Servant Recensione: l'inquietante serie Apple di M. Night Shyamalan

M. Night Shyamalan porta la sua voglia di raccontare storie anche sul piccolo schermo. Riuscirà Servant a replicare i suoi successi cinematografici?

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Nella guerra per il monopolio dei servizi in streaming si è inserita da qualche tempo anche la mela morsicata più famosa del mondo, con Apple TV+. La casa di Cupertino ha sempre abituato il suo pubblico a vittorie senza eguali con il suo stile inconfondibile. Stavolta però l'impresa si è rivelata ben più ardua, forse perché non sono state offerte vere e proprie "killing application" che dessero ad Apple TV+ un'appetibilità irrinunciabile, nonostante la qualità dello streaming Apple si sia rivelata superiore a quella dei competitors. Tra le serie comprese nel catalogo però, ce ne è un anche potrebbe rivelarsi il diamante grezzo che si aspettava. Si tratta di Servant, opera seriale horror nata dalla mente di M. Night Shyamalan, che abbiamo già annoverato tra le migliori serie Apple TV+. In dieci episodi il blasonato regista, riuscirà a replicare il successo di capolavori come Il Sesto Senso o Split ?

Tragedie familiari

Dorothy e Sean Turner sembrano avere tutto: lei è una reporter televisiva, lui uno chef molecolare molto richiesto, ma l'apparente tranquillità è turbata da un dramma che stanno vivendo. I Turner hanno infatti perso un figlio appena nato, Jericho. Per superare questo stato a Dorothy è stata affidata una bambola reborn che lei crede sia il vero Jericho. Assume addirittura una tata per accudirlo: Leanne. La situazione sembra portare giovamento a Dorothy, che si risolleva dal suo stato catatonico, ma qualcosa non va; dalla culla di Jericho arrivano dei vagiti.

Shyamalan Twist

Il regista di Servant, un tempo famigerato, caduto poi in disgrazia e risollevatosi di recente, è divenuto famoso per i colpi di scena con cui sconvolgeva l'assetto narrativo delle sue opere. Il suo stile ha preso anche un nome: Shyamalan Twist. Nel passaggio alla narrativa seriale M.Night Shyamalan non ha voluto rinunciare al suo tocco peculiare e sin dal finale del primo episodio il pubblico verrà proiettato in un universo in cui nulla può essere dato per scontato e d il colpo di scena rivoluzionario è dietro l'angolo.

Chi è il bambino che viene trovato nella culla? È stata Leanne?
Servant, quindi, solo inizialmente si poggia sui colpi di scena di cui viene riempito il racconto. Ciò rappresenta sia un grande pregio che un difetto, in quanto, talvolta, la trama sembra annacquata, gli eventi che portano avanti la storia si contano col contagocce e si resta in attesa del nuovo twist che sviluppi la trama. Questo difetto può essere dovuto all'inesperienza di Shyamalan nell'approccio alla serialità televisiva, strutturalmente più profonda e articolata di un lungometraggio. Servant sembra però proseguire di colpo di scena in colpo di scena, cercando di trovare un motivo legittimo al minutaggio di raccordo tra gli elementi. Non sempre vi riesce e la narrazione ne risente.

Un horror raffinato

Al di là di questo aspetto, che va a modificarsi nel corso degli episodi, non si può che applaudire l'atmosfera che è stata portata sullo schermo. Il ritmo è molto compassato. In momenti in cui apparentemente non accade nulla, Servant cova invece un'invisibile e crescente ansia che qualche sciagura possa abbattersi da un momento all'altro, in un'aura di oscurità che opprime lo spettatore. La fotografia è una reale predominanza del buio sulla luce, che non riesce a riappropriarsi della casa dei Turner; un luogo in cui la morte di Jericho ha prosciugato ogni segno di luminosità.

La tragedia è sempre presente in ogni angolo buio dell'abitazione. Come negli horror americani degli anni '70, la vera paura non nasce dal sangue e dai jumpscare, ma si insinua sotto la pelle dello spettatore, che si sente oppresso e circondato dall'oscurità di casa Turner, dall'angoscia della situazione aberrante ed irreale che sta vivendo.

Shyamalan ed il suo staff confermano quanto di buono si era visto in produzioni come The Visit e Split, riuscendo a raggiungere momenti di vero terrore e a frastornare lo spettatore con improvvisi cambi di ritmo, specie negli ultimi episodi. La trama resta piena di elementi criptici per gran parte della stagione e rimane in bilico tra l'incredulità per eventi inspiegabili ed il sospetto che qualcosa di soprannaturale influisca sul destino dei Turner e sulla condotta di Leanne, a favore della quale giocano coincidenze troppo stupefacenti per non esserlo.

Il finale

Trattandosi di Shyamalan è quasi doveroso dedicare un intero paragrafo al finale di Servant. In verità il destino di Jericho di Leanne e dei Turner negli ultimi episodi - che abbandonano lo scandire dei colpi di scena e si concentrano sul serio sulla trama - fanno trasparire quale sia il piano di Leanne ed il suo fine ultimo. Stavolta Shyamalan opta per un finale non così avvolgente, come per altre sue produzioni, ma comunque efficace e appropriato per una produzione horror che fa dell'angoscia il suo elemento più caratterizzante Un finale aperto, così come si conviene ad una serie che ha intenzione di durare, tant'è vero che Servant è stata già rinnovata per una seconda stagione.

Servant Servant è un’ottima novità nel panorama affollato delle serie televisive. Il catalogo Apple TV+, che non si è certo distinto come speravamo, con la produzione della serie targata Shyamalan tenta di far compiere al genere horror un ulteriore salto di qualità. La ricerca di uno stile tecnico peculiare e distintivo, per il quale si può iniziare a parlare di autorialità, non limita il target di Servant; una serie fruibile da un pubblico generalista, adatta persino a chi non ama l’horror. Con efficacia viene costruito un mondo angosciante, opprimente e assordante nel suo forzato silenzio, nel quale la tragedia immanente riempie ogni singolo fotogramma. In Servant gli exploit tecnici non restano fini a loro stessi, ma servono a dare un’identità artistica ben definita ed appropriata. Gli attori danno un’ottima prova, mescolando follia a lucidità in modo armonico.

7.5