Il Problema dei 3 Corpi Recensione: buona serie TV, pessimo adattamento

Nonostante una struttura antiquata e molte mancanze a livello di pathos, Il Problema dei 3 Corpi resta una serie godibile e dalla trama strepitosa.

Il Problema dei 3 Corpi Recensione: buona serie TV, pessimo adattamento
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Chi è cresciuto nei primi anni 2000 facendosi in pratica coccolare dalla straordinaria trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson e di conseguenza ha subito il fascino irresistibile del mondo tolkieniano, si sarà imbattuto certamente nella figura di Tom Bombadil. Un personaggio estremamente bizzarro, avvolto nel mistero, mai chiarito dallo stesso Tolkien e tagliato da Jackson, molto banalmente perché non avrebbe avuto senso nel tono epico conferito ai film. Bisogna entrare, cioè, nell'ottica che non per forza ogni singolo e minimo cambiamento ad un'opera letteraria sia da intendere come un tradimento e il recente live-action di Avatar lo dimostra - qui potete recuperare la nostra recensione di Avatar - La Leggenda di Aang. Lo stesso ragionamento deve applicarsi a Il Problema dei 3 Corpi sempre di Netflix: Benioff e Weiss avevano in mente una precisa idea o addirittura interpretazione, per così dire, del celebre romanzo di Cixin Liu e hanno portato su schermo questa loro versione, operando - a livello soprattutto di personaggi e ambientazioni - tutte le modifiche che hanno ritenuto necessarie.

Non siamo qui infatti per giudicare la qualità o meno dell'adattamento - cui dedicheremo una breve postilla alla fine della recensione - ma della serie che ne è fuoriuscita. E non ci sentiamo di dire che, a tal proposito, Netflix abbia mancato il bersaglio, anzi. È una produzione che cattura e a tratti riesce persino a conquistare con i suoi misteri inebrianti, ma dagli autori di Game Of Thrones - che fin quando hanno avuto il supporto del materiale letterario hanno creato qualcosa di stupefacente - non ci aspettavamo una struttura e degli errori non al passo coi tempi, che loro stessi hanno per certi versi aiutato a creare.

Una serie strutturalmente obsoleta

Ma facciamo, come al solito, un passo indietro e rispondiamo alla domanda forse più complicata (perché lo spoiler è davvero dietro l'angolo): di cosa parla Il Problema dei 3 Corpi? Ci troviamo in un mondo un po' scosso da numerosi suicidi di alcuni scienziati, il cui tratto comune è l'essere stati ossessionati negli ultimi giorni di vita da un misterioso conto alla rovescia. In più, dati registrati da numerose basi scientifiche su tutta la Terra iniziano improvvisamente a non avere senso, a mettere in dubbio qualunque scoperta scientifica fatta negli ultimi 60-70 anni e tutto sembra essere collegato alla storia di un'astrofisica cinese e di alcuni suoi esperimenti durante l'epoca della Rivoluzione Culturale voluta da Mao. Lo sappiamo, è una sinossi davvero generica che della serie in sé dice purtroppo poco, ma è paradossalmente a causa della produzione stessa, che sia a livello strutturale che concettuale è antiquata, in ritardo di almeno 15 anni sulla tabella di marcia.

Il pilot - e tutto ciò che a cascata ne deriva - ne è un esempio a dir poco lampante, che ricalca lo schema dei telefilm dei primi anni 2000 o comunque ben prima dell'avvento di Breaking Bad e dell'attenzione mediatica e di investimenti che ne derivò. All'epoca, d'altronde, il primo episodio non doveva essere solo un'introduzione alla storia, bensì aveva il compito di fidelizzare da subito lo spettatore e convincerlo a sintonizzarsi di nuovo la settimana successiva. E la strategia dominante era riempire il pilot di quanti più personaggi, plot twist, scene d'azione e dialoghi impattanti possibile, per poi naturalmente rallentare il ritmo in maniera drastica nelle puntate successive. Il Problema dei 3 Corpi funziona esattamente nello stesso modo ma nel 2024: la premiere è assurdamente densa, copre un quantitativo di avvenimenti immane per introdurre il maggior numero possibile di elementi.

Le conseguenze, però, non tardano ad arrivare, perché innanzitutto ogni singolo personaggio, evento o colpo di scena perde di efficacia, è superficiale, non ha il tempo di respirare e di essere assorbito dallo spettatore in tutte le sue ramificazioni. Le scene si susseguono vorticosamente, si intuisce con facilità il fascino estremo degli argomenti trattati ma nulla fa veramente breccia. E le puntate seguenti pagano il prezzo di una scelta tanto anacronistica, risultando povere, scialbe, lente, a malapena capaci di dare all'insieme un piccolo pezzo di un mosaico che, ribadiamo, resta elettrizzante. Il Problema dei 3 Corpi è una serie strutturalmente vecchia e, incastrata in un meccanismo moderno di pochi capitoli e di binge-watching, mostra irrimediabilmente - nonché immediatamente - tutte le sue debolezze e criticità, la più grave delle quali diventa la mancanza di pathos nella maggior parte dei casi.

