SKAM Italia 5 Recensione: la quinta stagione su Netflix convince ancora

La nuova season di SKAM Italia esplora una dinamica comune, ma ancora poco affrontata: quella dell'insicurezza sessuale maschile.

SKAM Italia 5 Recensione: la quinta stagione su Netflix convince ancora
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Nel 2018 una nuova serie italiana ha fatto la sua comparsa su TIMVision, facendosi timidamente spazio tra produzioni internazionali maggiori. Se il suo ruolo è stato inizialmente marginale e il suo esito incerto, SKAM Italia - remake nostrano della serie norvegese SKAM - ha stupito critica e spettatori, sfoderando delle armi che risultano vincenti ancora oggi. Un buon sistema di personaggi, storie credibili e attuali, un ottimo livello di recitazione e dialoghi che si inseriscono in modo del tutto realistico in quello che è il setting di questo prodotto: l'ambiente giovanile romano.

Con gli ottimi risultati dei suoi episodi d'esordio, SKAM Italia non ha mai spesso di affascinare, tanto che - a circa due anni di distanza da quella che avrebbe dovuto essere la quarta e ultima stagione della serie - è stata annunciata l'uscita della quinta, prevista tra le uscite di settembre 2022 di Netflix. I nuovi episodi - pubblicati sulla piattaforma l'1 settembre 2022 - si focalizzano sul personaggio di Elia, ragazzo socievole, ma che si sente fuori posto a causa di un problema che lo tormenta da anni e che lo getta in un baratro di pesanti insicurezze. Vi consigliamo di recuperare la nostra recensione di SKAM Italia 4 prima della visione dei nuovi episodi!

SKAM 5 e il racconto sensibile dell'insicurezza maschile

Una delle grandi capacità dimostrate da SKAM Italia in questi anni è quella di saper spostare il focus da un personaggio all'altro senza perdere la propria identità e senza mettere troppo da parte le figure più iconiche. Ora tocca a Elia Santini (interpretato da Francesco Centorame) essere approfondito, lui che nelle scorse stagioni è sempre rimasto un po' sullo sfondo.

Socievole con i propri amici, ma al tempo stesso anche incompreso e a disagio in determinate situazioni, Elia non è mai parso una figura particolarmente interessante da esplorare, ma fin dai primi episodi di questa stagione dimostra tutte le potenzialità di una tematica ancora poco affrontata: l'insicurezza sessuale maschile. Di Elia ricordiamo soprattutto la cotta per Sana (Beatrice Bruschi), emersa nel corso della quarta season, ma gradualmente il suo carattere inizia a prendere forma, man mano che la sua più grande paura emerge tra le pieghe della narrazione: le scarse dimensioni del proprio pene. La reazione principale dello spettatore di fronte a una simile tematica potrebbe essere di leggero sconcerto. Nel 2022, con le lotte per la parità, per l'accettazione di sé e del proprio corpo, con la diffusione di una maggiore consapevolezza sulla sessualità maschile e femminile, c'è davvero ancora bisogno di parlare di un giovane uomo che si vergogna per le proprie dimensioni?

Il bello di questa stagione è proprio questo: riesce a svelare quanto questa problematica sia ancora tabù e quanto sia poco affrontata in prodotti che - come SKAM - si rivolgono prettamente a un target giovane. La risposta dunque è sì: c'è ancora bisogno di dare voce a queste insicurezze e di farlo nel modo giusto, con maturità e consapevolezza. Per fortuna a supportare la normalizzazione del tema ci pensa l'ottima scrittura di questa serie, che non banalizza nulla, ma affronta da vicino il dramma del protagonista, facendocelo vivere in prima persona con le sue molteplici sfumature. Non si parla solo di dimensioni, ma si affronta tutto l'immaginario che si crea attorno a questi grandi miti della società, che fanno delle dimensioni il fulcro di tutta la validazione sessuale del maschio e unico metro per giudicarne la prestazione sessuale.

Ma non solo. Si parla anche delle manifestazioni più sottili e subdole del bullismo, che - proprio per un'abitudine sociale che demonizza chi viene visto "meno maschio" - possono giungere anche dai propri amici sotto forma di battute. Su questo si costruisce la fragilità di Elia, che lotta per instaurare dei rapporti stabili con le ragazze che frequenta, che ancora soffre per alcune difficili dinamiche familiari e che tenta qualsiasi cosa pur di normalizzarsi agli occhi degli altri. Il timore del giudizio da parte delle persone care rende inoltre difficile la prospettiva di aprirsi con loro e di liberarsi dal peso di questo "segreto".

