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Snowpiercer 3x01 Recensione: ritorna la serie post-apocalittica Netflix

Prosegue lo scontro a distanza tra lo Snowpiercer e la Big Alice, mentre là fuori, tra il ghiaccio, qualcosa sopravvive.

Snowpiercer 3x01 Recensione: ritorna la serie post-apocalittica Netflix
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C'era stato uno stacco netto tra la recensione di Snowpiercer e la recensione di Snowpiercer 2. Questo perché la seconda stagione dello show TNT prequel del film di Bong Joon-ho, a sua volta basato sul fumetto Le Transperceneige di Jean-Marc Rochette e Benjamin Legrand, aveva lavorato bene sulle dinamiche tra i personaggi, introducendo un villain degno di tale nome, il Signor Wilford interpretato dall'amatissimo Sean Bean, un secondo treno con personaggi ed eventi che si incrociavano tra scontri e riappacificazioni, cambi di barricata e rivelazioni sul destino del mondo.

In tutto questo giocava un ruolo fondamentale la Melanie di Jennifer Connelly, che aveva rischiato tutto per recuperare dei dati sul clima del pianeta che avrebbero consentito a Layton (Daveed Diggs) e compagni di raggiungere un Nuovo Eden, un luogo non costretto dalla morsa del gelo, per far rinascere la civiltà e spezzare il circolo vizioso imposto da Wilford e dal suo sistema di rotaie esteso per tutto il globo. A distanza di un anno Netflix rilascia a cadenza settimanale i nove episodi della terza stagione di Snowpiercer chiudendo di fatto la carrellata delle serie Netlfix di gennaio 2022.

La lepre e la tartaruga

Dopo il fallito tentativo di recuperare Melanie e i risultati della sua ricerca a causa del boicottaggio di Wilford, Layton e Alex, figlia della donna, erano riusciti a separare lo Snowpiercer dalla Big Alice con il prezioso aiuto di una Jodie temprata per il gelo, permettendo così al treno dalle ormai dieci carrozze di tornare al punto di randez-vous per soccorrere il personaggio di Jennifer Connelly e riuscire così a carpire i segreti del clima planetario.

Di Mel, però, nessuna traccia. Così ora lo Snowpiercer analizza i dati meteorologici salvati dal suo rifugio per lasciarsi alle spalle quell'apocalisse gelido causato dall'incoscienza dell'uomo. Il treno pirata di Layton è però inseguito dalla Big Alice di Wilford che, seppur più lenta, con i suoi 1023 vagoni accoglie a bordo molti degli amici e degli affetti dei componenti dello Snowpiercer, che hanno costituito una resistenza interna che sfugge di giorno in giorno ai tentativi di Wilford di stanarla e condannarla definitivamente. La loro speranza è che Layton, costretto ad abbandonarli nella precedente stagione dall'impellente necessità di salvare Melanie - e con essa potenzialmente l'umanità -, torni a porre fine al progetto di Wilford di ristabilire quel mondo itinerante diviso in classi di cui non è mai riuscito ad essere l'effettivo padrone indiscusso. Qualcosa sembra però sopravvivere là fuori sotto la coltre di ghiaccio, come abbiamo appurato dalla scoperta di Layton. Non ci resta che attendere per capire quale ruolo giocherà nella guerra tra i due treni.

Di fatto, il primo episodio della terza stagione di Snowpiercer non regala grosse sorprese, se non l'introduzione di un elemento altro dalla narrazione esistente. Un innesto drammaturgico ancora tutto in divenire, che affronteremo di certo a partire dal prossimo episodio per comprenderne i rischi e le potenzialità. Per il resto, lo show inizia un nuovo capitolo introducendo le nuove dinamiche a sei mesi dalla divisione forzata dei due treni ed è interessante notare quanti problemi in comune abbiano queste due realtà, nonostante la differenza di vedute. Non un impatto forte quanto l'inizio della seconda stagione, che di carne al fuoco ne aveva parecchia, con l'inserimento di Wilford e il mistero della Big Alice. Si sente un po' il limite del conflitto a distanza, con quello interno che non appare troppo convincente.

Nuovi equilibri, nuovi fattori

Snowpiercer per ora ridisegna i confini della sua eterna rivoluzione che muta di stagione in stagione. Sul treno guidato da Wilford si è infatti reso necessario ridurre le divisioni ad una sola classe, quella operaia, che consente alle carrozze di sopravvivere, ma che fatica a sua volta ad affrontare le giornate costellate da diversi problemi di natura tecnica che hanno di fatto mutilato la Big Alice, costringendo a chiudere interi settori (prima classe in testa) e a far rinascere quel sottobosco sovversivo vissuto nel corso della prima tornata di episodi.

Un movimento dal basso che ad ora si accontenta di sopravvivere rubando cibo e corrompendo in cambio di informazioni preziose sullo Snowpiercer o per guadagnare nuovi alleati strategici. La fiducia nel ritorno di Layton potrebbe non durare, nonostante gli animi siano forti e Ruth sia a capo della Resistenza. Dall'altra parte Audrey e i suoi non sembrano essere antagonisti troppo convincenti negli intenti e nelle azioni, ma siamo solo all'inizio.

Inoltre, dopo gli esperimenti su Josie, Wilford ora sembra concentrato su una terapia genetica che coinvolge Zarah e la sua gravidanza, in un piano che non promette nulla di buono per il futuro figlio di Layton. Al di là di queste speculazioni, che ad ora non possono trovare conferma, il primo episodio di questa nuova stagione alterna momenti più compassati nei quali l'esposizione rischia di allentare troppo la presa sullo spettatore, a (pochi) frangenti più dinamici che ci riportano alla season precedente.

Uno Sean Bean un po' troppo in overacting in alcune scene (anche per colpa della scrittura che lo vorrebbe come un grottesco capitano Achab alla ricerca della sua balena bianca), ma speriamo che questi rimangano episodi isolati. Si sente la mancanza di Jennifer Connelly, insieme a Bean il pilastro più convincente dell'intero cast - capace di salvare letteralmente lo show nella prima stagione -, ma comprendiamo le ragioni di sceneggiatura che l'allontaneranno da noi ancora per un po'.

La messinscena appare convincente, con un ritorno alla fotografia scura e alle scenografie decadenti che restituiscono il disagio della classe operaia, eccetto che per la qualità degli effetti speciali relativi agli esterni, in particolare alla rappresentazione dei treni in movimento (una costante smentita in rare occasioni). Per tutto il resto non ci rimane che attendere il prossimo episodio di Snowpiercer per capire se le visioni di Layton rappresentano davvero il Nuovo Eden o se si dovrà accontentare di luoghi nei quali è perlomeno ancora possibile vivere.

Snowpiercer - Stagione 3 Il primo episodio di Snowpiercer 3 si dispiega in tutta la sua ovvia natura introduttiva e di questo non possiamo ovviamente fargliene colpa. Si abbassa l'asticella del conflitto tra Wilford e Layton, data la geografia che divide i due e le differenti velocità di spostamento dei due treni. Ciò comporta un concentrarsi sulle dinamiche interne che non regalano grosse sorprese o gioie, deludendo in alcuni casi. Di certo si apre una nuova finestra sul futuro; vedremo su quali scenari si affaccerà e, soprattutto, se l'apparente sacrificio di Melanie sarà valso la pena.