She-Hulk 1x08 Recensione: la serie Marvel torna in carreggiata

Dopo settimane bizzarre e deludenti, She-Hulk torna in carreggiata con un episodio denso e intrigante, ma che farà certamente discutere a lungo.

She-Hulk 1x08 Recensione: la serie Marvel torna in carreggiata
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Da almeno un paio di settimane auspicavamo un deciso cambio di marcia per She-Hulk: Attorney at Law, la più recente serie dei Marvel Studios che, ormai quasi da tradizione, si era improvvisamente arenata nella parte centrale della stagione, bloccata in un pantano di mediocrità. E la risposta è finalmente arrivata grazie ad un episodio che, direbbe un certo personaggio che tutti aspettavamo, cerca di unire il meglio delle due anime diverse di She-Hulk, ovvero la parte legale e quella più supereroistica. Ci riesce? In sostanza sì, anche se con diverse pecche è una puntata che risolleva di gran lunga lo show, offre vari spunti intriganti - e sappiamo già che saranno incredibilmente divisivi - e spalanca le porte ad un finale ancora un po' nebuloso, a dir la verità, ma abbastanza accattivante almeno per come inizierà.

Ad un solo appuntamento dal termine abbiamo numerosi dubbi sulla gestione in generale della stagione e il terrore che per l'ennesima volta si possa incorrere in una conclusione troppo rapida non ci abbandona, eppure non riusciamo a rimanere indifferenti allo tsunami di avvenimenti cui abbiamo appena assistito.

Un avversario inaspettato

Ritroviamo Jen (Tatiana Maslany), che ha risolto una volta per tutte pace il suo dualismo con She-Hulk dopo il ritiro spirituale da Abominio (qui potete recuperare la nostra recensione di She-Hulk 1x07), costretta ad accettare un caso dall'infantile Eugene Patilio, a.k.a. Leap-Frog (Brandon Stanley), che pretende compensazione dal sarto Luke Jacobson (Griffin Matthews) per un grave malfunzionamento della tuta che gli ha creato. Ovviamente riluttante per il conflitto di interessi, Jen viene convinta dal suo capo e dall'atteggiamento indisponente di Luke a trovare un accordo, ma in tribunale le cose non andranno come previsto a causa di un avvocato avversario straordinariamente abile e preparato.

Non faremo nomi nonostante sia chiaro a chiunque di chi stiamo parlando, eppure al contempo sarebbe impossibile discutere dell'episodio senza soffermarci un attimo su questa figura, che si prende interamente le luci della ribalta. La domanda principale resta una e una soltanto: com'è stato trattato rispetto alla versione che abbiamo ammirato in precedenza?

Sorprendentemente bene, considerando il contesto di She-Hulk che, in quanto comedy, tende in maniera naturale a gonfiare il versante comico dei personaggi - Hulk e Abominio sono ad ora i capi più lampanti. Anzi, lo scontro verbale tra i due in tribunale, per quanto breve, resta uno dei momenti migliori dell'intera serie secondo noi, perché si vanno a toccare senza semplificazioni delle tematiche cruciali come gli accordi di Sokovia e la privacy da accordare ai supereroi.

Tra ripresa e solite mancanze

Complessivamente è un esordio vero e proprio ottimo e convincente, a parte una singola istanza con un frase davvero troppo cringe, che ci ridà un minimo di speranza per il futuro di questo personaggio, forse non destinato ad essere snaturato in toto come pensavamo. Ed è scontato che dalla sua presenza ne giova l'intero episodio, denso di avvenimenti e privo di momenti morti come nella prima parte di stagione: qualcosa sta sempre accadendo o sta per accadere, Jen rompe la quarta parete nei momenti giusti e con i giusti ed esilaranti commenti, viene portata avanti con una discreta disinvoltura il rapporto con la sua controparte verde.

She-Hulk avrebbe dovuto essere sempre così, gli scivoloni gravi delle scorse settimane diventano persino più incomprensibili quando poi si porta su schermo una qualità del genere - per carità, qualità non eccelsa, ma estremamente godibile. Jen trova anche il tempo di prendere in giro le numerose e folli teorie dei fan che ad ogni serie Marvel inondano l'internet in un'esemplare rottura della quarta parete ancora più meta. I difetti rimangono più che altro i soliti, da una CGI che si attesta su una mediocrità nel migliore dei casi a dei villain che non riescono minimamente ad incidere.

Si passa d'altronde da minacce di morte a volerla umiliare in pubblico perché ha avuto dei rapporti intimi, una cosa che sappiamo tutti essere immorale e vergognosa a quanto pare, non si sa. Intendiamoci, non è una cosa piacevole, tutt'altro, ma non è materiale da villain supereroistico. Trattate in tal modo le minacce non possono essere prese sul serio e non è la prima volta che accade in una serie o in un film Marvel.

She-Hulk Il penultimo appuntamento con She-Hulk sarà estremamente divisivo e i motivi sono molteplici. D'altronde segna il ritorno vero e proprio di un personaggio che stavamo attendendo tutti, una presenza che noi abbiamo ritenuto incredibilmente positiva non solo per il trattamento ricevuto, ma anche per la serie in generale. Sì, è una figura un po' gonfiata a livello comico perché inserita in una comedy ma, a parte una singola circostanza con una frase troppo cringe, ci è sembrato un ritorno sano e convincente, che ci dà speranza per il futuro. Il resto dell'episodio è ciò che She-Hulk avrebbe sempre dovuto essere, un insieme di avvenimenti costanti e senza momenti morti, con punte comiche riuscite - specialmente le rotture della quarta parete - e una Jen che finalmente, dopo il ritiro spirituale della scorsa puntata, cresce e supera dubbi e incertezze. Rimangono alcune criticità, in primis la CGI che non supera mai la mediocrità e soprattutto l'inconsistenza dei villain, che da minacce di morte e piani folli passano ora a volerla umiliare perché ha avuto rapporti intimi con qualcuno. Qualcosa di sicuramente orribile, intendiamoci, ma non è materiale da villain supereroistico o coerente con il resto.