La serie di Cuphead Recensione: il sorprendente show animato Netflix

Il popolarissimo videogioco trova la sua dimensione totale in una serie animata dal successo assicurato. Ecco le nostre considerazioni a riguardo.

La serie di Cuphead Recensione: il sorprendente show animato Netflix
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Dopo il successo dell'omonimo videogioco, La serie di Cuphead è pronta a sorprendere fan vecchi e nuovi fra le uscite Netflix di febbraio 2022. Il run 'n' gun a scorrimento sviluppato dallo Studio MDHR riuscì a sconvolgere l'ambiente videoludico nel 2017 grazie al suo gameplay hardcore e alla sua estetica interamente originale, ispirata ai cartoni animati americani degli anni trenta (vi basterà rispolverare la nostra recensione di Cuphead per ricordarlo). L'opportunità di cogliere l'essenza di pietre miliari come le opere dei fratelli Fleischer o quelle del primo Walt Disney, unendole a un sistema di gioco ideale per lo streaming odierno, ha permesso al piccolo indie dei fratelli Moldenhauer di raggiungere una popolarità inaspettata.

Con le sue atmosfere e la sua impronta indissolubilmente legate al mondo dell'animazione, era solo questione di tempo prima che qualcuno si interessasse a cavalcare l'onda del fenomeno per portarlo su altri media. Netflix è stata la prima a proporsi per produrre una serie animata che avesse lo stesso stile e lo stesso mood del videogioco, potendo al contempo espandere l'universo narrativo dell'opera originale. Annunciato nel luglio del 2019, il nuovo show del colosso streaming promette di abbracciare un pubblico assai più ampio, dai giovani agli appassionati del videogame sfruttando un format leggero e coinvolgente. A embargo scaduto, analizziamo il progetto nella sua interezza.

Le avventure di Cuphead e Mugman

Come già accennato in fase di produzione, la trama avrebbe subito alcune modifiche per adattarsi al meglio al nuovo medium. In questo senso, gli autori si sono posti l'obiettivo di portare su schermo quanto più possibile del videogioco, preservando l'estetica caratteristica dell'opera. La soluzione ideale è stata quella di sviluppare una trama episodica, legata da un sottile fil rouge che guidi la narrazione fra le varie puntate. Mantenendo quindi una certa fedeltà per quanto riguarda personaggi e contesti, il Cuphead Show di Netflix offre agli spettatori numerose occasioni per sorridere.

La storia si svolge sulla fittizia Isola Calamaio, con i protagonisti Cuphead e Mugman che cercano di godersi la vita insieme a Nonno Bricco. Fra marachelle e scherzi senza fine, i due combinaguai finiscono per indispettire nientemeno che Satanasso, il diavolo che brama le anime dei viventi. In dodici episodi si alternano personaggi assai diversi e curiosi, capaci di ampliare lo spettro narrativo oltre la semplice sfida/fuga dal villain di turno con siparietti leggeri e dinamici. Fra vecchie e nuove conoscenze provenienti direttamente dal videogioco, i due fratelli porteranno su schermo tutto il loro brio.

Nell'affrontare le avventure delle tazzine e il loro mondo animato, lo Studio MDHR non sembra temere alcun confronto, e anzi attinge a piene mani dalla fonte per creare uno show quanto più completo e simpatico possibile. Con l'ausilio di episodi verticali e assai diversi fra loro, La serie di Cuphead intrattiene senza particolari difficoltà giocando con lo stile anni '30 in un ambiente vivace e colorato.

Il risultato è sorprendente: al netto di soluzioni narrative semplici ed estemporanee, che non vanno certo a costituire il reale fulcro dell'opera, lo show alterna squarci visivi di incredibile qualità a sequenze dal ritmo serrato. Non sarà raro incappare in citazioni ai capisaldi del genere (come gli scheletri danzanti delle Silly Symphnoies visti nel trailer), tra siparietti action a ritmo di ragtime e succulenti easter eggs che alternano l'animazione ai diorama e segmenti in 3D. Netflix riesce coraggiosamente a portare su schermo tutto ciò che i fan si aspettavano e desideravano, dando l'opportunità a qualsiasi spettatore di lasciarsi sorprendere.

Criterio ed equilibrio

Ricalcando assai minuziosamente le caratteristiche e le peculiarità che hanno reso inconfondibile il videogioco, l'animazione della serie è semplicemente perfetta. I fratelli Moldenhauer hanno confezionato un prodotto esteticamente senza pari, che tra musiche d'altri tempi e la sottile grana delle pellicole cattura l'attenzione di chi osserva per la sua bellezza nostalgica.

Approfittando di un sonoro e una regia che accompagnano sapientemente ogni azione, il ritmo rimane costante senza concedersi sbavature. L'opera di per sé rappresenta un traguardo tecnicamente impressionante sotto ogni suo aspetto, sostenuta da un comparto digitale che non fa sentire la mancanza del disegno a mano e permette di sfruttare le pratiche moderne per rendere ancor più spettacolare la resa d'insieme di ciascun episodio.La serie di Cuphead si mantiene quindi perfettamente in linea col materiale di riferimento, complice l'utilizzo di un format ideale per l'occasione, con episodi che non superano mai i 15 minuti di durata. Spicca la presenza di diversi intermezzi cantati, che uniti alle musiche originali di Ego Plum e a una narrazione poco profonda permettono l'affacciarsi anche di un target molto giovane, ma il tutto è controbilanciato da numerose gag e scenette che stuzzicheranno la mente del pubblico più adulto. Non si notano crescendo degni di nota, ma il tasso qualitativo rimane costante dall'inizio alla fine - regalando a più riprese sequenze memorabili.

Inoltre, proprio per via della sua natura episodica, il Cuphead Show si è rivelato la vetrina ideale per approfondire i diversi personaggi presentati come boss o NPC all'interno del videogame: oltre al già citato Satanasso, non mancheranno il carismatico Re Dado, i rissosi Ribby e Croaks, Porkrind e perfino Ms Chalice, protagonista dell'ormai prossimo DLC di Cuphead. Una volta concesso a ciascuno l'opportuno spazio, quasi tutti riescono a rubare la scena.

Un esperimento riuscito

Dopo diverse speculazioni e attese, possiamo confermare che La serie di Cuphead abbia proprio fatto centro. Lo show riesce a emergere grazie al suo comparto tecnico, che lascia spazio a pochissime sbavature, e a un format ideale per il binge watching o per la fruizione libera da particolari pretese. L'animazione retro sorprende per la propria qualità, al punto da chiedersi dove possa arrivare una produzione simile (se preservata nella sua totalità).

Pare già che in quel di Netflix abbiano risposto a questo quesito: lasciando aperte numerose prospettive all'orizzonte, con diversi nodi ancora da sciogliere, lo Studio MDHR sembra avere già in mente molto più di quanto ci abbia concesso di vedere. Non resta che attendere per capire quanto lo show riuscirà a sorprendere in termini di visibilità e popolarità. Con una cura del genere, non possiamo che sbilanciarci verso un successo assicurato.

The Cuphead Show La serie di Cuphead rientra nell'élite delle scommesse vinte da Netflix in termini di adattamenti videoludici. Appoggiandosi allo stesso studio che ha permesso al videogioco di raggiungere un grande successo, lo show animato si rivela semplicemente perfetto per caratura tecnica e fruibilità, concedendo numerose chicche agli appassionati e permettendo a nuovi fan di target completamente differenti di godersi un prodotto meravigliosamente old school.

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