Skam Italia: recensione della quarta stagione su Netflix e TIMVision

Si conclude con la sua quarta stagione l'amata serie teen drama italiana, con un focus delicato e importante sull'isolamento sociale e la comprensione.

recensione Skam Italia: recensione della quarta stagione su Netflix e TIMVision
Articolo a cura di

ll primo episodio di SKAM Italia 4 sembra aver solo raschiato la superficie di una vicenda estremamente complessa e meritevole di essere raccontata. Con la nuova stagione questa serie, adattamento della norvegese SKAM, ha voluto approfondire la storia di Sana, inserita fin dalle prime puntate come personaggio sempre pronto alla battuta sprezzante. In quanto musulmana nata in Italia, Sana Allagui è una protagonista piena di sfaccettature, ideale per un'analisi approfondita e realistica di una comunità poco conosciuta e tuttora incompresa.

Una storia non solo di fede e di integrazione, ma di identità

È facile scambiare la storia di Sana (Beatrice Bruschi) per qualcosa di già visto, almeno in teoria. Sebbene sembri assurdo, in pieno 2020 si ha ancora bisogno di parlare di integrazione e di apertura nei confronti di tutte le culture. Sono molti i film, le serie tv e i libri che si sono presi l'onere di raccontare le storie di individui che hanno vissuto sulla propria pelle la discriminazione, ma SKAM Italia affronta il tema con un atteggiamento innovativo, abbattendo con forza stereotipi e banalità. Per farlo Ludovico Bessegato, creatore e regista della serie, ha potuto contare su un aiuto prezioso, quello dell'autrice e sociologa femminista Sumaya Abdel Qader. Non solo in quanto esperta della tematica, ma soprattutto come donna musulmana nata in Italia, Sumaya ha rappresentato un punto di riferimento importante per un'analisi profonda e realistica dei giovani musulmani di seconda generazione come Sana.

Un'esigenza di chiarezza giunge prima di tutto dalla dilagante disinformazione presente in Italia: dell'Islam si sa poco, e quel poco che si conosce è spesso influenzato dai media e da un'opinione pubblica ancora piena di pregiudizi. Nessuna serie meglio di SKAM avrebbe potuto farsi carico di dare voce a chi, secondo un occhio esterno, appare diverso. Immergendosi nel mondo musulmano italiano con sguardo critico e mente aperta, Bessegato ha evidenziato con questa quarta stagione tutte le sfaccettature di una realtà poco nota, fatta di giovani praticanti o poco praticanti, di tradizioni e di valori personali. Tra questi c'è Sana, liceale italo-tunisina in procinto di diplomarsi.

Se da un lato la ragazza ama il tempo trascorso con le amiche, dall'altro non si sente capita da coloro che la circondano. Al tempo stesso anche la famiglia non sembra comprendere le sue esigenze di frequentare - pur senza rinunciare alla propria identità e alla propria fede - i ragazzi della sua età, di divertirsi e di essere se stessa senza timori. Quello di Sana è un mondo a metà tra due modi di essere, caratteristica che causa in lei una sensazione di instabilità e di isolamento.

Da un lato c'è la fede, da lei percepita in modo chiaro e forte, dall'altro il desiderio di essere come tutte le sue coetanee (tra vacanze con le amiche, uscite e primi amori), spensierata e soprattutto accettata per quella che è, senza occhiatacce o giudizi. Nel corso degli episodi la storia di Sana - probabilmente la più interessante finora raccontata - viene costruita grazie a piccoli gesti quotidiani, fino a farci capire che il focus della stagione non è l'identità religiosa, ma quella personale, in un'analisi intimista che coinvolge e commuove.

Isolamento e incomprensione, in una serie teen sempre più matura

Fin dalle anticipazioni e dai trailer si era capito quanto questa quarta stagione di SKAM Italia, fosse diversa dai più diffusi prodotti incentrati sull'integrazione e la discriminazione. Può sembrare strano, ma questi non sono i temi principali della storia di Sana. Si parla di capacità di integrarsi in una società piena di pregiudizi, certamente, ma è il dilemma interiore il vero protagonista della stagione, le difficoltà del dividersi tra due realtà apparentemente opposte e l'incapacità di trovare la propria identità personale. Sana è il fulcro di questo conflitto: fiera della propria fede, capace di prendere decisioni autonomamente (come la scelta del tutto personale di portare il velo), sicura del ruolo che la religione ha nel suo cuore, ma scossa da profondi dubbi ogni volta che si sente oppressa dalle incomprensioni della famiglia e degli amici.

In questo senso la protagonista, interpretata con spontaneità e sensibilità da Beatrice Bruschi, non è diversa da moltissimi suoi coetanei, impegnati in quella ricerca del sé che è tipica di un periodo complesso come il passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Sana non è solo una musulmana nata in Italia, ma una ragazza che non vuole uniformarsi alla massa, pur avendo il bisogno di apparire agli occhi degli amici come una ragazza come tante altre. Desidera essere capita nel profondo e non trattata come qualcosa di estraneo, come una persona attorno alla quale è sempre facile "rischiare di fare delle gaffe".

L'esasperazione di questo senso di estraneità nei confronti di entrambe le comunità alle quali appartiene - quella musulmana e quella scolastica - porta Sana ad un allontanamento dagli affetti e ad una scena di sfogo che è probabilmente il punto più alto di questa stagione, pari solo al dialogo con l'amico Martino, che per ovvi motivi non vogliamo spolierare.

SKAM Italia affronta le sue tematiche come ha sempre saputo fare; con la sensibilità, la maturità e l'autenticità che le hanno permesso di diventare una delle migliori serie italiane degli ultimi tempi, offrendo a Sana - apparentemente irreprensibile- anche la possibilità di sbagliare. La sua storia è quella di molti altri giovani che vivono ciò che vive lei e che, attraverso la lente di SKAM e l'esperienza di Sumaya Abdel Qader, possono contare su una rappresentazione realistica e matura.

Un season finale collettivo per salutare i fan

La quarta stagione di SKAM Italia ha dato il massimo per rinnovarsi dopo l'annuncio della cancellazione, il 7 agosto 2019. I risultati sono stati ottenuti con successo - non senza qualche piccola critica da parte dei fan su alcune scelte di Bessegato - anche grazie ad una produzione tecnica eccellente e ad un ottimo cast. I giovani attori di SKAM hanno dato ancora una volta dato prova di saper parlare il linguaggio autentico di coloro che interpretano, con una naturalezza che immerge lo spettatore in un mondo vero e assolutamente credibile.

La quarta stagione è stata però anche l'ultima possibilità di dire addio ai fan stessi. Bessegato lo ha fatto con una rapida - ma completa ed intima - carrellata di momenti dedicati ai personaggi che non hanno avuto la possibilità di conquistarsi un'intera stagione, ma che con il loro contributo hanno dato una degna conclusione al percorso complesso e meraviglioso di SKAM Italia.

Skam Italia Con un'ottima stagione dedicata a Sana, personaggio italo-tunisino della serie, si conclude l'eccellente percorso di SKAM Italia. La quarta stagione si pone l'obiettivo di abbattere numerosi stereotipi nati attorno alla comunità musulmana italiana. La serie affronta, senza ovvietà o moralismi, l'incapacità di Sana di trovare un equilibrio tra la fede e gli affetti di tutti i giorni. Il suo è un conflitto interiore che va oltre alle questioni religiose e culturali, ma che affonda le radici in una disperata ricerca della propria identità. In un mondo sempre pronto a fraintendere e a puntare il dito, le armi vincenti sono la curiosità, la comprensione e l'accettazione.

9