Scatola Nera: la recensione della serie italiana di Amazon Prime Video

Dal 25 novembre è disponibile Scatola Nera, un esperimento crime-comedy tutto italiano targato Amazon Prime Video.

recensione Scatola Nera: la recensione della serie italiana di Amazon Prime Video
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Otto protagonisti , otto attori, otto personaggi in cerca di una redenzione, di uno sfogo, di una rappacificazione con il proprio io. Otto personalità in fuga, costrette nell'isolamento di un casale, come in un novello Decameron, non lontano dalla peste ma dai loro problemi, inevitabilmente destinati ad affiorare negli angusti spazi in cui la serie è girata.

Dicevamo che le premesse di Scatola Nera, nuova italianissima serie disponibile dal 25 novembre su Amazon Prime Video, ricorda quello del capolavoro del Boccaccio, con la differenza che le storie raccontate non sono novelle pronte ad allietare le giornate di giovani spensierati in fuga dalla morte nera, ma racconti intimi, privati, interni ai protagonisti, utili a svelare gradualmente i tormenti e i segreti che i vari personaggi si portano dentro. Un esperimento particolare, coraggioso, che come vedremo convince solo in parte, ma che ha sicuramente il merito di aver portato una boccata di aria fresca, uno scossone nella serialità italiana, sempre molto immobile.

Eravamo otto attori in un casolare

I protagonisti di Scatola Nera sono i componenti di una sgangherata compagnia teatrale, portata da Tobia (Alessandro Betti), il capocomico, in un isolato casale per la rifinitura del loro prossimo spettacolo. Una scelta dettata dalla necessità pratica di avere il teatro occupato ed indisponibile, ma anche utile a rinsaldare l'affiatamento tra personalità distanti, legate tra loro da relazioni ed eventi passati a noi sconosciuti, gradualmente svelate, fino ad avere un quadro generale più chiaro, rivelatorio.

Ognuno degli otto episodi porta infatti il nome di uno dei protagonisti, fornendoci quindi di volta in volta un approfondimento personale, che va poi ad intrecciarsi comunque con le vite degli altri, in relazione a quelli che sono i microeventi che come un domino smuovono i giorni nel casale.

In tutto questo racconto di umanità si inserisce, con un montaggio alternato efficace e distensivo, la rappresentazione finale, lo spettacolo portato in scena, una brillante commedia tutta ambientata nella scatola nera del titolo, il caveau di una banca nel quale direttore, segretaria-amante, guardia e rapinatori rimangono intrappolati, creando una situazione dalla comicità arguta e spontanea.

Tra serio e faceto

È proprio questo montaggio ad alimentare la natura della serie, che vive su una forte dualità tra la commedia, rappresentata dallo spettacolo teatrale, e il crime drama, che lentamente tesserà le sue trame tra le stanze del casale.

C'è quindi una bivalenza forte, un discorso su realtà e rappresentazione, tra vero e finzione, rimarcato dai toni completamente diversi che le due facce della medaglia assumono. Dove nella realtà della serie esiste tensione, dissapore, persino odio, sul palcoscenico il tutto è soffocato dal riso, dalla repressione a cui i sentimenti sono costretti quando l'attore da persona reale si deve fare persona attoriale, maschera, pura rappresentazione di un'emozione decisa a tavolino.

Ed è qui, sul limitare delle due realtà, che scatta la magia, e singolarità egoiste, meschine, in collera tra loro, scoppiano in un'affinità cristallina, una spontaneità esilarante, un fiume in piena di risate. Dualismo tematico che si riflette anche nella contrapposizione netta che le due anime che compongono l'opera assumono nella sostanza, che vede lo spettacolo teatrale scritto e recitato con rapidità, spontaneità, fulminea ironia, mentre dall'altro lato le persone vere, gli attori in cerca di pace, sono impostati, carichi di retorica e gravità.

Il che è un esperimento interessante, una dualità di certo intelligente e ricercata, ma che non sempre riesce a mantenere un equilibrio, finendo per diventare pesante ed innecessaria in alcuni punti.

Scatola Nera Scatola Nera è di certo un progetto affascinante, un esperimento coraggioso e non perfettamente riuscito. Creare una serie che fosse allo stesso tempo brillante commedia, discorso introspettivo e racconto crime era oggettivamente difficile, ed infatti non sempre l’equilibrio della scrittura riesce a reggere le ambizioni, camminando su un sottile filo pronto a cede da un momento all’altro. Non tutti i personaggi sono riusciti, anche per il casting altalenante, ma alla fine l’impianto particolare riesce a tenere lo spettatore abbastanza incollato fino al finale aperto, che potrebbe benissimo rimanere un mistero, così come il gancio per una seconda stagione.

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