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Self made: la vita di Madam C.J. Walker, Recensione della serie Netflix

Dalla povertà alla realizzazione di un sogno, un assaggio dell'incredibile vita di Sarah Breedlove e della sua straordinaria forza interiore

recensione Self made: la vita di Madam C.J. Walker, Recensione della serie Netflix
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La vita di alcune persone di successo è stata alla base di libri, film e serie prodotti negli anni. Questo perché spesso quest'ultime possono essere fonte d'ispirazione per superare gli ostacoli che possiamo trovarci ad affrontare. Dei modelli che nascono dalla capacità di adattarsi ed evolversi fino a tagliare il traguardo desiderato. Self made: la vita di Madam C.J. Walker ci porta a ripercorrere le tappe fondamentali della carriera e della vita di Sarah Breedlove (interpretata da Octavia Spencer).

La storia di un'imprenditrice, filantropa e attivista statunitense considerata la prima donna americana diventata milionaria. Questa nuova miniserie biografica, vede come showrunner Elle Johnson e Janine Shermann Barrois mentre la regia è stata affidata a Kasi Lemmons (Harriet) e DeMane Davis. Sbarcata su Netflix il 20 marzo(dopo le docuserie Chi ha ucciso Malcolm X e The Pharmacist), questa si articola in 4 capitoli, e, dopo averli visti, ecco cosa ne pensiamo.

I have a dream

La forza di credere in sé stessi e nelle proprie idee, partire da zero e costruire un impero contro le avversità della vita: questa è la storia di Sarah Breedlove, e della sua trasformazione in Madam C.J Walker. La miniserie Netflix, che trae ispirazione dalla biografia On Her Own Ground di A'Leila Bundles, parte quindi da una base solida; la trasformazione di un sogno in realtà e una vita che offre molti spunti di riflessione.

Sarah, interpretata da Octavia Spencer, è un'afroamericana che lavora come lavandaia per vivere, e, non potendosi prendere cura a sufficienza di sé arriva addirittura a perdere parte dei suoi capelli (problema abbastanza frequente per le persone più povere dell'epoca). La svolta arriva dall'incontro con Addie Munroe (Carmen Ejogo), la quale offre i suoi prodotti per capelli in cambio dei suoi servizi come lavandaia. Sarah capisce però che quella vita le è stretta, come una scintilla alla quale manca l'ossigeno per poter scattare.

Così cerca di mettersi in gioco, arrivando anche allo scontro con la stessa Addie, della quale cerca di vendere i prodotti per capelli, dai quali prenderà poi ispirazione per la costruzione del suo impero. Dopo essersi sposata con Charles James Walker (Blair Underwood), che gli darà parte del nome, espande la propria attività, arrivando a fondare la Madam C.J. Walker Manufacturing Co., che la farà diventare una figura rilevante anche nella comunità afroamericana. Un esempio di emancipazione femminile, in un periodo nel quale anche essere afroamericani era un ostacolo in più di non poco conto. La storia affronta quindi tematiche importanti con alla base una storia incredibile, ma non tutto è andato per il verso giusto.

Il peso della storia

Considerando l'importanza del personaggio e le tematiche che si potevano affrontare, c'erano tutti i presupposti per un prodotto di qualità. Temi anche attuali come una figura femminile afroamericana che ben 100 anni fa non solo ha superato degli ostacoli all'apparenza insormontabili, ma che ha creato un vero e proprio impero.

Prima della donna in carriera, sarebbe stato interessante avere una panoramica sulla persona, e questo purtroppo non è accaduto. Questa miniserie, infatti, dedica alla parte più dura della vita di Sarah soltanto una parte del primo capitolo. Vediamo una persona in difficoltà che trova subito la risposta che cerca, una strada quasi in discesa che è in netto contrasto con quello che questa donna ha rappresentato.

Una visione limitata che, invece di scavare in profondità, si accontenta di mostrarci una scalata verso il successo quasi inarrestabile, senza dare importanza alla prima parte della vita di Sarah, che viene a malapena mostrata. Se questa è una scelta discutibile, anche la realizzazione non è esente da difetti, visto che non basta l'ottima interpretazione di Octavia Spencer per regalarci qualche emozione.

Un'emozione che non ha il tempo per venir fuori, in un concatenamento di eventi che lasciano poco spazio ad un approfondimento più intimo dei personaggi. Sia a livello di regia che di fotografia non ci sono grandi picchi tecnici, e anzi, ci sono diverse scelte discutibili. Nel primo capitolo, ad esempio, si cerca di mostrare letteralmente lo spirito guerriero di Sarah, con brevi sequenze (mal riuscite) in cui la vediamo sul ring con i guantoni: una metafora alquanto stucchevole, poiché basta raccontare le gesta di questo personaggio per vedere non solo una guerriera, ma un esempio formidabile sotto molti altri punti di vista. Un altro aspetto negativo è la colonna sonora, con la presenza di diversi brani hip hop che, invece di dare forza a quello che ci viene mostrato, spesso stonano risultando quasi fuori luogo.

Passando invece alle tematiche che potevano emergere, una figura femminile con questa forza poteva richiamare movimenti attuali come il Me Too, ma purtroppo lo spazio dedicato a certe problematiche è molto limitato.

Anche i problemi della comunità afroamericana del tempo vengono appena sfiorati, senza un vero approfondimento che avrebbe dato un tono diverso all'intera opera. Una miniserie che quindi mette in scena dei temi ma senza andare a fondo, mostrandoci una Madam C.J. Walker che già conosciamo, o che possiamo conoscere per quello che ha lasciato dal punto di vista del successo e dei traguardi raggiunti, senza mostrarci quello che c'è dietro. Per quanto riguarda i lati positivi, spicca sicuramente il cast, in particolare Octavia Spencer e la sua antagonista Addie Munroe (Carmen Ejogo).

Infatti, i momenti realmente emozionanti sono favoriti soprattutto dall'interpretazione delle attrici. Essendo quattro gli episodi di questa miniserie, anche il ritmo complessivo non è mai troppo appesantito, e anzi, alcuni passaggi avrebbero meritato qualche approfondimento in più per dare il giusto respiro alle scene e uno sviluppo adeguato alla storia. Ci sono alcuni momenti ben riusciti che intrattengono, ma la nuova produzione storica di Netflix resta un'occasione sprecata, soprattutto considerando il materiale di partenza.

Self made: la vita di Madam C.J. Walker Self made: la vita di Madam C.J. Walker è una miniserie con un ottimo cast, che poteva e doveva puntare ad un risultato diverso. Purtroppo non viene approfondita la persona dietro la scalata al successo, arrivando soltanto a sfiorare tematiche che invece potevano essere centrali in questa storia. Ci sono anche alcune fasi ben riuscite, ma non bastano a proporre un prodotto di qualità, soprattutto considerando il materiale a disposizione.

5.5