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Peaky Blinders: Recensione della Stagione 5, disponibile su Netflix

Approda sulla piattaforma streaming la nuova stagione della serie britannica creata da Steven Knight: scopriamo se vale la pena guardarla.

Peaky Blinders: Recensione della Stagione 5, disponibile su Netflix
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Avevamo lasciato Peaky Blinders con l'elezione vinta da Thomas Shelby e il suo ingresso nel mondo della politica, un ulteriore gradino verso un'ascesa al potere che, nonostante i vari ostacoli, non sembra avere fine per il personaggio interpretato da Cillian Murphy. Ma, con l'aumento della posta in gioco, il rischio di un crollo si fa sempre più grande e all'orizzonte compaiono avversari sempre più temibili. Netflix accoglie la Stagione 5 di Peaky Blinders, che rappresenta l'inizio della discesa o sarà l'occasione per dare il via a un percorso di redenzione per una persona che fino a questo momento ha avuto ben pochi scrupoli pur di ottenere ciò che vuole?

La crisi economica

Nei sei nuovi episodi della serie creata da Stephen Knight, l'elemento storico è ancor più presente che nelle stagioni precedenti. Lo vediamo dall'impatto del crollo della borsa del 1929, che coinvolge tutta la famiglia Shelby e comporta il dover dare nuovamente priorità agli affari meno puliti della compagnia, divisa tra una facciata di operazioni lecite e un sottobosco di imprese illegali che fanno cassa e che, nel momento in cui il Giovedì nero ha praticamente mandato in fumo gran parte del patrimonio, tornano a essere la risorsa principale per provare a continuare la scalata o comunque a non perdere i privilegi acquisiti.

Ci sono anche nuove attività come le scommesse sul calcio, sport che in quegli anni stava diventando sempre più popolare, sintomatiche di un cambio di generazione tra vecchi e nuovi gangster.
Ancora più importanti, sono le dinamiche che vedono Tommy coinvolto con la nascita del partito fascista inglese e il rapporto a tratti ambiguo che il personaggio svilupperà con Oswald Mosley, futuro leader dell'Unione Britannica dei Fascisti.

Si tratta di un argomento delicato della storia inglese, che si riflette in toni più cupi rispetto alla passata stagione, dove il villain principale, l'italo americano Luca Changretta (Adrien Brody), era rappresentato in modi a tratti macchiettistici, soprattutto per una pronuncia dell'italiano poco convincente. Mosley, figura storica realmente esistita e interpretata magistralmente da Sam Claflin, è decisamente più convincente come antagonista, che non va sconfitto solo per una questione di lotta per il potere ma anche per le idee di cui si fa portatore.

I demoni di Tommy Shelby

L'animo di Tommy, protagonista indiscusso della stagione (al punto da mettere in ombra tutti i comprimari in diversi frangenti), è diviso e complicato. Lo vediamo vaneggiare sull'essere un dio, in preda a deliri di onnipotenza e all'incapacità di accettare un no.

La sua ascesa sembra non conoscere fine. Viveva in una tenda ed è arrivato ad avere una propria villa e a intervenire nel parlamento inglese. Ha le mani in pasta in tantissimi affari e talvolta sembra essere in possesso del dono dell'ubiquità. Eppure, si tratta di una persona tormentata. Tommy è afflitto da visioni e pensieri suicidi, teme di essere qualcuno che manda in rovina tutto ciò che tocca.

Ma non ci sta a lasciare il trono a qualcun altro. Sospetta che qualcuno voglia prendere il suo posto e si sente accerchiato, sostiene che nessuno lo ascolti ed è convinto che ciò possa essere causa di rovina. Murphy porta ancora una volta in scena un personaggio affascinante e tormentato, di fronte al quale è difficile restare indifferenti. Tommy incarna in pieno la mitologia del gangster, figura al di sopra della legge e della moralità, che lo spettatore si ritrova a invidiare e ammirare mentre lo vede andare incontro al proprio destino, che nella maggior parte dei casi consiste in un epilogo rovinoso.

Ma Tommy sembra poter sfuggire a questo destino, nonostante tutto, e di essere così indirizzato verso un cambio di prospettiva che lo porterà a diventare una persona diversa, capace di limitare la propria volontà di potenza. Gli episodi che compongono Peaky Blinders 5, infatti, sembrano rappresentare l'inizio di un lungo arco conclusivo che potrebbe portare a una qualche riabilitazione morale del personaggio. Il suo agire è spesso criptico, ma c'è la sensazione che inizi a essere guidato da un ideale e non dal mero tornaconto personale.

