Reservation Dogs Recensione: la sorprendente serie Disney+ di Taika Waititi

Taika Waititi e Sterlin Harjo firmano la serie Star sul desiderio giovanile di fuggire, tra identità, radici e ironica naturalezza.

Reservation Dogs Recensione: la sorprendente serie Disney+ di Taika Waititi
Articolo a cura di

La crescita molto spesso ha a che vedere con la ribellione. E la ribellione è a propria volta il desiderio di esprimere una propria personalità che si cerca di esternare attraverso un determinato grado di libertà. Quella che la giovinezza richiede e che molto spesso deve vedersela con l'osservare tanti giovani voltare le spalle alle loro radici, non tanto dimenticandole o tradendole, solamente cercando di autodefinirsi rispetto a quel confine che da quando sono nati gli è stato imposto e da cui sentono di dover scappare. Sentimento che si amplifica più il perimetro del territorio designato è circoscritto, come per la riserva nelle campagne dell'Oklahoma in cui vivono i giovani protagonisti di Reservation Dogs su Disney+.

Come avevamo avuto modo di scoprire nelle nostre prime impressioni su Reservation Dogs, la "reservation" del titolo della serie si riconferma la condizione prima con cui i giovani personaggi devono necessariamente confrontarsi, vivendo appieno l'animo e le usanze della loro comunità, pur sentendo la spinta nel doversene allontanare. È un evento funesto a spingere sempre di più i ragazzi al di fuori dalle loro case, il destino tragico di un loro amico che desiderava partire per passeggiare sui sentieri della California, totalmente estranei alle tradizioni e ai costumi del proprio popolo.

Ri-scoprire le proprie radici

È alle origini della propria identità nativo americana che i personaggi guardano e che, pur non volendola rinnegare, desiderano comunque renderla secondaria per poter così muoversi nel mondo alla ricerca di vite diverse e di percorsi non ancora scritti.

È nel voler inseguire il sogno di un amico che non c'è più che si renderanno conto della propria natura, dell'ambiente che li circonda, di quanto dalla riserva non ci si può distaccare pur desiderandolo a volte con tutte le proprie forze. Perché è la vita quella che la comunità ha dato loro e che, purtroppo, ha visto spegnersi troppo presto l'esistenza di un ragazzo. Ed è tra il riscatto e la vendetta, la delinquenza e la correttezza che i personaggi dovranno tentare di trovare un loro equilibrio, quello che percepiscono incerto e che lo è ancora di più quando si è nel pieno dell'adolescenza. Affrontare la fine rappresentata dalla morte per i protagonisti di Reservation Dogs significa confrontarsi con loro stessi e con quei quartieri che abitano da tutta una vita. Con i cibi tipici, i modi di fare locali, i rituali funebri. Pur nel voler mostrare come i giovani vogliono andarsene dalla loro terra, la serie li ancora con maggiore insistenza alle loro consuetudini, quelle che appartengono a un intero popolo che nello scambio e nella vicinanza ha saputo proteggersi, difendersi e prosperare.

L'ironia dissacrante di Reservation Dogs

Legame con il proprio "Io" che si riflette nel contenuto della serie partendo innanzitutto dalla produzione stessa dell'opera su Disney+ (qui le ultime novità Disney+ di novembre 2021). Una compartimento tecnico e creativo composto quasi interamente da indigeni nordamericani, a partire dal suo ideatore Sterlin Harjo affiancato dal collega Taika Waititi, da sempre attento alle questioni identitarie come spesso ha riconfermato anche in altrettante sue operazioni televisive o cinematografiche.

E ad essere traghettato all'interno di Reservation Dogs è anche quell'humor sottile e sferzante che da sempre contraddistingue i lavori del regista di Thor: Ragnarok, insieme all'aria indie che ha caratterizzato gran parte della sua carriera, così come quella del suo collega Harjo. Un'ironia dissacrante pur nel suo essere delicatissima e spesso sottintesa. Una serie che vuole descrivere il passaggio dall'essere giovani al diventare adulti volendo andare contro ciò che ci è stato insegnato e che ci rimane comunque attaccato.

Reservation Dogs è la naturalezza del suo cast di attori che restituiscono con estrema verità l'appartenenza ad una cultura e, nel farlo, ragionano su pensieri dotati di un'innata purezza; quella buffa ed ironica di cui la serie si fa portatrice e che apparterrà per sempre ai personaggi di questo show, a dispetto di qualsiasi strada intraprenderanno - e che porterà la serie ad una seconda stagione già confermata.

Reservation Dogs Reservation Dogs di Taika Waititi e Sterlin Harjo presenta le anime dei suoi creatori, irriverenti e dalle atmosfere indie come molti dei loro lavori precedenti. A contraddistinguere il prodotto Star su Disney+ è soprattutto un'ironia dissacrante che il gruppo di giovani attori riesce ad esprimere con estrema naturalezza, la stessa che permette loro di offrire delle ottime performance all'interno della serie. Una storia che si concentra sulle proprie radici e su come, quando si sta diventando grandi, si ha poi intenzione di abbandonarle. Ma la strada per i protagonisti di Reservation Dogs è ancora lunga, come la loro comprensione della vita, della morte e dell'identità delle loro usanze native americane, che potranno probabilmente esplorare in profondità nella seconda stagione.

7.5