Sembra sempre, infatti, che i personaggi stiano affrontando o siano in procinto di affrontare eventi che dovrebbero mettere a soqquadro la loro mente, le loro esistenze, il loro intero sistema di valori e di rado se ne sente il peso sulla loro caratterizzazione. Appaiono nei loro occhi dei countdown inspiegabili e tutto ciò che hanno sempre creduto sul mondo fisico potrebbe non aver senso? Fa nulla, un po' di stress in più ma niente di che. È talmente evidente, secondo noi, che questa narrativa dovrebbe essere supportata da molto più dramma umano che tale mancanza rende la visione, per larghi tratti, frustrante.

Il fascino di una trama sensazionale

Allora perché dare comunque un voto positivo? Perché tutto ciò non toglie il fatto che Il Problema dei 3 Corpi ha una trama ed un intreccio strepitosi, complessi, strutturati su più piani temporali e che vanno a toccare argomenti universali, questioni storiche di squisito interesse e, soprattutto, una delle fantascienze più dure e "reali" che si siano viste negli ultimi 30 anni. Per chi è amante del genere è ai limiti dell'impossibile non lasciarsi trascinare ed entusiasmarsi al cospetto delle sue tematiche, di questioni all'apparenza irrisolvibili, della brutalità di certe trovate visive e narrative, il cui apice è rappresentato dalle sezioni all'interno del videogioco. Sulla carta sono dei momenti sostanzialmente ridicoli, che richiamano molto una visione del medium stereotipata e approssimativa, eppure Benioff e Weiss hanno trovato il modo per renderle forse l'attrazione principale, grottesca e affascinante, inquietante ed incantevole.

E di fatto costituiscono pure un memento di quanto il duo di sceneggiatori, se affiancanti da un materiale di qualità cui attingere, riescano a trovare una chiave di volta peculiare nonostante i difetti strutturali e degli effetti speciali anch'essi non passo coi tempi e fastidiosamente artificiosi. Il climax ascendente delle puntate conclusive poi parla un po' da sé, un mix sensazionale di attesa snervante, nervi a fior di pelle, l'immancabile non capire più cosa sia reale o no e la sensazione incombente di un'apocalisse che non può essere evitata - o che magari non vuole essere evitata. C'è insomma tanto da apprezzare nella nuova serie Netflix, le cui potenzialità sono state però castrate dal suo involucro, che 15-20 anni fa avrebbe scosso le fondamenta del mondo dell'intrattenimento alla pari di Lost (e infatti i paragoni online si sono sprecati), mentre ora è appunto qualcosa di sufficiente o poco più.

La postilla finale vogliamo dedicarla, infine, alla questione spinosa dell'adattamento, come già anticipato nell'introduzione: Il Problema dei 3 Corpi è un buon adattamento dell'omonimo romanzo di Cixin Liu? Una domanda che ai nostri occhi ed in questo caso specifico è cruciale non tanto per la valutazione e l'apprezzamento della serie in sé, ma perché stiamo parlando di un libro dall'importanza capitale che rappresenta probabilmente il punto più alto raggiunto dalla fantascienza nel XXI secolo. E la risposta più candida e diretta che ci sentiamo di dare è no, non lo è.

Benioff e Weiss hanno proposto una versione "pop", se ci lasciate passare il termine, e semplificata del romanzo, più digeribile e comprensibile per un pubblico ampio al punto tale da sradicarlo dall'ambientazione originale e di conseguenza dalla maggior parte delle tematiche socio-culturali. Da questo punto di vista, Il Problema dei 3 Corpi di Netflix è eccezionalmente coerente con lo scopo e il mood che si era prefissato, anche se con un'ottica del genere sarebbe più corretto identificarlo come una rivisitazione, un re-imagining e non propriamente un adattamento - discorsi di tassonomia che tuttavia cambiano ben poco della nostra analisi.

Il problema dei tre corpi Si, è vero, Il Problema dei 3 Corpi di Netflix soffre di molte problematiche: la struttura è obsoleta è superata, il pilot vecchia scuola introduce troppo e in maniera superficiale e di conseguenza le puntate successive risultano povere e lente, i personaggi nella maggior parte dei casi non hanno reazioni emotive convincenti e realistiche ad eventi che dovrebbero sconvolgere i fondamenti della loro stessa esistenza, gli effetti speciali risultano troppo artificiosi e confusionari. E sono criticità molto pesanti, che castrano fortemente una serie dalle potenzialità straordinarie. Il voto nonostante tutto positivo lo dimostra, perché Il Problema dei 3 Corpi ha una trama ed un intreccio semplicemente strepitosi, che faranno innamorare perdutamente qualunque fan della fantascienza con le loro tematiche ed una profondità maestosa. C'è tanto da apprezzare al cuore di questa serie, è purtroppo l'involucro che proprio non vuole collaborare.

6.5