Intanto, gli altri Shelby non se la passano meglio: Arthur (Paul Anderson) continua la propria discesa e la sua brutalità non sembra conoscere limiti; Polly (Helen McCrory) vorrebbe godersi un periodo di tranquillità ma c'è sempre un imprevisto dietro l'angolo; Michael (Finn Cole) si scontra con la mancanza di fiducia da parte di Tommy; Finn (Harry Kirton) cerca di ritagliarsi un proprio spazio; Ada (Sophie Rundle), invece, risulta un po' ai margini e il suo personaggio non fa passi in avanti, anche se i suoi dialoghi con Tommy sono sempre affascinanti e ben riusciti.

Tra passato e futuro

Questa stagione affronta anche il passaggio dal vecchio al nuovo, perché i metodi di Tommy, Arthur, Polly e tutti quelli della vecchia guardia iniziano a sembrare antiquati rispetto al nuovo che avanza, incarnato nelle figure di Michael e Finn. Il primo, che inizialmente gestisce gli affari di famiglia in America, ci mostra come la famiglia gipsy non sia in realtà tenuta molto in considerazione al di là dell'oceano e che c'è bisogno di un cambio di rotta e di un nuovo approccio.

Inoltre, è consigliato e incalzato da una delle new-entry, la moglie Gina (Anya Taylor-Joy), che per il momento resta abbastanza indefinita anche se si capisce quanto influenzi le scelte del compagno e lo spinga in questo desiderio di ristrutturazione. Finn, invece, prova in tutti i modi a dimostrare il suo valore e finisce per dedicarsi alle scommesse sul calcio, che presto diventano più profittevoli delle scommesse truccate sulle corse dei cavalli, uno dei primi business di famiglia. Le fondamenta della Shelby Company Limited iniziano a scricchiolare e la tensione crescente potrebbe portare a uno scontro familiare, soprattutto a causa dell'insofferenza sempre più palese di Michael.

Pur mantenendo alti livelli, la serie stava iniziando a essere incastrata nella sua stessa formula, che si ripeteva schematica di anno in anno. La nuova stagione non è esente da questa impressione e le basi poste nei primi episodi sembrano far presagire un'iterazione del tutto simile a quelle degli anni passati, ossia la presenza di una nuova sfida che i Peaky Blinders riusciranno a superare.

Ci si accorge, inoltre, una volta arrivati al finale, che la Season 5 si dimostra essere interlocutoria e strettamente legata al nuovo ciclo di episodi che dovrebbe arrivare nel tardo 2020. Se da una parte questo maggior respiro degli episodi è positivo, dall'altra la conclusione può deludere per il modo in cui resta sospesa e per la prevedibilità che la caratterizza, dato che cade in alcuni cliché narrativi.

Il solito Peaky Blinders?

Se dal punto di vista dello sviluppo della trama c'è stata qualche novità, la messa in scena porta solo conferme e replica quanto di buono visto in passato. Immancabili le scene di camminate su un tappeto di musica rock a tutto volume, riuscito marchio di fabbrica dello show, così come i personaggi che trangugiano quantità incredibili di alcol e si vedono quasi sempre avvolti dal fumo di una sigaretta.

A tratti, però, si avverte la sensazione di assistere a scene che cercano solo l'appagamento estetico, andando a sacrificare il valore narrativo di quel che si vede. Non mancano poi dei momenti che sembrano presenti solo per la volontà di strizzare l'occhio allo spettatore con del fanservice. La colonna sonora, infine, continua a essere uno dei punti di forza e in questa occasione vede la firma di Anna Calvi, di cui sottolineiamo la bontà del lavoro.

Peaky Blinders - Stagione 5 La quinta stagione di Peaky Bliders presenta tutti gli elementi che l’hanno fatta apprezzare dal pubblico e, in più, ha provato a dare una piccola svolta alla propria formula, grazie a una storia che avrà un impatto determinante anche sui prossimi episodi. Nel complesso, dunque, abbiamo una season transitoria, che si occupa soprattutto di porre le basi per i conflitti che esploderanno in futuro. Per la famiglia Shelby si prospettano tempi molto bui all’orizzonte e sarà dura aspettare per conoscerne gli sviluppi.

7.5