Ragazze Vincenti Recensione: l'accattivante serie Amazon sul baseball

Una serie dinamica e accattivante sullo sport, che cela però tutte le difficoltà dell'essere donna negli anni '40.

Ragazze Vincenti Recensione: l'accattivante serie Amazon sul baseball
Articolo a cura di

Ormai sature di contenuti in continuo aggiornamento, non sempre le principali piattaforme streaming sono in grado di offrire ogni mese prodotti capaci di spiccare tra tutti gli altri. Quest'estate, tuttavia, Amazon Prime Video ha deciso di metterci del suo, pubblicando un titolo potenzialmente in grado di conquistare un target ampio, tramite una narrazione grintosa e un sistema di personaggi interessanti e credibili. Tra il divertimento e il dramma, Ragazze Vincenti - La serie ha dato una rinfrescata all'omonimo film del 1992, approfondendo alcune delle sue dinamiche secondo le moderne esigenze di rappresentazione.

Il risultato finale è un prodotto ben confezionato, non perfetto in ogni suo aspetto, ma molto valido sia dal punto di vista della narrazione che della costruzione delle figure in gioco, nonché per la complessità e l'importanza delle tematiche affrontate. Ragazze Vincenti trasuda maschilismo, razzismo e omofobia da tutti i pori, colpiti duramente (a suon di mazza da baseball) dalle sue grintose protagoniste! E se desideri scoprire di più sul catalogo Amazon, non dovete far altro che spulciare le serie Amazon Prime Video di settembre 2022 e i film Amazon Prime Video di settembre 2022!

Ragazze vincenti: la serie reboot sulle Rockford Peaches

Erano i primi anni ‘40 quando la Seconda Guerra Mondiale sottrasse gli uomini dalle loro occupazioni giornaliere, per impiegarli sul campo di battaglia. Dall'industria allo sport, furono molti i settori pesantemente colpiti da questa assenza, che si fece sentire anche nel mondo del baseball. Le squadre maschili furono decimate dall'evento bellico e private dei loro migliori giocatori, lasciando così gli Stati Uniti con la necessità di trovare un rimedio alla questione. Fu così che nel 1943 - per iniziativa della Major League - nacque la All-American Girls Professional Baseball League, un campionato di baseball tutto al femminile, nonché l'unico modo che gli americani ebbero per non rinunciare del tutto allo sport che amavano di più.

Non priva di critiche, l'entrata in scena di team femminili non solo permise al baseball di sopravvivere al dramma della guerra, ma segnò un'evoluzione fondamentale dello sport stesso, determinando la sua apertura alle donne. Tra le squadre più note del periodo spicca per performance e risonanza quella delle Rockford Peaches, la cui nascita e le cui numerose vittorie vengono narrati nel film del 1992, Ragazze vincenti, con Geena Davis, Tom Hanks e una grintosa Madonna (a cui è stata affidata anche la traccia principale della colonna sonora).

A 30 anni di distanza dall'uscita del film di Penny Marshall, Amazon Prime Video ha pubblicato sulla propria piattaforma il suo reboot a puntate, creato da Will Graham e da Abbi Jacobson (che nella serie interpreta anche la protagonista Carson Shaw). Si parla di un reboot e non di un remake, poiché - malgrado le vicende siano simili a quelle narrate nel film - a essere presi in esame sono nuovi personaggi, che permettono al prodotto di prendersi alcune libertà e di approfondire alcune tematiche poco esplorate nel film degli anni '90. Dall'omofobia al razzismo, dal maschilismo alla faticosa corsa all'emancipazione, Ragazze Vincenti - La serie è una storia che racconta molto più dello sport.

Emancipazione femminile e libertà: storie di sport, ma soprattutto di vite

Come nei migliori sport drama, anche Ragazze Vincenti ha dalla sua una buona dose di grinta. Le dinamiche sportive sono il fulcro della narrazione e sono in grado di tenere alta l'attenzione dello spettatore con un equilibrato mix di fatiche e successi, merito di una regia in grado di mescolare istanti riflessivi e drammatici e scene più concitate.

L'essere donna, a inizio anni '40 (qui ben rappresentati grazie a bei costumi, una fotografia colorata e un'ottima colonna sonora d'epoca) rappresenta il primo grande ostacolo per le aspiranti giocatrici, che si trovano a fare i conti ogni giorno con il sessismo imperante e con delle convenzioni sociali particolarmente stringenti. In questo contesto Carson Shaw (Jacobson) fugge dalla propria vita e partecipa alle audizioni per entrare a far parte delle Rockford Peaches, una delle prime squadre di baseball femminili dell'epoca. Mentre cerca di allontanarsi dalla propria vita (che la vede sposata con un soldato, ma desiderosa di una carriera sportiva) Carson fa la conoscenza con Greta Gill (D'Arcy Carden), Jo Deluca (Melanie Field) e con numerose altre giocatrici, tutte vittime di una mentalità che cuce sulla figura della donna una fitta rete di stereotipi e aspettative. Basta però qualche lancio e qualche battuta per mostrare allo spettatore tutta la determinazione e il talento delle protagoniste, meritevoli di essere in squadra tanto quanto i colleghi uomini.

Le scene di allenamento e le competizioni sono la componente più entusiasmante della serie, ma proprio come avveniva in G.L.O.W., la serie dedicata al mondo del wrestling femminile (potete leggere qui la recensione della terza stagione di GLOW), la tematica sportiva è solo una piccola parte di tutto ciò che Ragazze Vincenti ha da offrire. Se il film del '92 si concentrava soprattutto sulle difficoltà delle giocatrici di risultare credibili in campo - proprio in quanto donne - la serie aggiunge a questo importante tema anche l'omofobia, il razzismo e le conseguenze di essere poco femminili di fronte agli spettatori sugli spalti.

