Silicon Valley 6: Recensione della nuova stagione su Sky

Arrivano su Sky gli ultimi episodi dei nerd tecnologici più famosi della televisione: come se la cava la sesta stagione di Silicon Valley?

recensione Silicon Valley 6: Recensione della nuova stagione su Sky
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Con qualche lacrima e sicuramente tante risate anche i nerd di Silicon valley giungono al loro definitivo finale. La strada che ha portato Richard Hendricks dalla scoperta del suo miracoloso algoritmo alla fondazione di una nuova internet è giunta al capolinea, ma, dopo aver dato un primo sguardo Silicon Valley 6, l'epilogo, sarà soddisfacente per i fan della serie?

Pipernet diventa realtà

Ormai sono lontani i tempi n cui Richard ed il suo staff lavoravano alacremente nell'incubatore di Erlich Bachman: ormai Pied Piper e la Pipernet si avvicinano a larghi passi verso l'ingresso al mondo e la rivoluzione di una nuova internet sembra diventare realtà. Il problema, perché con Richard Hendricks ci sono sempre problemi, sono i finanziatori, il creatore dell'algoritmo delle meraviglie deve stavolta barcamenarsi tra finanziatori dalla dubbia etica e sicura condotta criminale e Laurie che, tornata dalla Cina, vuole fronteggiare a modo suo Pipernet.

Alla fine sarà Russ Herman, come al solito, con i suoi modi bruschi e la sua esilarante follia, a risolvere la situazione soldi e Pipernet potrà andare online! Fine, sipario, tutti a casa? No, non è così. Un ennesimo ostacolo si frapporrà tra Richard ed il suo successo totale e stavolta niente e nessuno potrà evitare il fallimento.

Partire, ma è meglio viaggiare o giungere a destinazione?

Scegliere il finale di una serie è un'attività delicata e, per lo più, mal riuscita. Ci sono finali controversi (Lost, Game of Thrones), finali aperti ad interpretazioni (Twin Peaks), finali che piacciono (The Big Bang Theory) e finali che decisamente non piacciono (How I Met Your Mother). L'epilogo di Silicon Valley sceglie la strada dell'agrodolce, optando per una delle letture che sin dall'inizio potevano essere date alla serie.

Mike Judge, John Altschuler e Dave Krinsky, autori della produzione HBO, fanno chiaramente capire che non è importante la meta alla fine del viaggio, ma il viaggio stesso, ma soprattutto, le persone con cui ci si accompagna tappa dopo tappa, che valorizzano il percorso. Non a caso il finale parte da dove Silicon Valley era iniziata: tutti attorno al tavolo a giocare con la palla gialla e blu, felici, a proprio agio, sentendosi comunque parte di qualcosa, tra amici.

L'incubatore di Bachman è stato per tutta la serie un porto sicuro in cui Richard e gli altri trovavano conforto tra le mille peripezie, i mille sgambetti, le mille trame, che persone spregiudicate ma più socialmente accettate perpetravano contro di loro.

Forse gli autori hanno voluto dare anche un altro messaggio di fronte agli eventi infausti che funestano il finale di Silicon Valley: per stare tra i potenti bisogna dimenticare tutto e tutti, valori, amici, affetti, etica, corrompersi in nome del successo. Richard e gli altri non possono farlo. Nemmeno Dinesh che, inizialmente, sceglie di sottrarsi alla delicata decisione, perché non sono come i vari Gavin Belson, Russ Herman o Laurie, quindi scelgono di non entrare tra i potenti, ma di fallire. Eppure il loro fallimento è la salvezza per il mondo, ma nessuno lo saprà mai: sono e restano degli emarginati, socialmente poco adeguati, ma forti della loro amicizia e di quello in cui hanno sempre creduto.

Per il resto la stagione finale di Silicon Valley ha poco da dire, gli episodi che precedono il finale non sono altro che una mera ripetizione della rodata formula che ha portato al successo la serie, con le mille peripezie che devono fronteggiare Richard e gli altri per affermarsi, lo strano rapporto tra Dinesh e Gillfoyle e con un Jared che, per la prima volta, litiga con Richard. Manca la presenza di Erlich Bachman, il quale è l'unico che resta senza un finale adeguato e definitivo, in Tibet è andato ed in Tibet sembra che sia rimasto. Forse un'ultima apparizione, proprio nel finale, sarebbe stata la ciliegina sulla torta.

Silicon Valley - Stagione 6 Silicon Valley sarebbe potuta finire in vari modi, Mike Judge ed il resto del team creativo ne hanno voluto dare un finale in cui Richard mostra che anche nel mondo delle imprese miliardarie si può essere integri e si può felicemente scegliere di occupare una dimensione ridotta, ma senza compromessi. Il finale sicuramente lascerà l’amaro in bocca a coloro che avrebbero voluto veder girare Pipernet sul proprio smartphone, ma stavolta non si può parlare di epilogo inappropriato per una serie, che, sin dall’inizio, ha visto un gruppo di nerd che lottavano per affrancarsi umanamente e professionalmente in una giungla di predatori. Alla fine gli autori sembrano rispondere alla domanda: meglio tradire se stessi in nome dei soldi e dell’accettabilità sociale o restare chiusi in casa con gli amici a ridere, poveri, reietti, ma felici?

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