Ancora una volta SKAM si differenzia da molti altri teen drama, proprio per la capacità narrativa ed emotiva di parlare di sesso nel modo giusto, sia sottolineando i problemi che questo tema ancora nasconde, sia raccontandolo con realismo dal punto di vista di ragazzi e ragazze di ogni tipo. Malgrado la brevità degli episodi (poco più di 20 minuti ognuno, per un totale di 10 puntate) SKAM Italia 5 si prende tutto il tempo necessario per avvicinarsi lentamente alle paure di Elia, seguendole da vicino con una regia sempre attenta al dettaglio e una colonna sonora in questo caso più lenta e intima che energica.

La narrazione delle dinamiche secondarie


Grande tema della quinta stagione è il percorso di accettazione di Elia, che avviene gradualmente e non senza numerosi inciampi. Le paure per le proprie prestazioni non sono però l'unico argomento affrontato in questa season, che non entra direttamente nel dettaglio delle vite degli altri personaggi, ma decide di spostare di tanto in tanto l'attenzione sulle sfide da loro vissute.

In questa season si parla anche di educazione sessuale, dell'importanza di un'organizzazione scolastica che promuove queste tematiche tra gli studenti, di impegno politico, di bullismo, di riprova sociale e anche di molestie sessuali. Malgrado l'ottima gestione dell'intreccio da parte del team di produzione della serie, nel corso di questa quinta stagione si percepisce una leggera debolezza nell'affrontare alcune di queste dinamiche. La prima è proprio l'educazione sessuale, inserita da poco nel programma scolastico del liceo che il protagonista - bocciato alla maturità - ancora frequenta. La materia viene toccata indirettamente grazie alla storia di Elia, ma nel corso della stagione non riceve lo spazio che meriterebbe in quanto materia didattica, sebbene sia ancora fondamentale e spesso carente nei programmi educativi italiani.

Un'altra tematica che emerge nel corso degli episodi è quella della molestia sessuale. Non entreremo molto nel merito della questione per non fare spoiler, ma se qualcosa va rimproverata a questa stagione è di aver forse trattato il tema in modo troppo affrettato, relegandolo soprattutto alle ultime puntate. Il messaggio che la serie lancia è tuttavia forte - parlare con qualcuno è importante, così come denunciare - ma per un approfondimento più adeguato avrebbe giovato introdurre il tema gradualmente anche negli episodi centrali.

Fatta eccezione per questa gestione non sempre equilibrata delle vicende secondarie, anche questa stagione di SKAM Italia ha raccontato con grande sensibilità - nonché con una recitazione di alto livello da parte dei giovani protagonisti - speranze, sogni e paure dei giovani, senza necessariamente edulcorarli, banalizzarli o esasperarli.

È davvero finita?

Com'è avvenuto anche alla fine della quarta stagione, il season finale della quinta sembra alludere - seppur in modo più velato - a una possibile conclusione della serie. La storia di Elia determinerà davvero la chiusa di questo ottimo prodotto italiano? Ancora non abbiamo questa risposta, ma la percezione è che questo show abbia ancora molte storie da raccontare e che abbia ancora tutte le carte in regola per farlo.

Sebbene il prodotto originale norvegese si sia fermato alla quarta stagione, i remake europei stanno proseguendo e questo potrebbe essere anche il destino della versione italiana. Non resta che attendere i prossimi mesi per scoprire se la produzione ha ancora qualcosa in serbo per i fan di SKAM.

Skam Italia La quinta stagione di SKAM Italia continua a trattare tematiche importanti, scegliendo questa volta un argomento ancora tabù e poco affrontato dai media, ossia le insicurezze dovute alle dimensioni del pene e la paura del giudizio sociale, improntata su un concetto fuorviante di mascolinità. Il rischio di banalizzare il tema viene prontamente scongiurato da una sceneggiatura sensibile e attenta al dettaglio, supportata dalla recitazione sempre credibile del cast. SKAM Italia si dimostra ancora una volta un eccellente teen drama, un remake italiano che - dopo la bellezza di 5 stagioni - non ci fa sfigurare di fronte alle grandi produzioni internazionali.

8.5