She-Hulk 1x05 Recensione: una puntata che convince a metà

La quinta puntata di She-Hulk raggiunge da una parte le sue vette di follia e trash, mentre dall'altra mostra il fianco a qualche debolezza.

She-Hulk 1x05 Recensione: una puntata che convince a metà
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Ci sono momenti in cui She-Hulk ha dei veri e propri colpi di genio, che catturano perfettamente la sua essenza da comedy che non intende in alcun modo prendersi sul serio. E ripensare Titania come un'influencer con dei poteri che cita in giudizio Jennifer Walters per l'uso non autorizzato del suo trademark di She-Hulk è ad ora l'esempio culmine, l'apoteosi di un'idea folle composta quasi da parole messe insieme a caso che può funzionare solo in un contesto comico. Se poi è un concept capace di legarsi naturalmente a quella che è la tematica principale della serie, ovvero il complicato equilibrio da trovare tra Jen e la sua controparte verde, allora è una vittoria su tutti i fronti.

In altri momenti, però, e soprattutto in questo quinto episodio, la nuova proposta dei Marvel Studios tende a smarrirsi un po' troppo nelle storyline secondarie, nelle settimane precedenti tenute brillantemente a bada dal carisma e le rotture della quarta parete della protagonista o comunque da argomenti affini al mood generale. Adesso nessuna delle due eventualità è accaduta e di conseguenza abbiamo una puntata che si può definire a tutti gli effetti riuscita solo a metà.

Combattere un'influencer

Ritroviamo subito Jen (Tatiana Maslany) in difficoltà in seguito alla scoperta che Titania (Jameela Jamil) non solo ha registrato il suo nome da supereroina, non solo lo sta usando per una personale linea di prodotti di bellezza, ma l'ha persino citata in giudizio (qui potete recuperare la nostra recensione di She-Hulk 1x04). Il suo stesso lavoro adesso è a rischio, perché lo studio legale che l'ha assunta non può permettersi di avere un capo di dipartimento bersagliato e, perché no, anche umiliato in pubblico. Jen dovrà allora difendersi con l'aiuto di una sua collega che non la vede di buon occhio, mentre Nikki (Ginger Gonzaga) inizia un lungo viaggio alla ricerca di un sarto che possa confezionare abiti adatti ad una donna verde dalle dimensioni ragguardevoli.

Ora, come anticipato in apertura, la trama principale funziona alla perfezione: l'idea alla base di Titania è folle, esilarante e trash al punto giusto, ulteriormente alzando l'asticella che She-Hulk aveva preparato nelle scorse settimane e in più l'interpretazione della Jamil è favolosa; si lega egregiamente al conflitto interiore della protagonista, sempre più schiacciata dal suo essere una Hulk mentre nelle sue intenzioni iniziali doveva essere solo un incidente di percorso; ribadisce con forza le atmosfere legali della serie, trattate comunque all'acqua di rose per così dire, ma che danno ancora un tocco unico e distintivo all'insieme nonché una salutare pausa dal salvare il mondo e l'universo.

Attenzione alle vicende secondarie

Insomma, al pari di Hawkeye (vi rimandiamo alla nostra recensione di Hawkeye), She-Hulk conferma una peculiare tendenza all'interno delle produzioni seriali Marvel, che sembrano dare il meglio di sé quando raccontano piccoli angoli di questo immenso universo condiviso e non eventi che mutano l'esistenza così come la conosciamo. Questa volta. però, la serie fallisce nell'offrire una storyline secondaria piacevole - perché definire anche le altre degne di nota ci sembrava un'esagerazione: riesce sempre a legarsi in maniera interessante alla trama orizzontale con una gran bella chicca sul finale, ma nel suo svolgimento è solo un passare da un setting all'altro senza guizzi, comparse interessanti - fondamentali per una comedy - o particolari intuizioni.

Viene ad un certo punto vivacizzata dal dualismo tra l'adorabile ingenuità di Jen e l'incredibile savoir faire di Nikki, eppure rimane troppo poco per salvare sequenze insipide e dimenticabili. La quinta puntata rimane perciò riuscita solo a metà, che da una parte offre forse le vette migliori di She-Hulk per coerenza, sana follia e capacità di sfruttare persino le parti a prima vista più trascurabili dello show, mentre dall'altra mostra il fianco ad una fastidiosa debolezza cui non si può porre rimedio ogni volta.

She-Hulk La quinta puntata di She-Hulk è sicuramente peculiare, perché mette in mostra il meglio e il peggio della nuova serie Marvel. Abbiamo infatti probabilmente le vette migliori che il telefilm raggiunge per impatto comico, follia nelle idee messe in campo e del sano trash, culminanti nella figura di Titania, un'influencer con superpoteri che ha registrato il marchio She-Hulk e ha persino citato in giudizio Jennifer. Questa parte è perfetta, perché oltretutto riesce a legarsi magnificamente al centro nevralgico della serie, ovvero il conflitto interiore tra Jen e la sua parte Hulk, che sembra essere sempre migliore e più apprezzata di lei - nonostante sia in pieno controllo della trasformazione. La puntata, però, offre anche la più debole vicenda secondaria ad ora, davvero troppo pigra e priva di particolari guizzi o intuizioni, salvata solo da un paio di battute e un gran bella chicca finale. Troppo poco, specialmente perché She-Hulk ci aveva comunque abituato ad una gestione migliore anche delle sue parti a prima vista meno importanti. La strada tracciata, tuttavia, rimane comunque incoraggiante e non di poco.