In quanto oggetti di interesse per il male gaze - uno sguardo maschile che tende a sessualizzare il corpo femminile in ogni contesto - le giocatrici in Ragazze Vincenti devono in primo luogo lottare per conquistare il proprio ruolo professionale e sportivo, e per fare emergere le proprie capacità. Si aggiunge a questo una seconda difficoltà, quella razziale, che mette i bastoni tra le ruote soprattutto a Maxine Chapman (Chanté Adams), una talentuosa lanciatrice che viene automaticamente esclusa dalle audizioni solo per il colore della propria pelle.

A differenza delle "colleghe" ispaniche, tendenzialmente accettate dall'opinione pubblica, era molto difficile per una donna nera entrare a far parte di una squadra ufficiale, nonché trovare un lavoro in ambiti solitamente riservati ai bianchi o agli uomini. Questa abitudine verrà tuttavia strenuamente combattuta da Max, determinata non solo a inseguire il proprio sogno di diventare una campionessa di baseball, ma anche di abbattere le differenze razziali e di genere per sé e per la migliore amica Clance (Gbemisola Ikumelo), in un mondo che per le minoranze poteva rivelarsi addirittura pericoloso.

Che si tratti di grandi manifestazioni o di piccoli gesti quotidiani di discriminazione, le Rockford Peaches ne sono un continuo bersaglio. Non semplici giocatrici, ma donne con in mano una mazza (con tutti i doppi sensi che ne conseguono); donne avvenenti date in pasto allo sguardo sessualizzante del maschio, e talvolta considerate non abbastanza femminili e costantemente messe di fronte alle proprie mancanze (con sanzioni a chi non sa utilizzare adeguatamente il trucco o a chi si rifiuta di indossare una gonna). Attorno a una storia di lotta sul campo da baseball, Ragazze Vincenti tesse un'ottima storia di emancipazione e ricerca della libertà, in un'epoca in cui nessuna libertà - di lavorare, di amare e perfino di essere - poteva essere data per scontata.

Tra punti di forza e debolezze, spiccano i personaggi secondari

Se uno dei punti di forza di Ragazze Vincenti è il buon livello di scrittura, non tutta la costruzione di vicende e relazioni risulta altrettanto entusiasmante. Tra i personaggi si creano dinamiche interessanti, capaci di evidenziare con semplicità e immediatezza la forza delle relazioni, ma anche le difficoltà dovute a stereotipi, diffidenze e rivalità.

In quanto reboot del film originale, questa serie racconta le vicende di altri personaggi, garantendosi così un discreto spazio di manovra nell'esplorazione di dinamiche del tutto nuove, come per esempio l'amore omosessuale tra alcuni personaggi. In questo contesto non brilla la coppia alla quale viene dedicato il minutaggio maggiore, non tanto per le continue incertezze e i tira e molla - più che comprensibili, date le proibizioni dell'epoca - ma per la qualità delle interazioni, che si basano perlopiù su battute e giochi di seduzione, piuttosto che su una profonda conoscenza l'una dell'altra. Per le parti coinvolte risulta comunque una relazione importante, che accende il desiderio di non accontentarsi di ciò che la società prevede per loro. Al di là di questa dinamica centrale, sono particolarmente degne di nota le interazioni e le vicende tra i personaggi secondari, altrettanto cruciali nel dare vita a un gruppo sfaccettato e credibile di donne sulla via dell'emancipazione.

La narrazione corale sottolinea ambizioni, timori, battaglie, nonché stereotipi che si formano all'interno del gruppo stesso e che minano la sua stabilità. Se i personaggi principali sono il traino fondamentale della trama orizzontale, le figure di appoggio sono ciò che vivacizzano il contesto in cui Ragazze Vincenti si inserisce. Lupe è talentuosa e ambiziosa, Jess vive con difficoltà la necessità di apparire più femminile agli occhi del pubblico, Jo è la prima a essere additata come "invertita", e Shirley è una ragazza ansiosa e ipocondriaca che si lascia influenzare dal pregiudizio.

Una menzione d'onore va infine alle guest star Nick Offerman, nei panni del coach delle Peaches, e Rosie O'Donnell, che in Ragazze Vincenti del 1992 interpretava Doris e che qui gestisce coraggiosamente un bar gay. Tutte queste figure sono capaci di bilanciare simpatia e dramma (anche grazie a un buon livello di recitazione delle attrici) in una serie che ha molto da dire e che lo fa con un ritmo grintoso e accattivante!

Ragazze Vincenti - Serie tv La prima stagione di Ragazze Vincenti è il giusto mix tra dramma e simpatia, grazie a un'ottima scrittura e a una regia capace di sottolineare istanti intimisti e più grintosi. La tematica sportiva è centrale, ma ancora più importanti sono le vicende umane che gravitano attorno a essa, vite profondamente segnate dalle numerose sfaccettature della discriminazione, ma determinate nell'abbatterle. Razzismo, sessismo e omofobia vengono affrontate con semplicità e immediatezza, ma anche con intensità, rendendo la serie una reboot più attento e approfondito dell'originale film del 1992. Con un ritmo dinamico e un ottimo sistema di personaggi, Ragazze Vincenti è la serie sul baseball che porta in campo ambizioni, desideri e speranze, e lo fa in modo maturo e accattivante.

8