Patrick Melrose: la recensione della miniserie con Benedict Cumberbatch

Abusi, uso di droga, alcool, lutti e aristocrazia. La vita di Patrick Melrose in una parabola essenziale e una grande interpretazione.

recensione Patrick Melrose: la recensione della miniserie con Benedict Cumberbatch
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Bastano cinque episodi per raccontare la vita di un uomo; cinque attimi, momenti fondamentali che contribuiscono a plasmare una storia. Perché la vita, quella vera, è composta perlopiù da un'infinita ripetizione, da un'asfissiante routine, spezzata da pochi eventi significativi. Eventi microscopici nell'infinità del cosmo, eventi che per noi però sono il tutto. L'ambizione di David Nicholls è quindi proprio quella di racchiudere la vita in una miniserie essenziale, sfruttando il lavoro di Edward St Aubyn, romanziere che per primo ha messo su carta il ciclo narrativo de I Melrose, al quale la serie è ispirata. Patrick Melrose, da noi in onda su Sky Atlantic, è semplicemente questo, uno spaccato di vita dell'omonimo protagonista, fondato su poche cose peculiari e tanta, tantissima esperienza superflua. Ma non è poi così, la vita di ognuno di noi?

La vita di tutti

Patrick Melrose è un uomo come tanti altri, discendente della buona (e ipocrita) aristocrazia inglese; ricco, distinto, ma pur sempre un uomo. Non è un personaggio speciale, non è destinato a un destino superiore, a grandi imprese, a narrazioni omeriche. È un uomo come tanti altri, i cui problemi rispecchiano quelli di tanti altri, è normale. Gli stessi cinque quadretti che compongono la miniserie, quelli che dovrebbero essere gli elementi fondanti della sua vita, non hanno nessuna aura di incredibilità. la morte del padre tanto odiato, sullo sfondo di gravi dipendenze dall'eroina; un brutto momento dell'infanzia nella tranquillità della campagna francese; un party nel decadente fasto dell'upper class inglese dove conoscere la futura moglie; la stessa campagna francese, vissuta però da padre; la morte e il funerale della madre.

La perdita dei genitori, quella dell'innocenza infantile, il matrimonio e la paternità. Gli snodi della vita di Patrick sono esattamente quelli di chiunque, quelli che quasi potrebbero essere considerati i più banali, più prevedibili. Questo ci racconta la fondamentale semplicità della vita, l'essenzialità degli schemi di base, di una sovrastruttura universale. Ciò che cambia, che veramente differenzia ciascuna storia, sono i dettagli, gli infiniti modi in cui il grande dipinto generale viene riempito di variazioni. "Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo", recita l'incipit di Anna Karenina, e sta proprio lì il fulcro di Patrick Melrose.

Uno, nessuno e centomila Patrick

Questa vita di minuzie e sfumature è resa perfettamente da una scrittura intelligente, fondata su di una particolare brillantezza nei dialoghi - la cui matrice è squisitamente teatrale - dall'ampio spettro, capaci di valorizzare i momenti chiave come le futili chiacchiere della annoiata nobiltà. In questo aiuta molto anche la buona regia di Edward Berger, sempre attento a seguire il proprio protagonista, e evidenziarne le peculiarità e il punto di vista. Perché per quanto il cast sia ben nutrito di importanti nomi, Jennifer Jason Leigh e Hugo Weaving su tutti, nessuno può far distogliere l'attenzione dal Patrick di Benedict Cumberbatch.

Il Dottor Strange cinematografico è un istrionico catalizzatore, multiforme nella sua continuata transizione tra gli eccessi della dipendenza e la fredda sobrietà britannica, sempre al limite dell'esagerazione ridicola, in un'interpretazione che nella sua molteplicità ricorda il Di Caprio di The Wolf of Wall Street. Paradossalmente, il maggior difetto può essere identificato proprio nella strepitosa performance del protagonista. Non solo la sua estensione in alcuni momenti pecca di misura risultando stucchevole, ma finisce per eclissare quasi totalmente i comprimari, assumendo le fattezze di un one man show sbilanciato, e in quei casi poco incisivo. Nonostante tutto Patrick Melrose si conferma però una miniserie solida, interessante e ben fatta nella semplicità di fondo, che in fondo è la vita.

Patrick Melrose Cinque episodi per cinque momenti salienti ci dipingono la vita di Patrick, uomo problematico e segnato dal proprio passato, come tutti. Seguendo una traiettoria narrativa essenziale, Patrick Melrose coglie il nucleo dell'esistenza, grazie a splendidi dialoghi e la strabordante, fino all'eccesso, interpretazione di Benedict Cumberbatch.

7.5