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Rick and Morty 4 Recensione: Una folle odissea implacabile su Netflix

La quarta stagione di Rick and Morty è ormai una prova di forza consolidata e sorprendente di una delle migliori serie animate attualmente disponibili.

recensione Rick and Morty 4 Recensione: Una folle odissea implacabile su Netflix
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Un'altra stagione è passata eppure di Rick and Morty sembra non essercene mai abbastanza, diciamoci la verità. La serie creata da Dan Harmon e Justin Roiland per Adult Swim è un'autentica confezione di pillole fantascientifiche ed esistenziali dalla durata di 20 minuti e dall'elevata assuefazione. Ne vogliamo in continuazione di più e, paradossalmente, vogliamo anche che questa perla animata si prendi sempre il suo tempo per continuare ad offrire la stessa qualità. Insomma, essere un fan di Rick and Morty è un'esperienza complessa e sfaccettata e non abbiamo neanche ancora preso in considerazione cosa si prova a guardare le folli puntate. Draghi sessualmente ambigui? Treni spaziali che in realtà sono espedienti narrativi? Tutto nella norma.

È una serie il cui riferimento più soft è probabilmente relativo ad una vasca d'acido. Ma chiunque abbia già divorato la seconda parte della quarta stagione, resa disponibile su Netflix - quasi certamente attraverso dei portali verdi - il 24 luglio, sa perfettamente che non c'è nulla di normale in ciò.

Gloria a Glorzo!

Ormai di cosa tratti Rick and Morty è noto a tutti: lungo gli episodi si seguono le avventure deliranti di Rick, una sorta di scienziato pazzo ma geniale e capace di inventare sostanzialmente qualunque cosa, e del suo nipote Morty. Un duo che entra praticamente sempre in conflitto a causa di personalità non proprio compatibili, avendo da un lato un burbero megalomane criminale intergalattico e dall'altro un ingenuo e dolce adolescente ben lontano dall'essere un genio e spesso interessato soltanto a realizzare le sue cotte - con modalità e tesori alieni discutibili.

In mezzo al caos più totale dovuto alle escursioni della novella strana coppia trovano spazio vicende apparentemente più regolari, degli spaccati di una vita familiare piuttosto turbolenta incentrati su Beth - figlia di Rick e madre di Morty - con suo marito Jerry e la figlia maggiore Summer. Questi sono i due pilastri portanti dell'intera serie, una sorta di mix tra i nuclei di Futurama e I Simpson portati all'estremo e la sfida della quarta stagione sembra essere un giocare continuamente su quanto e come possano mescolarsi, ora che il segreto di Rick è non solo stato scoperto, bensì addirittura interiorizzato dall'intera famiglia.

Quindi cosa potrà mai accadere? Ecco, questa è in assoluto la peggiore domanda che si possa mai rivolgere a Rick and Morty, poiché il serbatoio di creatività sconsiderata di cui dispone è illimitato. Un banale campeggio?

Ovviamente no, Rick ha ingravidato un pianeta. Una semplice disavventura su un mondo alieno? Si può fare, solo al costo di aver dato il via ad una rivoluzione sul suddetto mondo. Ogni topos della fantascienza classica viene smantellato pezzo per pezzo per essere poi ricostruito sotto le lenti del caos, dell'entropia e del nichilismo: luoghi comuni vengono azzerati, convenzioni totalmente riscritte numerose volte in un caleidoscopio in salsa sci-fi impossibile da fermare.

Saltare in una vasca d'acido

È come prendere solamente l'elemento dei viaggi spaziali di Futurama, spogliarlo di qualunque parvenza di logica e concatenazione casuale e infine sedersi a godere lo spettacolo. Una supernova di informazioni, regole e avvenimenti sommerge letteralmente lo spettatore, abituato da anni di prodotti convenzionali a tentare di trovare il bandolo della matassa. Non esiste una cosa del genere in Rick and Morty, in questo universo non importa nulla perché tutto può accadere o Rick può semplicemente decidere di inventare uno strumento che modifica ogni legge.

Qui si manifesta il meraviglioso sostrato della creatura di Harmon, irriducibile a delle lisergiche avventure spaziali: vi è un onnipresente leitmotiv di fondo, rappresentato da una visione appunto nichilistica della vita in cui ogni cosa non ha importanza se comparata con l'immensità dell'universo ed incarnato palesemente da Rick.

Un denso retroterra filosofico che esplode in tutte le stagioni di Rick and Morty dando vita a momenti emotivamente devastanti e i nuovi episodi non fanno eccezione, ci limitiamo a dire che una parola chiave sarà clonazione. E oltretutto la famosa diatriba del water è nota anche a chi non è un fan della serie. Però, per la prima volta, ci sentiamo di ammettere la presenza di tendenze in questa quarta stagione che esagerano e sfociano un po' nel manierismo più vuoto: innanzitutto la voglia di parodiare nomi importanti della storia del cinema, un aspetto presente da sempre ma che è parso in evidente crescita. Sono episodi a loro modo comunque brillanti, lo snake jazz ci accompagnerà a vita nelle notti più buie, ma la sensazione è che Rick and Morty dia il meglio quando si lancia nell'originalità più totale.

Infine, in una puntata in particolare, il gioco di virtuosismi e la valanga di twist, spiegazioni e contro-spiegazioni appare realmente esasperante, quasi come se fosse un modo per compiacersi da parte degli sceneggiatori più che una vera esigenza. Chiamarli difetti ci pare leggermente eccessivo, la quarta stagione rimane una prova di forza meravigliosa e unica nel panorama attuale. Vediamoli più che altro sotto la veste di campanelli d'allarme per il futuro.

Rick and Morty Rick and Morty è semplicemente un capolavoro, una delle migliori serie attualmente presenti nel panorama seriale. La capacità di reinventarsi continuamente e di capovolgere, distruggere, smantellare e ricostruire ogni topos del genere fantascientifico è qualcosa di straordinario. E questa quarta stagione fonde insieme in maniera ancora più salda le due anime dello show, lo spaccato di vita familiare e le avventure sci-fi. La creatura di Dan Harmon è una sorpresa che pare non fermarsi mai, giunta ad un passo dalla perfezione: qualcosa infatti scricchiola, dei veri e propri campanelli d'allarme per il futuro - l'eccessiva tendenza alla parodia o l'esasperante gioco di virtuosismi fini a sé stessi. Ma al momento non possono bastare questi dettagli a distruggere un'altra stagione fuori di testa e qualitativamente magistrale.

8.5