di esprimere i propri sentimenti. Ogni avvenimento ha una spiegazione razionale, che Refaat classifica ricorrendo alle leggi di Murphy o a regole che si è costruito lui stesso nel corso della sua vita. Una serie di certezze che non ammettono voci fuori dal coro, escludendo tutto ciò che non è scientificamente dimostrabile.

Questo, nonostante la costante presenza nella sua vita di Shiraz, fantasma di una bambina che lo perseguita sin dall'infanzia. Refaat, interpreta le sue apparizioni come semplici illusioni della sua mente, mentre continua la sua carriera e la sua "relazione" con la cugina Huwaida, spinta più dalla famiglia che dai due. L'arrivo di Maggie, ex collega universitaria che torna per lavorare con lui, scuote la routine del dottore, segnando però anche l'inizio di una serie di eventi apparentemente inspiegabili. Infatti, tra epidemie, creature leggendarie, e fantasmi, si sviluppa una narrazione che vede ogni episodio incentrato su una figura fantastica particolare, continuando però, passo dopo passo, a sviluppare la vicenda principale, che andrà poi a risolversi negli ultimi episodi.

Paranormal mescola fantasy e horror, lasciando spazio anche ad approfondimenti riguardanti la vita di Refaat, che risulta quindi ben caratterizzato. Purtroppo non possiamo dire lo stesso per i personaggi secondari, mai incisivi e poco approfonditi, con figure importanti come Maggie (Razane Jammal) e Huwaida (Aya Samaha) che restano sempre in secondo piano, senza mai emergere veramente. Lo stesso Refaat, pur essendo ben scritto, non sempre riesce a sostenere il peso dell'intera serie e in alcuni momenti si cerca fin con troppa insistenza di presentarlo come una persona cinica e razionale. Un peccato, perché comunque la storia, eccetto alcuni momenti eccessivamente compassati, riesce a coinvolgere, portandoci in una cultura ricca di fascino.

Qualche sbavatura di troppo

Paranormal, a differenza di tante serie, riesce a proporre una prima stagione che si conclude, senza lasciare troppe questioni in sospeso. Un merito non di poco conto, soprattutto considerando il numero di episodi a disposizione di questa prima stagione. Purtroppo, proprio a causa di un minutaggio inferiore rispetto ad altre produzioni, anche le minacce che vediamo nei primi capitoli si esauriscono in modo forse troppo frettoloso e quasi casuale, pur restando piacevoli da vedere.

Oltre a questo e ad alcuni personaggi che accompagnano Refaat, spesso stereotipati e poco interessanti, ci sono anche altri problemi. Infatti, se la storia, nonostante alcuni passaggi macchinosi, resta intrigante, sotto il profilo tecnico ci sono luci ed ombre. Probabilmente, in tal senso ha influito anche il budget, motivo per il quale alcuni effetti speciali risultano meno convincenti e qualche sequenza poco riuscita.

Emblematica una scena nella seconda parte della stagione, nella quale il nostro Refaat sembra dover abbattere un muro, ma il risultato, un po' per l'interpretazione, un po' per i mezzi a disposizione, è goffo e lascia più di qualche perplessità. Questo, ovviamente, è solo un esempio e ci sono anche diversi spunti che vengono messi in scena nel modo giusto, ma resta il dispiacere nel vedere alcune sequenze oscillare spesso tra alti e bassi.

Tornando invece agli aspetti positivi, l'atmosfera della vicenda narrata è spesso azzeccata, con le scene più cupe che riescono a catturare e ad alzare la tensione. Certo, non ci troviamo davanti ad una serie prettamente horror, perché comunque spesso non vuole o non riesce a spaventare. Forse, con un'eventuale seconda stagione e un protagonista consapevole delle stranezze che lo circondano, in futuro potrebbe esserci spazio anche per scenari più tetri e coinvolgenti.

L'aspetto sentimentale di Refaat resta invece schiacciato dagli altri elementi e, se è vero che anche il personaggio è scritto in modo da sembrare quasi incapace di esprimere ciò che prova, questo non vuol dire che anche chi gli sta intorno debba godere della stessa sorte. In tal senso, i dialoghi sono spesso banali e poco appassionanti, con un triangolo amoroso poco azzeccato e qualche siparietto poco convincente. Paranormal, a conti fatti, si è dimostrata una serie capace di farci intraprendere un viaggio nel lontano Egitto, pur essendo limitata da alcuni problemi di scrittura e di budget, che le impediscono di alzare l'asticella, risultando godibile ma quasi mai memorabile.

Paranormal - Stagione 1 Pararnormal ci porta a scoprire un mondo e una cultura affascinanti, ma resta un prodotto afflitto da diversi problemi. Infatti, nonostante una buona caratterizzazione del protagonista e una storia interessante, ci sono molti difetti che impediscono alla serie di raggiungere altre produzioni dello stesso genere. Fortunatamente, resta il fatto che le basi per una seconda stagione importante ci sono, nella speranza che vengano limati i problemi di questo primo ciclo di episodi.

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